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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Thu, 09 Jul 2009 22:58:09 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Studiamo gli oli monovarietali</title>
	<link>http://guide.supereva.it/mondo_del_vino/interventi/2009/06/studiamo-gli-oli-monovarietali</link>
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	<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 20:07:19 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Piera Genta</dc:creator>
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    <category>prese_qua_e_la_</category><category>area ufita</category><category>assam</category><category>coprovoli</category><category>cra oli sezione spoleto</category><category>girnata studio oli monovarietali ariano irpino</category><category>ravece</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/mondo_del_vino/olio1.jpg" class="left" border="0" width="250" height="166" alt="" />Sarà Ariano Irpino, importante centro dell’avellinese, ad ospitare venerdì 19 giugno il confronto annuale tra capi panel di tutta Italia, tradizionale appuntamento all’interno della rassegna nazionale degli oli monovarietali. L’evento, organizzato da Assam, Cra oli sezione Spoleto e Il Sole24Ore business media in collaborazione con l’assessorato all’Agricoltura e alle attività produttive della regione Campania e Coprovoli, rappresenta un importante momento di confronto e di approfondimento sugli oli extravergini di oliva ottenuti da un’unica cultivar.</p>
<p>Caratteristica di questi oli, di cui l’Italia in generale, e la Campania in particolare, possono vantare una produzione ampia e variegata grazie a un patrimonio varietale fuori dal comune, è l’unicità di profumi e sapori, diretta espressione del territorio di produzione.<br />
A fare gli onori di casa sarà il Coprovoli (Consorzio di produzione e valorizzazione olio extravergine d’Irpinia) che attraverso il coinvolgimento di 36 operatori, tra aziende agricole e frantoi, svolge dal 2002 un’importante azione di valorizzazione delle pregiate varietà dell’area dell’Ufita, tra le quali spicca la Ravece.</p>
<p>Il ricco programma della giornata che vedrà la presenza di molti esperti del settore sarà caratterizzato da due momenti principali: il primo, tecnico, rivolto prettamente ai capi panel e il secondo diretto, invece, alla stampa di settore e ai consumatori se vorranno saperne di piu&#8217;.</p>
 <p>
Sarà Ariano Irpino, importante centro dell’avellinese, ad ospitare venerdì 19 giugno il confronto annuale tra capi panel di tutta Italia, tradizionale appuntamento all’interno della rassegna nazionale degli oli monovarietali. L’evento, organizzato da Assam, Cra oli sezione Spoleto e Il Sole24Ore business media in collaborazione con l’assessorato all’Agricoltura e alle attività produttive della regione Campania e Coprovoli, rappresenta un importante momento di confronto e di approfondimento sugli oli extravergini di oliva ottenuti da un’unica cultivar.</p>
<p>Caratteristica di questi oli, di cui l’Italia in generale, e la Campania in particolare, possono vantare una produzione ampia e variegata grazie a un patrimonio varietale fuori dal comune, è l’unicità di profumi e sapori, diretta espressione del territorio di produzione.<br />
A fare gli onori di casa sarà il Coprovoli (Consorzio di produzione e valorizzazione olio extravergine d’Irpinia) che attraverso il coinvolgimento di 36 operatori, tra aziende agricole e frantoi, svolge dal 2002 un’importante azione di valorizzazione delle pregiate varietà dell’area dell’Ufita, tra le quali spicca la Ravece.</p>
<p>Il ricco programma della giornata che vedrà la presenza di molti esperti del settore sarà caratterizzato da due momenti principali: il primo, tecnico, rivolto prettamente ai capi panel e il secondo diretto, invece, alla stampa di settore.</p>
<p><strong>Programma</strong></p>
<p>Ore 9.30 - 1ª sessione<br />
Museo civico- palazzo Forte, via D’Afflitto - Ariano Irpino (AV)</p>
<p>Saluti<br />
Maria Passari - dirigente Sesirca regione Campania<br />
Alfonso Tartaglia - dirigente Stapa e Cepica  di Avellino<br />
Domenico Gambacorta - sindaco di Ariano Irpino</p>
