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Focke Wulf 190 D-9 “Langnasen-Dora“ - Marco Vergani

Kit Hasegawa in 1/32

Focke Wulf 190 D-9

La versione “D”venne scherzosamente definita Langnasen-Dora (Dora dal naso lungo), per via della dimensione allungata del muso
Con la versione finale “D”, apparsa nel 1944, l’aereo subì un sostanziale cambiamento, soprattutto per quanto riguarda il motore, che in alternativa al radiale BMW, venne adottato un motore in linea Junkers Jumo, in grado di erogare 2240 cavalli per brevi periodi.
Infatti, con questa versione, il caccia raggiunse forse la sua migliore espressione e si rivelò in grado di competere anche con il P-51D Mustang americano, per molti il miglior caccia da combattimento del conflitto.
Il Fw 190 D-9 fu considerato da molti piloti superiore a ogni altro aereo di questa categoria allora impiegato dalla Luftwaffe. Ne vennero costruiti circa 700 ma nel tempo occorrente per il suo utilizzo in larga scala, all’inizio del 1945, il dispiegamento ottimale di questo eccellente aereo era limitato dalla grave scarsità di carburante avio.
Un altro importante compito ricoperto dagli Fw 190D fu la difesa delle basi dalle quali operavano i primi jet della Luftwaffe, dato che questi velivoli erano particolarmente vulnerabili nelle fasi di decollo od atterraggio.
Nelle ultime fasi del conflitto comunque agli Fw 190 vennero assegnati svariati compiti indipendentemente dal ruolo per il quale erano stati progettati, come d’altronde avvenne per tutti i velivoli rimasti disponibili ed in grado di operare.


Focke Wulf 190 D-9 © Marco Vergani - Click to enlarge

Il FW 190 D-9 in numeri:
costruttore: Focke Wulf Flugzeugbau GmbH
ruolo: caccia-bombardiere
anno: 1944
lunghezza: 10,19 m.
apertura alare:10,50m
motore: Junkers Jumo 213A-1, a 12 cilindri a V raffreddato a liquido, da 1770 hp
velocità max: 685 km/h a 6000 m. di quota
tangenza max: 10.000 m
autonomia: 840 km.
armamento : 2 x 131 MG - 2 x 151/ 20 MG
equipaggio: 1 persona


Focke Wulf 190 D-9 © Marco Vergani - Click to enlarge

Il kit
Un grande kit dell’Hasegawa in 1/32, riguardante sempre un velivolo in forza alla Luftwaffe durante la seconda guerra mondiale: il mitico Focke-Wulf Fw. 190 versione D.
Il modello è stato costruito da scatola. Ho comunque voluto acquistare questi articoli:

  • foglio mask della Montex 32004 per il FW 190 D;
  • set di fotoincisioni della Eduard EDU 33004 riguardante parte del cruscotto;
  • set di fotoincisioni della Eduard EDU 32600 riguardante le cinture di sicurezza;
  • kit in resina della Quickboost in 1/32 gun barrels;
  • kit in resina della Quickboost in 1/32 exhaust;
  • decals della Eagle Cals Decals FW 190 D-9 EC-32-57;
  • kit in resina della Eagle Parts Gun Cowling 41-32.
  • Non ho incontrato delle vere e proprie difficoltà nell’assemblaggio del kit, però considerando la scala in 1/32, ha richiesto un’attenzione maggiore. L’uso dello stucco è stato comunque veramente modesto in quanto le parti si congiungevano abbastanza bene.


