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17 gennaio 1991 “Operazione Desert Storm” - Ezio Bottasini

I 180 giorni dell’Aeronautica nel Golfo

Tornado Operazione Desert Storm

Antefatto – Iraq e Kuwait rompono le trattative dopo il rifiuto dell’Emirato di accettare le richieste di Saddam Hussein.

2 agosto 1990 – L’Iraq invade il Kuwait. Il Consiglio di sicurezza dell’ONU approva all’unanimità la risoluzione n° 660, con la quale si “esige il ritiro immediato di tutte le forze irachene” dal Kuwait, vengono varate sanzioni economiche e quindi lo’embargo commerciale e naturalmente militare. Viene costituita un’imponente Coalizione politico-militare anti Saddam sotto la guida statunitense: 30 paesi, oltre 720 000 uomini su terra con 3500 carri armati e 2300 aerei da combattimento. Su mare circa 100 000 uomini su 210 unità. La risoluzione dell’ONU autorizza luso della forza per far rispettare l’embargo economico. Il governo italiano, nel turno di presidenza della CEE, esprime la condanna dell’invasione e chiede l’immediato ritiro dal Kuwait

14 agosto – Il Consiglio dei Ministri delibera l’invio di un gruppo navale nella zona di crisi.

14 settembre – Il parlamento italiano annuncia il rischiaramento nella zona del Golfo di otto “Tornado” dell’Aeronautica Militare (saranno successivamente 8 + 2 di riserva),

25 settembre – Scatta l’operazione “Locusta”. I “Tornado” dell’A.M. decollano da Gioia del Colle per raggiungere la base di Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti che sarà sede del Reparto Autonomo di Volo dell’A.M. fino al termine del conflitto. La partenza è preceduta dalla breve cerimonia di consegna della bandiera di guerra al comandante del reparto. L’unità sarà composta da circa 300 uomini. Uomini e mezzi dell’A.M. provengono dai tre reparti che impiegano i “Tornado” : 6°, 36° e 50° Stormo. Il supporta logistico è garantito dai velivoli della 46° Aerobrigata. Dopo più di 45 anni le nostre Forze Armate saranno impegnante in missioni di guerra.

17 gennaio 1991 ore 00.45 - Inizia l’Operazione “Desert Storm”. Viene portato il primo attacco aereo su Baghdad da parte delle forze aeree della coalizione, con missili da crociera e caccia bombardieri. Prendono parte all’operazione 200 aerei: statunitensi britannici sauditi e kuwaitiani per totali 2200 missioni. I “Tornado” dell’A.M.I. vengono inclusi nella pianificazione del Comando aereo interalleato di Riyadh.

18 gennaio ore 06.25 - Viene comunicato l’esito della prima missione di guerra dei velivoli italiani del Reparto Autonomo di Volo di base ad Al Dhafra (base Locusta).
Otto velivoli sono decollati da questa base nella notte, nell’ambito della missione congiunta delle forze multinazionali. Uno di questi è rientrato per avaria del carrello, sei non hanno potuto effettuare il rifornimento in volo per avverse condizioni meteo. L’unico riuscito nell’impresa, pilotato dal maggiore Gianmarco Bellini, con a bordo il navigatore-operatore di sistemi capitano Maurizio Cocciolone, ha proseguito la missione non facendo ritorno alla base. L’equipaggio viene dato per disperso.

20 gennaio – I “Tornado” effettuano la seconda missione con rifornimento in volo, raggiungendo gli obiettivi assegnati.

21 gennaio – La televisione irachena trasmette le immagini e l’intervista farsa dei piloti della forza multinazionale fatti prigionieri; fra loro il cap. Cocciolone. Del magg. Bellini nessuna notizia.

22-24 gennaio – Terza e quarta missione dei “Tornado” italiani su obiettivi militari iracheni, l’esito è positivo.

30 gennaio – Alle prime luci dell’alba, si conclude l’ottava missione con esito positivo dei “Tornado” A.M..

7 febbraio – I Tornado volano la loro 15° missione.

24 febbraio – E’ l’inizio dell’epilogo. Viene scatenata l’offensiva terrestre. I “Tornado” italiani svolgono un ruolo attivo nell’operazione portando a 29 il numero delle missioni effettuate.

27 febbraio – Si svolge la battaglia conclusiva. I “Tornado” portano a compimento con successo la 32° missione di guerra.

28 febbraio – Il governo iracheno accetta tutte le risoluzioni ONU relative alla crisi in atto. Cessano le operazioni di guerra.

3 marzo – Si riceve la notizia che il magg. Bellini risulta tra i prigionieri di guerra e che presto verrà liberato insieme al cap. Cocciolone.

4-5- marzo – I due ufficiali italiani vengono liberati.

7 marzo - Entrambi rientrano in patria con un volo speciale del 31° Stormo.

11 marzo – Gli RF-104G del 3° Stormo decollano dalla base turca di Erhaç per rientrare in sede.

15 marzo – I “Tornado” del Reparto Autonomo di Volo dell’A.M. lasciano il Golfo.

(Condensato da “Dopo la Tempesta – dieci anni dalla guerra del Golfo” inserto redazionale al n° 1/2001 della Rivista Aeronautica).


Operazione Desert Storm © Ezio Bottasini - Click to enlarge

Il modello allegato a questo articolo, dedicato ai nostri aviatori che hanno dovuto subire la prigionia, le percosse e le privazioni nelle prigioni irakene, è il kit Italeri in scala 1/48, decorato con decal Tauromodel con il Numero Identificativo 74, dell’aereo pilotato dall’allora maggiore Bellini e avente come navigatore il capitano Cocciolone riprodotti in scala (mi si scusi la somiglianza approssimativa ma non sono un “soldatinaro”), derivati da figurini Italian kits.


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Ezio Bottasini
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