<p>Introduzione ai lavori - 1ª sessione<br />
Enzo Polidori - direttore Assam<br />
Michele Masuccio - consorzio Coprovoli</p>
<p>Relazioni<br />
• Tipologie e profili tipici degli oli monovarietali<br />
Giorgio Pannelli - Cra oli sede distaccata di Spoleto<br />
• Impiego alimentare degli oli monovarietali, in cottura e a crudo<br />
Raffaele Sacchi - Università degli studi Federico II - Facoltà di Agraria,  dipartimento di oli e grassi</p>
<p>Degustazione guidata di oli monovarietali significativi della 6° Rassegna Nazionale<br />
Barbara Alfei - capo panel Assam</p>
<p>Conclusione dei lavori<br />
Antonio Ricci - direttore scientifico  Olivo &#038; Olio</p>
<p>Ore 14.00 - 2ª sessione<br />
Palace Hotel Kristall,  via Cardito - Ariano Irpino (AV) </p>
<p>Pranzo tematico con abbinamenti oli monovarietali, Palace Hotel Kristall - Ariano Irpino<br />
Raffaele Sacchi - Università degli studi Federico II - Facoltà di Agraria, dipartimento di oli e grassi<br />
Barbara Alfei ed Enzo Polidori - Assam</p>
<p>Visita guidata istituto di ricerca scientifica Biogem </p>
<p>Ore 19.00 - 3ª sessione<br />
Ristorante Bellavista,  c/da  Sterda - Ariano Irpino (AV)</p>
<p>“Oli monovarietali? Per saperne di più….”: seduta di assaggio rivolta ai giornalisti<br />
Barbara Alfei - capo panel Assam</p>

    <p><map name="google_ad_map_20090618200719"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090618200719?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090618200719" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090618200719&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmondo_del_vino%2Finterventi%2F2009%2F06%2Fstudiamo-gli-oli-monovarietali"/></p>
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	<description>Sarà Ariano Irpino, importante centro dell’avellinese, ad ospitare venerdì 19 giugno il confronto annuale tra capi panel di tutta Italia, tradizionale appuntamento all’interno della rassegna[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>La peronospera della vite</title>
	<link>http://guide.supereva.it/mondo_del_vino/interventi/2009/06/la-peronospera-della-vite</link>
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	<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 17:06:43 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Piera Genta</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/mondo_del_vino/interventi/2009/06/la-peronospera-della-vite#comments</comments>
    <category>vino_letteratura</category><category>edizioni viten</category><category>peronospera</category><category>plasmora viticola</category><category>vitivoltura</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/mondo_del_vino/173.jpg" class="left" border="0" width="200" height="282" alt="" />Mantenuti formato e stile editoriale, l’opera è una corposa monografia scientifica realizzata con la partecipazione alla stesura dei testi dei maggiori esperti italiani in materia, che mantiene comunque un linguaggio fruibile da tutti e centinaia di foto, schede, tabelle e approfondimenti a supporto del testo. Si parte dalla storia del patogeno, si prosegue con la biologia, le strategie di lotta, le interazioni clima/patogeno, i modelli previsionali, la descrizione dei vari principi attivi presenti in commercio in Italia (e loro meccanismi di azione); le attrezzatura e le tecniche di distribuzione più innovative e conformi alle regole di sicurezza sul lavoro. </p>
<p>Di grande pregio la guida al riconoscimento dei sintomi, precoci e tardivi, e al riconoscimento di sintomi simili, ma non portati da Plasmopara Viticola. Il volume si conclude, come da breve tradizione, con una corposa carrellata di aziende viticole italiane che illustrano la loro concezione di lotta alla peronospora In preparazione il terzo volume della collana Bacco Didattico, intitolato CONTORNI DEL VINO. </p>
<p>Per visionare gli estratti del libro e ordinarlo consultare il sito  www.viten.net.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090618170643"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090618170643?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090618170643" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090618170643&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmondo_del_vino%2Finterventi%2F2009%2F06%2Fla-peronospera-della-vite"/></p>
