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AB 41 - Andrea Tallillo

Kit Doc Models. scala 1/72 – n. catalogo 72011

AB 41

Dopo anni, nel settore delle piccole scale c’è fermento riguardo ai corazzati italiani, tra le più interessanti uscite in ordine di tempo c’è la blindo Ab 41 a cura della ormai ben conosciuta Doc Models, da tanti anni quasi interamente votata ai nostri mezzi della seconda guerra mondiale.
Scelte cosi’ interessanti vanno premiate.
Il kit è stampato in una plastica grigia ben lavorabile e cosi’ si presenta molto bene, con notevole finezza pur considerando la scala di realizzazione.
La scatola in cartoncino presenta sul retro le tavole a colori per alcune varianti e contiene due stampate, la sovrastruttura e la parte superiore della torretta e le ruote in gomma.
Esse posso farci restare un po’ perplessi, ma osservandole con una lente se ne può apprezzare la rimarchevole scultura del battistrada.
Il foglio decals è più che sufficiente ma si può al limite integrare con altri fogli come quelli, purtroppo ormai poco reperibili della AWD.

AB 41 © Andrea & Antonio Tallillo - Click to enlarge

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Prima di cominciare, studiamo con calma la notevole documentazione al riguardo – è uscito un bel libro della Mattioli 1885 sulle blindo italiane – controllando le stampate saremo colpiti dalla bullonatura e dai dettagli che sono molto curati, con un realismo ottimo considerata la scala.
Fa piacere capire che dietro c’è un intenso lavoro di ricerca.
Il montaggio risulta semplice, senza intoppi o passaggi troppo critici, a parte qualche piccolo intervento, alla portata di tutti.
E’ meglio prevedere già la sostituzione dell’antenna e dei limitatori d’ingombro mentre per il telaio useremo carta vetrata e cutter ma solo per levare qualche piccola bava e pulire le molle degli ammortizzatori dei pezzi n. 8, dagli assali n. 36 con pazienza toglieremo con cura i lievi segni di stampo, anche se poi si vedrà ben poco di quel che è stato fatto.
A parte minime stuccature c’è solo qualche piccolo problema con le maniglie n. 16 D, per esse è consigliabile ridurre i fori per un migliore fissaggio.
Si può diminuire appena un po’ di più lo spessore dei parafanghi con della carta vetrata a grana sempre più fine, la marmitta andrà lavorata con una fresa ed andrà forata all’uscita come le canne dell’armamento.
La torretta ha bisogno di un po’ più di cura, per prima cosa muniamo il pezzo n. 24 del grosso dado del freno del cannone usando un dado preso dalla nostra banca dei pezzi, poi assottiglieremo il contrappeso posteriore, con una limetta quadra, sino a che la torretta giri bene sulla sovrastruttura.
L’antenna è stata sostituita, tagliando il pezzo ed inserendo dello sprue filato – ma va bene anche del filo di rame teso, ma tenendo le parti finali.

AB 41 © Andrea & Antonio Tallillo - Click to enlarge

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Ora che il modello è quasi finito, leviamo con molta cura i pezzi n. 18 – il gancio di traino ed i due ganci a corna di bue n. 27 andranno lavorati eliminando i segni dello stampo e l’unione andrà stuccata per rendere più omogeneo l’innesto.
I due limitatori possono essere migliorati incollando i pezzi e sostituendo le aste con dello sprue filato a caldo, mentre le due palline sono due gocce di colla per plastica.
E’ preferibile montare le ruote per ultime, a verniciatura finita.
Per essa, una buona preparazione la si può avere passando un po’ su tutte le superfici una fresetta montata su trapanino, a bassa velocità per rendere leggermente ruvida la plastica, ne risulterà un buon ‘effetto corazze’.
Un lavaggio con un po’ d’acquaragia sintetica pulirà la superfici da ogni residuo di lavori ed aiuterà una buona presa del colore.
Usando il pennello come ai vecchi tempi, data la scala, si dovrà preparare un colore molto diluito, un Humbrol Matt 81 al 20 %, mentre il resto è in pratica solo acquaragia.
E’ probabile sia necessario applicare più di una mano, ma basta fare con calma ed aspettare ogni volta che la precedente si sia asciugata molto bene per procedere senza sorprese.
Per le ruote, può essere che ci sia da togliere un po’ di materiale in più dall’interno mentre una leggera passata di carta vetrata migliorerà la superficie.
Un ultimo lavaggio con colori ad olio – si possono usare il Nero per le griglie del motore ed il cosidetto ‘Bitume di Giudea’ per lo scafo, Terra di Siena bruciata per la marmitta, farà da invecchiamento.
Il risultato sarà tanto più notevole se i colori li diluiremo per bene col petrolio e se tratteremo la marmitta con gli acquerelli usando nero e marrone.
Ad asciugatura avvenuta, si torna agli acquerelli, con una miscela di bianco, marrone ed ocra ed una punta di rosa, che applicata a pennello secco permette d’evidenziare la sagoma spigolosa della AB.
La presentazione in questo caso è particolare, avendo scelto per maggiore comodità di trasporto una delle vetrinette da collezione marca Dragon.
Su quello già presente è stato steso un nuovo terreno, usando del Das, prima però, perché esso s’aggrappi bene, si deve stendere sul terreno stampato – è quel tipo di plastica dura altrimenti poco lavorabile - del Bostik mescolato a pietrisco e sabbia.
Il terreno definitivo è una miscela di colla vinilica, sabbia fine, giallo ocra e marrone ad acquerello, che dopo due giorni si può lumeggiare a pennello secco con una miscela ancora più chiara, sempre ad acquerello.
Un ultimo lavaggio, leggero, col petrolio ed una punta di color seppia ad olio e l’inserimento di un vecchio cartello stradale, e tutto è pronto.

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Una divertente incursione nel regno delle piccole scale ha avuto cosi’ un ritorno soddisfacente, con un soggetto che resta fra i più interessanti anche per gli appassionati stranieri.

 

Andrea & Antonio Tallillo
© 2010
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