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F4U-1A Corsair, missione abortita! (II) - Roberto Colaianni

Kit Tamiya in scala 1/48 - Seconda parte

F4U-1A Corsair

Diorama
Poichè a me piace contestualizzare i modelli, e dovendo ambientare per forza di cose l’ aereo nelle isole Salomone, non mi rimaneva altra scelta che una piazzola di sabbia corallina e, tanto per farmi del male, come già scritto prima, qualche palma.
Classica cornicetta Ikea, grelle in plastica Eduard, riempimento in polistirolo ricoperto di DAS, spennellato di colla vinilica, quando asciutto, e coperto di sabbia fine.
I tronchi di contenimento del terrapieno cono in DAS inciso con taglierino, quelli delle palme sono realizzati allo stesso modo, ma con un’ anima in sprue piuttosto grosso deformata a caldo.


FW 190 D9 © Roberto Colaianni- Click to enlarge


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Le foglie delle palme sono in cartoncino, con rinforzo centrale in filo metallico incollato col Vinavil.


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La postazione abbandonata ed il reticolato sono un’ idea dell’ ultimo minuto, aggiunti a diorama praticamente finito, tanto per riempire.


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Un po’ di sottobosco sul terrapieno non sarebbe stato male, me dopo aver fatto le foglie delle palme… sono diventato allergico ai sottoboschi.
Il tutto è stato dipinto con i soliti acrilici Tamiya
Il pilota ere compreso nella scatola, avrebbe dovuto essere posizionato sull’ ala, ma io ho invece deciso di metterlo a terra ( cambiando l’ incidenza dei piedi), intento ad osservare il meccanico, gentilmente regalatomi dal Nando, che mi ha messo a disposizione l’ intero suo “obitorio” per pescare qualche cosa che potesse fare al caso mio, mentre cerca di sistemare il guasto che, all’ ultimo minuto, ha causato l’ aborto della missione.
Il carrellino per la bomba è auto costruito in plasticare e balsa, le ruote provengono dal camion che traina il Bofors da 40 mm Airfix in 1/72, ma non sono uguali a quelle effettivamente montate sui carrelli veri, AAAAARGGH! Scandalo!
La bomba, residuato Monogram al pari di quella montata sotto l’ aereo, è stata rappresentata priva della spoletta, come doveva essere durante il trasporto.


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Conclusioni
Innanzi tutto alcune foto dei due soggetti finalmente ognuno saldamente ancorato alla propria basetta, e con tutti gli accessori a posto, giusto per mettere un po’ di chiarezza.

Il mio (finalmente finito, manca solo una cassettina per gli attrezzi ai piedi del meccanico):


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…l’ altro:


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… e assieme:


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E’ noto che in ogni realizzazione c’ è sempre qualche cosa che poteva essere fatto meglio ma, considerato che l’ impegno di tempo è stato relativamente ridotto rispetto a tanti altri soggetti fatti in precedenza, che non mi sono impegnato in modifiche importanti e impegnative, e che alla fine la resa del soggetto dipende quasi esclusivamente dalla colorazione e invecchiamento, mi ritengo molto soddisfatto.
Per quanto riguarda il diorama, come ho già scritto, sento la mancanza di un po’ di Jungla sotto le palme, non sarebbe difficile rimediare, ma ormai la testa è già impegnata in altri soggetti, credo che rimarrà così.
Chissà perché, quando faccio dei piccoli diorami mi sembrano sempre spogli, mi pare manchi sempre qualche cosa, mentre la maggior parte degli amici del club li giudicano “claustrofobici” a causa di tutto quello che riesco a mettere intorno al povero aereo, che dovrebbe essere il re della scena.
Qualcuno, al contrario, ha addirittura così commentato il diorama: “ma perchè hai messo l’ aereo davanti alle palme, rovina il paesaggio!”
Ai posteri l’ ardua sentenza.
Una nota sulle fotografie, premettendo che di fotografia ne capisco poco, e soprattutto mi manca la voglia di imparare, ho scattato quasi tutte le foto in modalità automatica e macro, provando di tanto in tanto a cambiare qualche lampadina del sistema di illuminazione.
Il risultato è che in molte foto, lo stesso modello sembra colorato con tonalità diverse.
Qui ho imparato che non bisogna giudicare l’ accuratezza dei colori usati vedendo le foto, i colori sono spesso falsati da mille fattori, sembra una banalità, una cosa ovvia, ma quante volte, vedendo un modello su una rivista o sul PC, abbiamo affermato: bello, ma quel colore… proprio non mi convince. In questo caso però, se vi sembra che il Corsair con le insegne bordate di rosso sia leggermente troppo chiaro, avete ragione, è colpa del pittore, non delle foto.

Buon modellismo a tutti!

Vedi la prima parte

Roberto Colaianni
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