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Vought F4U-4 - Massimo Cerrato

Kit Hobby Boss, scala 1/72

Vought F4U-4
Il primo volo del Vought XF4U-1 risale alla primavera del 1940.
Il motore, un P&W Double Wasp con 18 cilindri a doppia stella (lo stessa montato sull’F6F e P47) erogando oltre 2000 CV consentiva la ragguardevole velocità di 625 km/h in volo rettilineo, facendo del Corsair il più veloce velivolo al mondo.
La versione -4 con elica quadripala è stata l’ultima versione prodotta in tempo di guerra e costruita fino al 1947; di questa serie fu prodotta pure una variante armata di cannoncini da 20 mm (la -4B).
Questa fu anche la prima versione imbarcata; infatti le precedenti a causa dell’elevata potenza del motore e l’alta difficoltà di manovra in appontaggio non furono accettate dalla Navy e consegnate ai Marines i quali li impiegarono più che proficuamente dalle basi a terra contro gli Zero nipponici.
In Corea il velivolo, armato di razzi aria-terra o di bombe, fu impiegato egregiamente e ebbe l’onore di abbattere un Mig 15.


Vought F4U-4 © Massimo Cerrato - Click to enlarge

Il velivolo realizzato dalla Hobby Boss è stato impiegato dal Capt. Dennis Halleprist imbarcato a bordo della USS Sicily nel corso del 1951 appartenente al VMF 323 dei Marines durante la guerra di Corea; non è chiaro se egli in quel tempo avesse particolari funzioni di comando così come lascerebbe presumere la presenza del crotalo (simbolo del reparto) e i colori della squadriglia (il bianco, l’oro e l’argento) sulla naca motore. Tuttavia si sono documentati altri velivoli con il disegno delle medesime dimensioni a differenza di altri che avevano la naca del medesimo colore del velivolo e il disegno molto più piccolo in un cerchio con i colori indicati.
Una curiosità di questa squadriglia e la presenza di un crotalo vivo in una teca all’interno dell’ufficio del comandante.


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La scatola di montaggio e il kit stesso si presentano molto semplici: la fusoliera è fornita in un pezzo unico e non consente di dettagliarla gran che; tuttavia questo non è un grosso problema in quanto le dimensioni ridotte non permettono comunque di apprezzare un maggiore dettaglio.
Al contrario la precisione di montaggio dell’ala alla fusoliera e i vani del carrello anteriore (precisi pure nei portelli), i quali sarebbe un vero peccato non lasciarli aperti.
Un errore piuttosto eclatante è l’indicazione del colore, in quanto i velivoli americani dal 1947, con l’introduzione della striscia rossa al centro della fascia bianca della coccarda di nazionalità, adottarono il colore noto come midnight blue (Gunze H55), impiegato fino al 1956 quando fu sostituito dal grigio gabbiano.
Per completezza storica dal 1949 furono introdotti le numerazioni di reparto con la specialità (nel caso presente VMF 323: 323° Squadron imbarcato da caccia dei Marines).
Trattandosi della versione -4 l’abitacolo è in interior green, mentre i vani carrelli e l’interno della naca sono del medesimo colore delle superfici midnight blue; mentre le gambe di forza del carrello e il “corpo” dei razzi in metallo naturale (Hu 56).
Il basamento motore è in grigio scuro (Hu 79) e l’ogiva dei razzi in verde oliva (Hu 155).


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Il modello nella sua semplicità non richiede interventi di correzione particolari, come stucco o interventi di lima; così mi sono divertito a migliorare quanto fattibile, aggiungendo lo specchio retrovisore montato sulla parte interna del tettuccio (con un “tocco” di usura) e la maniglia di chiusura del medesimo, piegando un po’di cavo elettrico del diametro di circa 0.5 mm.
Per ultimo si montano l’antenna filare (in filo di rame 0.5 mm) e il suo supporto, la sonda anemometria, i razzi, i serbatoio subalari e per ultima la naca con il complesso motore-elica.


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Notare la maniglia di chiusura del tettuccio e lo specchietto retrovisore (autocostruiti con lamierino di alluminio e un cavo elettrico).


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Massimo Cerrato
© 2010
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