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	<title>Otto itinerari alla scoperta dei formaggi artigianali</title>
	<link>http://guide.supereva.it/mondo_del_vino/interventi/2009/06/otto-itinerari-alla-scoperta-dei-formaggi-artigianali</link>
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	<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 16:54:07 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Piera Genta</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/mondo_del_vino/interventi/2009/06/otto-itinerari-alla-scoperta-dei-formaggi-artigianali#comments</comments>
    <category>eventi</category><category>canton ticino</category><category>caseificio del gottardo</category><category>formaggi di alpeggio</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/mondo_del_vino/formaggiticino.jpg" class="left" border="0" width="224" height="233" alt="" />Negli ultimi anni è nata fortunatamente tutta una serie di attività volte a promuovere la collaborazione tra agricoltura, turismo e gastronomia per valorizzare i prodotti tipici locali, che vanno orgogliosi della loro tradizione. I turisti hanno l’opportunità di essere accolti in fattorie, agriturismi e alpeggi per vivere un’esperienza straordinaria.<br />
Partendo dal nord (Gottardo) fino a Chiasso, si trova un’incredibile gamma di formaggi d’alpeggio prodotti artigianalmente, spesso acquistabili in loco. Non solo: in zona si può assistere alla lavorazione del prodotto, fare bellissime passeggiate e anche…dormire sulla paglia!</p>
<p>Sono ben otto gli itinerari diversi alla scoperta dei formaggi nelle diverse zone di produzione e cioè: Lugano e Mendrisiotto; Bellinzona e Alto Ticino; Lago Maggiore e Valli. Il cofanetto contiene otto schede con descrizione e mappe dettagliate dei percorsi consigliati.</p>
<p><strong>I formaggi del Canton Ticino.</strong><br />
In Valle di Blenio, come nella Leventina, i formaggi profumano della flora alpina dei pascoli, che a volte arrivano sino a 2.800 metri. Sono formaggi da tavola quasi esclusivamente a base di latte di mucca, buoni dopo quattro mesi, ottimi dopo sei mesi, eccellenti dopo dodici mesi, meravigliosi oltre i diciotto mesi.<br />
Nel Luganese gli alpeggi si trovano a basse quote, circa 1.200 metri. Gli alpeggi, principalmente “caricati” con capre, producono ottime formaggelle (formaggio mezzo grasso, ottenuto da latte scremato della panna affiorata in modo naturale sulla superficie delle ‘conche’, bacinelle lasciate al fresco dalla sera alla mattina) e formaggini di latte misto capra/mucca, a pasta acida.<br />
Il distretto di Mendrisio presenta alpeggi a quote ancora più basse e producono le famose ‘robiole’, di latte misto e di basso spessore, e i ‘büscion’ (tappo), di spessore più alto. Si tratta di formaggini molto gustosi, che vanno consumati freschi. Un’altra interessante specialità è lo ‘zincarlin’, di origine comasca, ottenuto con aggiunta alla pasta dei formaggini di aglio, prezzemolo tritato e pepe. Nella zona si possono ammirare stupende nevere: costruzioni in pietra, in parte interrate, che possono essere considerate i frigoriferi di un tempo.</p>
 <p>
Su ognuno degli alpeggi è possibile degustare i formaggi e la buona salumeria nostrana con vino ticinese, accompagnato da polenta, e si possono anche acquistare i prodotti caseari. Inoltre, arrivando verso le ore 9 del mattino, si può assistere alla lavorazione del prodotto.<br />
1. Alla scoperta dei formaggi del Mendrisiotto.<br />
Nel Mendrisiotto suggeriamo anche un itinerario con il trenino a cremagliera che partendo da Capolago porta sul Monte Generoso. La vetta del Monte Generoso offre una vista stupenda sulla regione dei laghi, sulla pianura lombarda sino agli Appennini e sulla catena alpina dal Gran Paradiso al Cervino, dal Monviso al Monte Rosa.<br />
2. Una passeggiata fra gli alpeggi nei dintorni di Lugano.<br />
Nei pressi di Lugano, a Tesserete, si potranno gustare spuntini a base di salumi, formaggi e vino Merlot del Ticino di produzione propria. Chi volesse vivere un’esperienza nuova può scegliere di fermarsi per la notte e pernottare sulla paglia.<br />
