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FW 190 D9 (I) - Roberto Colaianni

Kit Revell, scala 1/32

FW 190 D9

Il Velivolo

Il modello riproduce il FW 190 D9 utilizzato dall’ Oberstleutnant Gerhard Michalski, Kommodore dello Jagdgeschwader 4 alla fine della guerra. Il Werknummer ( numero di serie) del velivolo è sconosciuto,ma sicuramente faceva parte del blocco di produzione 600, costruito dalla Fiesler di Kassel, come si evince dalle caratteristiche della mimetica.
Il velivolo aveva il cofano motore caratterizzato da macchie in Blaugrun, appena più scuro delle superfici inferiori in RLM 76 e montava il tettuccio non bombato del primo tipo.
La mimetica, tipica per il periodo prevedeva, come già scritto, superfici inferiori in RLM 76, superfici superiori in RLM 75 e RLM 83.
Le insegne di nazionalità prevedevano, in fusoliera, croci del tipo B5 da 600 mm bianche , scurite al centro in RLM 83.
Sull’ estradosso alare croci del tipo B6 da 910 mm, bianche, mentre sull’ intradosso erano di tipo B4 nere da 900mm.

Il pilota
Gerhard Michalski Oberstleutnant

Gerhard Michalski

Gerhard Michalski è nato il 25 giugno 1917 a Augsdorf nella regione di Mansfeld di Harz. Michalski è stato assegnato allo JG 53 nel 1940 (6./JG 53). Ha guadagnato la sua prima vittoria il 31 marzo 1940, quando ha abbattuto un caccia Morane oltre il confine francese. Michalski, successivamente, ha partecipato alla battaglia d’Inghilterra, guadagnando altre otto vittorie.
Il 1 ° ottobre 1940, fu nominato aiutante del II. / JG 53 che operava in Russia, dove ha ottenuto ulteriori 13 vittorie entro la fine di agosto 1941, per un totale di 22. Il 1 ° ottobre 1941, è stato nominato Staffelkapitän diel 4./JG 53 con sede a Leeuwarden, in Olanda.
Alla fine di Novembre, il. II/ JG 53 si trasferì in Sicilia. Operativo su Malta, Michalski è diventato il pilota di maggior successo della caccia tedesca in questo settore, registrando 26 vittorie e ottenendo la Ritterkreuz per la sua 41ma. Assunse il ruolo di Gruppenkommandeur del II. / JG 53 il 1 ° giugno 1942, registrando lo stesso giorno la sua 30ma vittoria nel settore. Il 15 ottobre, Michalski è stato abbattuto, in combattimento aereo con gli Spitfire della RAF, durante la sua 500ma missione di guerra. Riuscì ad abbandonare il suo BF 109 G-2 (W.Nr.10 484), paracadutandosi in mare. E ’stato salvato da un idrovolante Do 24 del servizio di soccorso.
Nel mese di ottobre 1942, II. / JG 53 è stati trasferito in Tunisia. Entro l’inizio di maggio 1943, Michalski ha registrato ulteriori otto vittorie, raggiungendo quota 50, abbattendo uno Spitfire sul porto di Bona. Il 1 ° gennaio 1943. In previsione della caduta della Tunisia, il II. / JG 53 si ritirò in Sicilia, dove Michalski, il 18 giugno, è stato nuovamente abbattuto nei pressi Donnafucata, nel Bf 109 G-6 (W.Nr. 16 362), in combattimento aereo con uno Spitfire. Riuscito nuovamente a paracadutarsi in mare, recuperato, venne portato in un ospedale a Ragusa. Michalski tornò al JG 53 alla fine di agosto del 1943 ed il 1 ° Settembre ne ha temporaneamente assunto il comando, quando il Kommodore, Oberst Günther von Maltzahn (68 vittorie, RK-EL) è stato costretto in ospedale con un grave attacco di malaria. Quando quest’ ultimo ha riassunto il comando del Geschwader, il 28 Settembre, Michalski è tornato al comando II. / JG 53.
Nel novembre 1943, II. / JG 53 è stato spostato ancora una volta. Con sede in Austria, il Gruppe è stato inquadrato nella difesa aerea del Reich. Michalski ha registrato la sua 60a vittoria il 2 novembre. Il 24 aprile 1944, è stato nominato Kommodore del zbV JG con sede a Kassel in Germania. L’unità è stata formata accorpando il III. / JG 3, I. / JG 5, II. / JG 27, III. / JG 54 e II. / JG 53.
Il 1 ° Maggio Michalski, è stato nuovamente abbattuto e ferito nel Bf 109 G-6 (W.Nr. 440 232) . Il 21 luglio, è stato trasferito al Stabsstaffel del I. / JG 11. e nominato Kommodore dello JG 4 il 18 agosto 1944. Ha guadagnato la sua 73a e ultima vittoria, l’ 8 marzo 1945 sul fronte orientale.
In totale Gerhard Michalski è stato accreditato con 73 vittorie in 652 missioni. Ha registrato 59 vittorie sul fronte occidentale, di cui 13 quadrimotori e 29 Spitfire.
Morì in ospedale a Kaltenkirchen dopo essere stato coinvolto in un incidente automobilistico il 22 febbraio 1946


