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M2 Bradley - Desert Storm, 1991 - Stefano Lana

Diorama in scala 1/72

M2 Bradley - Desert Storm, 1991

Diorama
Il mio primo diorama è ambientato durante la Prima Guerra del Golfo durante il 1991.
In passato mi ero cimentato in piccole realizzazioni, questa è stata leggermente più difficoltosa, lo so sicuramente molti modellisti staranno storcendo il naso però se fino a ieri i miei diorami erano ristretti al minimo sindacale, con questo ho fatto un piccolissimo balzo in avanti.


M2 Bradley - Desert Storm © Stefano Lana - Click to enlarge

Mi sono procurato una di quelle cornici a basso costo poi ho preso le misure e con un cartoncino leggero ho segnato i volumi che avrei dovuto disporre nel diorama con un altro bradley che stavo costruendo e che farà parte di un altro diorama che ho in mente di realizzare.
Ho preso poi il cartonplume (un materiale che mi ha fatto conoscere il mio amico scusate se mi permetto di porre l’accento sul termine amico però non potrei descrivere diversamente questa persona speciale) e ho disegnato le pareti del caseggiato.
Questo materiale ha due caratteristiche sembrano quasi in contrasto tra di loro perché da una parte è resistente ma dall’altra è un materiale morbido e leggero facilmente lavorabile.
Ha la consistenza di un plasticard leggero ma in effetti è un “panino “ di due fogli di carta e all’interno una lingua di polistirolo.
Per cui facilmente tagliabile con un cutter, sporca pochissimo e resiste ai colori per il modellismo
Dopo aver tagliato le pareti, le ho incollate con vinavil poi ho utilizzato il gesso liquido (viene usato dagli artisti per preparare le tele), non si tratta unicamente di gesso ma di gesso e acrilico mescolati insieme.
Ho steso questa pasta che si rende liquida con acqua e poi ancora fresca vi ho posato sopra un foglio di carta vetrata cercando di tenerla schiacciata per qualche minuto, l’ho sollevata con un colpo deciso creando così segni sulla pasta ancora umida.
In questo modo ho creato una superficie ruvida simile all’intonaco, stessa operazione per l’asfalto, una bella mano di questa pasta e poi ripassata con la carta vetrata.
Dopo l’asciugatura, io ho aspettato un paio di giorni ho iniziato a stendere i colori, ho utilizzato la base di buff XF57 Tamya, per il colore base e in seguito ho fatto delle lavature con colori acrilici marrone scuro.
Con il plasticare ho creato i serramenti e anche la scala di ferro arrugginita, ho disposto di proposito i gradini non in modo costante per dar l’effetto dell’usura e della non curanza dell’abitazione che è quasi crollata a causa di un bombardamento.
La saracinesca tenuta sollevata da un legno è cartone ondulato.


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Per l’asfalto stesso procedimento utilizzando però tonalità varie di grigio.
Infine ho fatto piovere ai bordi una pioggia di sabbia finissima caratteristica comune degli scenari iracheni e desertici (Pakistan, Afganistan, Libano etc).

Il mezzo
Ho utilizzato la prima versione di questo carro utilizzata negli anni 90 dall’esercito USA
In quel periodo il carro possedeva meno equipaggiamenti e corazzature più leggere rispetto alle ultime versioni di questo carro viste ai giorni nostri.
Il kit Revell è bello e completo anche senza l’uso di set fotoincisi, per creare la mia scena ho dovuto ricreare gli interni e per far ciò ho preso come campione il modello Tamya in scala 1/35.
Con l’uso di plasticard e di spessori differenti ho cercato di ricreare i particolari più importanti, considerando poi che avrei dovuto anche inserire altri dettagli che ho tralasciato per evitar di rovinar un modellino.
Ho ricreato otto sedili con il plasticard e li ho posizionati seguendo i disegni del kit Tamya, i missili tow li ho realizzati con tondini di di sprue.


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Ho steso un azzurro/verde 65 Humbrol schiarito con grigio 147 e bianco sempre della Humbrol
Dopo aver posizionato la cupola del carro e il pannello posteriore non si vede più l’interno e mi sono dedicato totalmente alla colorazione degli esterni
Base di XF59Tamya, giallo sabbia, mano di trasparente lucido, ombreggiature ad olio con terra di siena e in seguito ho dato colpi di luce create con il colore di base schiarito.
Gli effetti di scrostature li ho realizzati con il nero.
Le casse le ho ricreate con il plasticard, sacchi zaini in Das.


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I figurini sono i vecchi ESCI colorati con gli acrilici Tamya.


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Stefano Lana
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