La zona si presta molto bene per fare un picnic e ammirare la bellissima flora e il panorama che spazia dal Monte Tamaro alla sottostante piana di Agno.<br />
3. Sulla via del formaggio nei dintorni di Bellinzona.<br />
Nella zona di Bellinzona alcuni alpeggi che producono formaggio lo vendono direttamente al pubblico. Per esempio all’Alpeggio Giumello si produce un ottimo formaggio di latte di mucca, acquistabile in loco. La zona si presta a bellissime passeggiate. Nelle vicinanze dell’Alpeggio Mornera, che produce un formaggio semiduro grasso, si trova un idilliaco laghetto con ninfee.<br />
4. La quiete degli alpeggi in Leventina.<br />
Anche in Leventina molti alpeggi hanno la vendita diretta, generalmente possibile a partire dalla prima settimana di agosto. L’Alpeggio Cruina, che produce l’omonimo formaggio, ottenuto da latte di mucca non scremato, vende anche ricotta, burro e il tipico formaggino ‘büscion’.<br />
Alcuni caseifici artigianali (Alpeggio Manegorio, Corte Cassina del Buco e Alpe Pontino) producono formaggi ‘semiduri grassi’ a pasta cotta elaborata da latte crudo, che testimoniano l’ottima qualità dell’erba e della flora dei pascoli di alta quota (fino a 2.000 metri e oltre).<br />
Ad Airolo il Caseificio del Gottardo ha una parte dimostrativa e un ristorante, dove si possono gustare diversi piatti a base di formaggio. Presso il caseificio è possibile acquistare formaggi pregiati a pasta semi-dura (es. la Tremola, il Gottardo o la formagella Lucendro), formaggini, burro, panna, yogurt e, in estate, anche gelato.<br />
5. La strada dei formaggi del Lucomagno.<br />
Nelle vicinanze del Passo di Lucomagno si trovano moltissimi alpeggi. L’Alpe di Pian Segno a Olivone, nella Valle di Blenio, è il più importante della zona.<br />
6. I formaggi in Val Pontirone.<br />
La Val Pontirone è un luogo ancora incontaminato e selvaggio. All’inizio del secolo questa valle era famosa per una fiorente industria del ghiaccio e per la lavorazione della calce. Le formaggelle grasse e la ricotta di siero dell’Alpe di Sceng si vendono a partire dai primi giorni di settembre.<br />
7. La Vallemaggia e i suoi famosi alpeggi.<br />
Da segnalare la produzione del famoso e raro ’formaggio della paglia’, ricercatissimo e dal sapore particolare. Si possono inoltre acquistare in Vallemaggia robiole, burro da siero e ricotta di latte misto. A Linescio si vedono ancora i numerosi terrazzi costruiti anticamente per coltivare segale, canapa, lino, ortaggi e patate.<br />
8. Gli alpeggi della Valle Verzasca e della Valle Onsernone.<br />
Nel formaggio del Locarnese al latte di mucca si aggiunge quello di capra (10-20%). Ne risulta un prodotto a pasta più bianca e leggermente piccante. Suggeriamo tre alpeggi molto particolari: Fümegna, Mügaia e Saléi, situati in tre diverse valli.</p>
<p>Visitare il sito www.ticino.ch. </p>

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	</item>
    
	<item>
	<title>Produttori Moscato d’Asti Associati </title>
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	<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 16:42:08 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Piera Genta</dc:creator>
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    <category>news</category><category>giovanni satragno</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/mondo_del_vino/satragno.JPG" class="left" border="0" width="250" height="180" alt="" />Enologo e produttore vitivinicolo di Loazzolo (AT), Giovanni Satragno, dopo la sua rielezione, ha ribadito: “Sarò il presidente di tutti, liberi ed associati: un impegno che confermo e che mi sembra ho già dimostrato nei fatti durante i tre precedenti mandati. A partire dal 2000, quando i  numeri invece potevano indurmi a parteggiare per i liberi. Oggi, che il consiglio, formato in maggioranza nuovamente da rappresentanti della cooperazione, mi ha dato questa ampia ed unanime fiducia, il mio impegno è ancora maggiore. Spero quindi di non deludere nessuno della nostra base agricola.”</p>