FW 190 D9 © Roberto Colaianni- Click to enlarge


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Materiali usati.

FW 190 D9 1/32 Revell ( stampo Hasegawa )
Seggiolino in resina Aires


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  • Foglio decal Eagle strike
  • Carrello per rifornimento olio in resina Signifer.
  • Idrante e tombino in resina Plus Model.
  • Cassetta attrezzi fotoincisa Lion Roar.
  • Pannello strumenti in fotoincisione precolorata Eduard

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  • Pilota in resina produzione Francese (non ricordo la marca)
  • Meccanici 1/35 (teste RoyalModel ), bicicletta (raggi in sprue tirato a caldo), cane lupo, colombo e corvo Tamiya

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    Modifiche Velivolo

  • Ricostruzione rivettatura su tutta la superfice con spillo su portalama e dima Hasegawa.

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  • Separazione timone di direzione ed elevatori (generalmente in posizione leggermente a cabrare nei velivoli a terra)

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  • Separazione e riposizionameno ruotino di coda ( libero di ruotare a terra, bloccato assialmente in decollo

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  • Approfondimento porta carte interno abitacolo
  • Cinghioli pedaliera
  • Cablaggio interruttore barra di controllo in sprue stirato
  • Strumenti consoles laterali
  • Leva rilascio cappottina
  • Ricostruzione paranaso su bordo palpebra strumenti
  • Lente collimatore in colla bicomponente
  • Cavi sistema avvolgimento antenna
  • Foratura canne MG 131 con minitrapano
  • Canne dei cannoni alari da 20mm in tubo di rame
  • Foratura tubi di scarico con fresa da dentista
  • Foratura piccola presa d’ aria su carenatura armi da 13mm
  • Antenna radio in filo da pesca da 0,08 mm e filo di rame (isolatori/tensionatori)
  • Indicatori meccanici carrello abbassato in sprue tirato a cado
  • Lente cinemitragliatrice su bordo d’attacco ala dx in Cristal Clear
  • Estremità antenna Morane in filo di rame
  • Antenna circolare radiogoniometro fotoincisione di recupero
  • Cablaggi/tubazioni sul retro del motore, visibili attraverso il vano carrello

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  • Tubazioni idrauliche freni in filo d’ acciaio e filo elettrico

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  • Cavo d’ acciaio trefolato retrazione ruotino di coda sulla, gamba destra carrello principale, in filo da pesca.

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  • Pitot in tubo di rame e spillo
  • Salvagente in lamina di piombo, bombolino di gonfiaggio in plasticard, anelli cinghioli imbragatura in filo di rame.
  • Paracadute da scatola, cosciali in fotoicisione, fascione ventrale e spallacci autocostruiti

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    Vedi la seconda parte
     

    Roberto Colaianni
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    GAMS Udine

       

    NOTA: la biografia dell’Oberstleutnant Gerhard Michalski è stata tratta dal sito http://www.luftwaffe.cz

       

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