    Focke Wulf 190 D-9 © Marco Vergani - Click to enlarge

    L’intero abitacolo è stato dipinto con l’acrilico Lifecolor UA 133 RLM 66 ( FS 36081), per poi eseguire dei passaggi in marrone opaco molto diluiti, al fine di dare a tutto l’interno dell’abitacolo stesso un aspetto vissuto
    Per il cruscotto sono state usate le fotoincisioni della Eduard, mentre per i pannelli laterali, contenenti le varie strumentazioni, sono state usate le parti del kit. Tutto il cockpit è stato poi “ripassato” con del nero opaco meno fluido, eseguendo poi dei “lavaggi” in modo da far risaltare le strumentazioni stesse con la tecnica del Dry Brush (pennello asciutto).
    Infine l’intero abitacolo, sempre con la tecnica del Dry Brush, è stato nuovamente “ripassato” con dell’argento per fare risaltare quelle sporgenze metalliche più esposte al contatto, facendo così evidenziare la perdita del colore originale .
    Mentre per il cruscotto foto inciso, i vari strumenti sono stati “riempiti” con del trasparente lucido per simulare i vertrini.
    Nel 1944 il ReichsLuftfahrtMinisterium emanò una specifica con la quale introdusse nel manuale designato L. DV.521/1 nuovi colori, che vennero usati per il camouflage dei nuovi velivoli tipo l’Ar. 234, il Ta. 152 ed il Me. 262, FW 190 D e cioè: RLM 81, RLM 82 ed RLM 83.
    Pertanto il camouflage del Fw 190 D rappresentato era il seguente: superfici inferiori della fusoliera e delle ali, lati fusoliera e derive in RLM 76; superfici superiori delle ali e della fusoliera in splinter RLM 82 e 83 che sfumavano sui lati con il 76.
    Sui due lati della fusoliera e sulla deriva sopra il 76 comparivano, a volte, “macchie oppure virgole irregolari” molto sfumate sempre in 82 e 83.
    Per quanto riguarda i colori ho usato lo spray Tamiya AS 5 per il RLMN 76, opportunamente schiarito, ripassandolo con del bianco opaco molto diluito.
    Per quanto riguarda invece gli RLM 82 ed 83, questi sono stati dati a pennello usando i colori acrilici della LIfecolor, e per la precisione UA054 per RLM 82 ed il UA132 per RLM 83, debitamente invertiti, in quanto errati fra di loro.
    Dopo il posizionamento delle decals e di tutti gli stencil, ho voluto dare al modello un minimo di aspetto operativo, in quanto i velivoli in quel periodo non avevano vita molto lunga, cercando altresì di mettere in evidenza le linee delle pannellature, per poi sigillare il tutto con spray opaco trasparente.


    Focke Wulf 190 D-9 © Marco Vergani - Click to enlarge

    Figurino
    Ho voluto inserire nel diorama il figurino di un pilota tedesco in modo da raffrontare la grandezza del velivolo con una figura umana.
    La scelta è caduta sul figurino della Ultracast 54004 German Fighter Pilot WWII, veramente molto bello, già usato in precedenza quando ho costruito il Me 262, sempre in 1/32, della Trumpeter. E’ stato dipinto come da istruzioni, subendo poi dei “lavaggi” in modo da far risaltare le pieghe della tuta di volo con la tecnica del Dry Brush (pennello asciutto). .
    Sono stati inseriti anche dei bidoni di carburante in resina e delle taniche di benzina in plastica, recuperati dalla scatola degli avanzi, tutti in scala 1/35 ma, onestamente, non si nota neanche; anche loro sono stati colorati in german grey ( TS 4 della Tamiya ), ripassati poi in nero e marrone molto diluiti. Infine con la tecnica del Dry Brush (pennello asciutto) “sporcato” di argento ho voluto far risaltare le ammaccature.


    Focke Wulf 190 D-9 © Marco Vergani - Click to enlarge

    Ambientazione
    Per la basetta, molto semplice in verità, considerate le dimensioni del modello, ho adoperato la solita cornice di legno, cm. 35X30, senza lastra di vetro.
    Ho creato con dei listelli di legno, quelli usati per il modellismo navale, una zona adibita alla manutenzione dei velivoli
    La parte circostante è stata ricoperta con colla vinilica. Sopra la colla ancora fresca ho sparso della sabbia setacciata. Una volta ben asciutto ho tolto la parte eccedente della sabbia, cospargendo infine dell’erbetta usata nel modellismo ferroviario. Ho sigillato poi il tutto con una bella spruzzata di trasparente opaco comprato in ferramenta.

    Marking


    Gerhard Barkhorn - Click to enlarge

    Focke Wulf 190 D-9 “Christl”, appartenuto al maggiore Gerhard Barkhorn, Kommodore dello Stab./JG6 - febbraio 1945.
    Il Maggiore Gerhard Barkhorn era il comandante del JG 6, dislocato a Welzow, nella Germania orientale. Poiché il JG 6 non era un’unità adibita alla difesa del territorio metropolitano, il ReichsLuftfahrtMinisterium assegnò il colore della bande sulla fusoliera in rosso/bianco/rosso, bande che però non sono state dipinte sul velivolo.
    Tuttavia, durante l’attacco di Bodenplatte, avvenuto il 1° gennaio del 1945 contro i campi di aviazione degli Alleati, dislocati sul fronte occidentale, su qualche aereo del JG6 furono notate delle bande di difesa rosso/bianco, poiché questa operazione rientrava sul territorio del fronte occidentale.


    Focke Wulf 190 D-9 - Click to enlarge

    Il profilo del velivolo e le fotografie del maggiore Gerhard Barkhorn sono state “scannerizzate” direttamente dal foglio istruzioni delle decals della Eagle Cals EC/57.

    Per correttezza, la documentazione storica sul velivolo è stata reperita da Wikipedia, l’Enciclopedia Libera.
    Un grazie a questa fonte.


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    Buon modellismo e… buone vacanze a tutti !!!

    Marco Vergani
    © 2010
    [Gallery]

        

    Il mio prossimo modello sarà lo Junkers Ju 87D-1 “africano” in scala 1/32 dell’ Hasegawa.
    Ormai mi sono lanciato sulla scala… vedremo !!!

        

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