<p>Satragno dopo aver ricordato che: “Lo scopo della Produttori Moscato d’Asti Associati s.c.a rimane principalmente quello economico di tutela del reddito delle imprese agricole”, ha precisato che “La nostra società è nata, ed è bene che permanga, come sindacato economico di tutti i vignaioli del Moscato”.</p>
<p>Proprio su questo tema principale della ripresa delle trattative con le case vinicole, Giovanni Satragno ha riaffermato quanto già detto nella scorsa assemblea generale della Produttori. In particolare: “ Il prezzo dell’uva deve ora vedere riconosciuta l’inflazione, lo prevede l’accordo quadro, ed inoltre il costo di trasformazione uva-mosto necessita assolutamente di essere adeguato, considerato che da almeno quindici anni è fermo alle vecchie 280 lire al chilogrammo. Noi siamo disponibili a comprendere le vicissitudini di tutti, ma sappiamo bene che le case vinicole per la loro produzione si adeguano ai costi della manodopera, degli ammortamenti, del vetro, della energia elettrica, ecc&#8230; e non accettiamo che l’unico “ammortizzatore” sia individuato nella materia prima”.</p>
<p>Il presidente ha poi proseguito accennando al mercato dell’Asti che nella precedente compagna ha subito una flessione del 4,5%: “Anche nei primi mesi di quest’anno i dati dell’imbottigliato non sono rassicuranti. Speriamo che ci possa essere a breve non proprio un’inversione, ma una forte regressione del calo. L’esperienza ci ha anche insegnato che il tanto sbandierato piano di rilancio non ha funzionato come si sperava. Nel 2007 ci fu un incremento  di vendite laddove non fu applicato il piano ed una flessione del mercato Italia dove venne applicato. Si evince quindi un principio di non automatismo tra l’investire in propaganda ed il risultato nei numeri”.</p>
<p>Satragno ha poi riassunto così la sua concreta filosofia: “Il principio più collaudato credo sia quello della serietà della quale noi siamo capaci. Il rispetto delle regole, nel produrre bene, con qualità, non esagerando nei quantitativi, solo per far peso a causa dei bassi prezzi unitari. La qualità non è un valore astratto, il consumatore lo percepisce eccome. Tutti i grandi vini che hanno avuto fortuna nel mondo non hanno tralasciato questo aspetto; anzi l’hanno inserito per primo. La nostra categoria agricola non è distratta ma è fatta di gente attenta. Sa recepire i messaggi, ma certo la filiera deve essere d’accordo tutta, anche chi fa gli acquisti. Dal nulla non si ottiene nulla. Anche la maggiore qualità ha un costo, quindi un prezzo e questo bisogna pagarlo e non far finta di pagarlo come si è fatto fino ad ora”.</p>
<p>Per Satragno: “I comportamenti della controparte ed i loro atteggiamenti nella commissione paritetica non sempre sono comprensibili, hanno creato un ambiente di “finte”, di “mosse” e noi ci sentiamo un po’ a disagio. Noi siamo figli della terra, quindi concreti e credo che anche questo sia un valore che paga. D’altronde negli ultimi anni avendo basato un mondo economico sulle bolle abbiamo visto dove siamo finiti”. </p>
 
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	<description>Enologo e produttore vitivinicolo di Loazzolo (AT), Giovanni Satragno, dopo la sua rielezione, ha ribadito: “Sarò il presidente di tutti, liberi ed associati: un impegno che confermo e che mi sembra[...]</description>
	
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	<title>Wine for fashion</title>
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	<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 15:51:37 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Piera Genta</dc:creator>
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    <category>news</category><category>doni &amp; associati</category><category>simonetta doni</category><category>wine for faschion</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/mondo_del_vino/SimonettaDoni_01.jpg" class="left" border="0" width="166" height="250" alt="" />In concomitanza con Pitti Immagine, uno degli eventi più attesi del settore, come ormai da consuetudine la Doni &#038; Associati (www.donieassociati.it) di Simonetta Doni, la &#8220;stilista del vino&#8221; da oltre vent&#8217;anni specializzata nella creazione di etichette per le più importanti aziende vinicole italiane ed internazionali, ha aperto le porte del suo studio di Firenze per celebrare nell’ambito dell’iniziativa &#8220;Wine for Fashion&#8221; l’incontro tra vino e moda: due ambasciatori del Made in Italy, due eccellenze che, pur con linguaggi differenti, riescono ad esportare il fascino e la seduzione italiana, un mix di innovazione e tradizione che tante imprese interpretano perseguendo quella &#8220;cultura della qualità&#8221; che ci rende così unici e apprezzati in tutto il mondo.<br />
