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Schnellbot S-100 (II) - Roberto Colaianni

Kit Revell, scala 1/72 (Seconda parte)

Schnellbot S-100

Il modello

Il modello è un Revell di ultima generazione, si presenta ricco di particolari ma di montaggio relativamente semplice. Non vi sono segni di estrattori in parti visibili e l’ uso di stucco è limitato alla giunzione dei due semiscafi, allo specchio di poppa, allo spigolo tre calotta corazzata e opera morta. I ponti si incastrano molto bene sullo scafo, potrebbero essere teoricamente montati a secco senza l’ uso di colla, e , per chi lo vuole, potrebbero essere addirittura colorati separatamente.
Naturalmente ci sono anche dei difetti, innanzi tutto la plastica, almeno nel caso dei due esemplari da me acquistati, è piuttosto fragile. I corrimano sono piuttosto spessi, ma credo che sia difficile far di meglio in plastica, forse gli scudi delle armi potevano essere più sottili.
Inspiegabile la mancanza di caricatori, almeno per le tre armi da 20 mm, presenti in altre realizzazioni in plastica.
Si sarebbero potuti aggiungere tanti piccoli particolari per arricchire il modello, ma già così ha un aspetto bello pieno. E poi bisogna pur dar qualche cosa da fare al signor Eduard.
I figurini sono tutti della Ecker e Goros in metallo, tranne il cannoniere di prua, che è invece un Revell.

Montaggio

Come già spiegato nell’ introduzione, si tratta di un restauro, commissionato da un appassionato navale per cui avevo già in passato costruito alcuni soggetti.


Schnellbot S-100 © Roberto Colaianni- Click to enlarge

L’ originale “ smontato” e “grattato”

Gli accordi erano per una costruzione da scatola, (a meno dei figurini) e così è stato fatto, modifiche e miglioramenti ridotti al minimo sindacale.
Una modifica che giudico simpatica, anche se potrebbe non piacere a tutti, è stata quella di riprodurre uno dei due siluri in fase di lancio.


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Siluri FUORI….

Per fare ciò ho dovuto aprire l’ apertura del tubo lanciasiluri e ricostruire il bordino sporgente in lamierino di rame.
Per posizionare il siluro in volo, inizialmente avevo pensato di inventarmi un annullatore gravitazionale, con lo scopo di annullare il campo gravitazionale terrestre in prossimità dell’ ordigno e farlo rimanere sospeso, poi, per rimanere nel budget concordato, ho pensato che un filo di ottone piazzato tra le alette del siluro e passante attraverso un foro in prossimità del portello del tubo di lancio, avrebbe ottenuto quasi lo stesso risultato.

Una modifica sicuramente indispensabile è stata quella di sostituire i braccetti dei seggiolini della 37 mm, con copie in acciaio armonico, fissate ad appositi rinforzi in plasticard aggiunti allo scudo dell’ arma.
Dubito infatti che gli originali avrebbero retto a lungo il peso dei figurini in metallo.


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Il pezzo da 37 mm, manca ancora il volantino per l’ alzo o il brandeggio dell’ arma, si vedono i proiettili auto costruiti.

Altre piccole modifiche sono state:

  • Dettaglio del battellino di salvataggio e telo di copertura

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    Dettaglio della copertura del battellino e delle fascette di fissaggio dei siluri auto costruite.

  • Caricatori in plasticard per le armi da 20 mm, e clip per il cannone da 37 (sinceramente non me la sentivo di far finire sotto corte marziale i cannonieri per aver affrontato il nemico con le armi scariche)

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    Il complesso binato da 20mm a centro nave.

  • Cime di ormeggio e quella dell’ ancora.
  • Cavetti per il trattenimento delle cariche di profondità.
  • Antenne.
  • Teli paraspruzzi lungo i corrimano.
  • Fascette ritegno siluri.
  • Vetro per la finestra anteriore della calotta corazzata in acetato.
  • In fase di costruzione, sono anche stati praticati tutti i fori per il posizionamento dei figurini, dotati di spillo almeno i un piede, per garantire un sicuro fissaggio allo scafo, visto il loro peso.

    La conformazione del modello rende agevole la colorazione separata di molti accessori, che possono essere incollati sul ponte solo successivamente, evitandoci così un tedioso lavoro di mascheratura e il rischio di combinare disastri, quando maneggiamo un modello ingombrante e irto di ogni sorta di ammennicoli sporgenti.

    Colorazione

    Anche qui devo dire che non mi sono sbizzarrito in tecniche complicatissime, alla fine i ponti sono stati dipinti in German Grey Tamiya schiarito con del bianco nei punti di maggior usura e un dry brush grigio 64 Humbrol sui particolari in rilievo per farli meglio risaltare.


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    I paiolati in legno, in molte foto apparivano verniciati nello stesso colore grigio scuro del ponte. Per creare un minimo di variazioni cromatiche ho preferito rappresentarli in legno naturale, pitturandoli a pennello con una mano di Chocolate Vallejo, seguito da dry brush con smalti Humbrol Legno naturale e Ocra.


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    La colorazione dei paiolati

    Un pre-shading in Neutral Gray ha preceduto l’ applicazione dello Schnellboot weiss, che è una mia creazione, ottenuta mescolando minime quantità di Nato Black e Desert Yellow al bianco opaco Tamiya.


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    Pre-shading.

    Le canne delle armi sono state pitturate in Nero Vallejo, a cui è seguito un dry-brush in Gun Metal e poi Alluminum Humbrol.
    La rivettatura sulla calotta e sulla copertura dei tubi lancia siluri è stata riprodotta a matita, mina da 0,3 poi evidenziata a pennello con un lavaggio acrilico Vallejo Marrone.
    Le scrostature sono state fatte graffiando realmente il colore con una lama appuntita.


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    Rivettatura e scrostature.

    Un paio di mani date ad aerografo di cera Emulsio Facile diluita al 50%con acqua e qualche goccia di alcol ha reso lucido il modello. Ho applicato le decal, un lavaggio selettivo a olio Terrra di Cassel ha simulato lo sporco, qualche piccola colatura di ruggine è stata invece simulata con il terra di Siena.

    I figurini sono stati dipinti con una mano di primer Humbrol ad aerografo e poi con acrilici Vallejo a pennello. Ogni colore ha ricevuto tre mani, un fondo, una mano schiarita per le luci e d una scurita per le ombre.


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    Alcuni membri dell’ equipaggio.

    Due mani di opaco Gunze hanno posto fine ai lavori.

    Conclusioni

    Un modello costruito in tutta rilassatezza, che, pur senza eccessi maniacali nella cura del dettaglio, si presenta abbastanza “pieno” e rende molto bene le linee eleganti di quelle che sono state probabilmente le migliori motosiluranti impiegate durante la seconda guerra mondiale, …e non lo dico io, l’ ha detto il presidente Kennedy….


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    P.S.
    Appuntamento tra un annetto (spero), quando avrò finito la mia S 100, con il relativo diorama.

    Roberto Colaianni
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