Clima rilassato, atmosfera conviviale, una straordinaria mostra-documentario intitolata &#8220;THE BIRTH OF THE ITALIAN FASHION&#8221; che ha riportato indietro di quasi sessant’anni, rivivendo attraverso le suggestioni del bianco e nero un momento topico per il mondo della moda nazionale.<br />
Era il 12 febbraio del 1951 quando un uomo geniale, Giovanni Battista Giorgini, convinse i maggiori sarti italiani dell’epoca (Nove sartorie italiane, Si¬monetta, le sorelle Fontana, Fabia¬ni, Schuberth, Marucelli, Carosa di Roma, Veneziani, Noberasco e Van¬na di Milano) a ritrovarsi presso Villa Torrigiani di Firenze e presentare le proprie creazioni ad un piccolo gruppo di compratori americani, fatti venire in Italia per l’occasione: le perplessità iniziali si trasformarono in un autentico successo.<br />
L’appuntamento fiorentino può essere considerato a tutti gli effetti il primo defilé d’alta moda italiana, il trampolino di lancio per un settore che, ancora oggi, resta fra i più rappresentativi dell’italian style. E’ ad esso che lo studio Doni &#038; Associati ha voluto rendere omaggio, una straordinaria carrellata di immagini (di cui molte inedite) curata da Neri Fadigati, affermato fotografo e nipote di Giorgini, presidente del Nuovo Archivio Giorgini.<br />
All’interno dello studio anche le più recenti etichette create da Simonetta Doni per le aziende vinicole più prestigiose, &#8220;WINE: THE VALUE OF BEAUTY&#8221; esempio di come anche il vino, pur con tempi e modalità differenti, abbia seguito un percorso simile a quello della moda: evolvendosi (anche nell’immagine e nella comunicazione) da alimento base a sofisticato emblema del buon vivere contemporaneo, affermando anche in questo campo, con un formidabile mix di qualità di prodotto e bellezza estetica delle bottiglie e del packaging, il Made in Italy nel mondo. Tutto senza mai perdere la consapevolezza che l’alto artigianato, la sapienza e la passione restano gli elementi fondamentali di ogni creazione.</p>
 
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	<description>In concomitanza con Pitti Immagine, uno degli eventi più attesi del settore, come ormai da consuetudine la Doni &amp;#038; Associati (www.donieassociati.it) di Simonetta Doni, la &amp;#8220;stilista[...]</description>
	
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	<title>Calici di Stelle 2009</title>
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	<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 15:38:25 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Piera Genta</dc:creator>
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    <category>eventi</category><category>calici di stelle</category><category>movimento turismo del vino</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/mondo_del_vino/calicistelle.jpg" class="left" border="0" width="150" height="55" alt="" />Un fil rouge unirà gli eno-appassionati di tutta Italia all’insegna dei migliori vini, ma anche del bere consapevole, perché, in molte piazze sarà possibile sottoporsi all’”Etilotest”, griffato per l’occasione con l’inconfondibile logo del grande evento dell’estate italiana.<br />
Il 10 agosto, nella notte di San Lorenzo, torna Calici di Stelle, il tradizionale appuntamento con i grandi vini sotto una pioggia di stelle cadenti, firmato Città del Vino e Movimento Turismo del Vino, che invitano a brindare, ma con moderazione (info: www.cittadelvino.it, www.movimentoturismovino.it).</p>
<p>“La più grande festa dell’estate in Italia dedicata al mondo del vino - sottolinea il Presidente delle Città del Vino Valentino Valentini - che vede la partecipazione di oltre mezzo milione di eno-appassionati in giro in quasi 200 Città del Vino italiane, sarà un’importante occasione per puntare l’attenzione sul problema del consumo di alcol, che in realtà significa superalcolici e non certamente vino, coinvolto ingiustamente nella campagna contro gli abusi, e condannato a pagare responsabilità che decisamente non appartengono alle modalità del suo consumo, almeno quello più consapevole”.<br />
“Attraverso appuntamenti come Calici di Stelle - sottolinea Chiara Lungarotti, Presidente del Movimento Turismo del Vino - intendiamo portare un pubblico ampio e variegato a conoscere il vino da vicino così che possa diventarne consumatore attento, preparato e consapevole. Siamo convinti, infatti, che solo attraverso la conoscenza diretta e l’insegnamento alla degustazione  si possa fare del consumatore il miglior ambasciatore della qualità del vino e quindi educare alla moderazione”.<br />
L’edizione n. 12 di “Calici di Stelle” sarà un’occasione speciale per brindare al 2009 come Anno Internazionale dell’Astronomia in tutta Italia, e, proprio per festeggiare questa importante ricorrenza, Calici di Stelle sarà ricco di appuntamenti con gli esperti dell’Unione Italiana Astrofili, che, appassionati del cielo e dei suoi segreti, si metteranno a disposizione del pubblico per mostrare tutta la bellezza della volta celeste, nella notte più stellata dell’anno.<br />
Calici di Stelle animerà le piazze di molte delle più belle Città del Vino in tutta Italia e le tantissime e prestigiose cantine del Movimento Turismo del Vino, con arte, musica, folklore e, naturalmente, il grande protagonista dell’evento: il vino. Degustazioni guidate da esperti enologi e produttori delizieranno gli appassionati del buon bere, facendogli conoscere anche i prodotti tipici di qualità, espressione del patrimonio locale di ogni regione che ospita l’appuntamento. Un’importante novità sarà al centro del grande evento dell’estate italiana: in molte Città del Vino che faranno da sfondo a “Calici di Stelle” sarà distribuito un etilometro, l’“Etilotest-Contralco monouso”, per permettere agli eno-appassionati di misurare il proprio tasso alcolico prima di rimettersi alla guida. Le Città del Vino e il Movimento Turismo del Vino vogliono diffondere così un messaggio che sia forte e concreto, sull’importanza della cultura del bere consapevole, come unico modo per poter apprezzare la qualità dei vini proposti in tutta sicurezza per sé e per gli altri.</p>
 
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	<title>Villa in verticale 2009</title>
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	<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 15:31:48 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Piera Genta</dc:creator>
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    <category>news</category><category>azienda agricola villa</category><category>gianni pezzani</category><category>villa franciacorta saten</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/mondo_del_vino/vinig.jpg" class="left" border="0" width="287" height="193" alt="" /><strong>Villa in Verticale </strong>è giunta quest’anno alla sua XV edizione. L’idea di creare un momento di meditazione che permettesse di degustare la annate storiche dei vini Villa, venne infatti quindici anni fa al titolare dell’azienda Alessandro Bianchi ed al direttore Paolo Pizziol. Le prime verticali erano momenti riservati a pochissimi amici e clienti dell’azienda, che riuniti intorno ad un tavolo  degustavano con estrema soddisfazione l’evoluzione dei Franciacorta firmati Villa. Anno dopo anno le degustazioni divennero sempre più un evento capace di catturare l’attenzione non solo della forza vendita, ma anche dei clienti più affezionati. Un evento in grado di confermare e rafforzare l’immagine conquistata dall’azienda nel corso degli anni. Un’immagine che si è affermata grazie alla ricerca della qualità, a volte quasi maniacale, in ogni fase della produzione. </p>
<p>Per questa edizione gli ospiti hanno partecipato ad un evento che rappresenta nella storia non solo di Villa, ma anche del territorio, un’occasione unica e irripetibile: la degustazione di dieci annate – dal 1995 al 2005 – di un Satèn millesimato. Si sono toccate tutte le tappe del Satèn della maison franciacortina, dalla prima annata prodotta (1995, anno in cui fra l’altro il marchio Satèn è stato registrato dal Consorzio di tutela del Franciacorta per individuare questa particolare tipologia) sino all’ultima annata in commercio (2005).  </p>
<p>Corrado Cugnasco e Sabrina Dorigoni, team di enologi dell’azienda, hanno guidato gli ospiti nella degustazione delle 10 annate, illustrando il percorso evolutivo che ha caratterizzato le diverse vendemmie negli anni di riferimento.<br />
I degustatori chiamati a valutare le diverse annate ed a confrontarsi sugli aspetti tecnici ed organolettici, hanno poi espresso le loro preferenze, che possiamo così classificare:<br />
1.	Villa Franciacorta Satèn millesimato 1995		96,3/100<br />
2.	Villa Franciacorta Satèn millesimato 2000		92,6/100<br />
3.	Villa Franciacorta Satèn millesimato 1998		91,3/100</p>
<p>La XV edizione di “Villa in Verticale” è stata anche la cornice ideale per presentare il libro aziendale “Storia di un sogno”, un suggestivo racconto per immagini realizzate dal fotografo di fama internazionale Gianni Pezzani che con i suoi scatti ha saputo catturare l’essenza dell’azienda. Il volume non presenta testo, la “storia del sogno” è raccontata attraverso la suggestione delle immagini e l’evocazione di atmosfere incantate. Le varie fasi del ciclo vitale dell’azienda nelle diverse stagioni dell’anno vengono raccontate dai dettagli che spesso fuggono anche all’occhio dell’osservatore più attento. </p>
 
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	<title>Le dieci meraviglie architettoniche del mondo del vino</title>
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	<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 15:19:01 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Piera Genta</dc:creator>
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    <category>news</category><category>collemassari</category><category>designcrave</category><category>doc montecucco</category><category>edoardo milesi</category><category>giuseppe rivadossi.</category><category>gruppo moretti</category><category>maremma toscana</category><category>mario botta</category><category>petra</category><category>suvereto</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/mondo_del_vino/petra1_01.jpg" class="left" border="0" width="124" height="83" alt="" />La rivista on-line americana DesignCrave, specializzata in design, ha scelto le dieci migliori cantine del mondo dal punto di vista architettonico.<br />
Secondo l’articolo &#8220;il vino occupa un posto importante nel cuore degli uomini, tanto per i credenti quanto per i laici, non c’è quindi da stupirsi se queste cantine si siano trasformate in propri e veri templi”.</p>
<p>Tra le cantine premiate: Dominus (California); Peregrine (Nuova Zelanda); O. Fournier (Argentina); Merus (Napa Valley, California); López de Heredia (Spagna); Petra (Italia); I. Boutaris (Grecia); Artesa (Napa Valley); Collemassari (Italia) e Leo Hillinger (Austria). </p>
<p>La <strong>Cantina Petra </strong>e&#8217; situata nella Maremma Toscana a Suvereto (LI) in località San Lorenzo Alto ed e&#8217; realizzata dall&#8217;architetto Mario Botta. Si estende su trecento ettari di vigneti, boschi e uliveti in un paesaggio di rustica bellezza, che degrada fi no al Mar Tirreno. Petra fa parte del Gruppo Moretti presente nel settore vitivinicolo dagli anni settanta. In Franciacorta il gruppo con a capo Vittorio Moretti produce Bellavista e Contati Castaldi. Il gruppo e’ anche presente nei settori della ristorazione, dei cantieri navali, dell’edilizia e del turismo.</p>
<p>Nell’azienda, 300 ettari di superficie, non si producono solo vini, ma anche un olio extravergine di oliva che ha gia’ ottenuto dei riconoscimenti importanti. 93 ettari sono di vigneti mappati dal professor Attilio Scienza, 8000 metri quadrati di cantina con una capacita’ produttiva di 800 mila bottiglie.</p>
<p>La cantina di vinificazione e invecchiamento presso il Centro Aziendale Poggio la Comare, della <strong>Collemassari </strong>su progetto dell’arch. Edoardo Milesi  è stato premiato nel 2006 alla terza edizione del Concorso Internazionale Architettura Sostenibile Fassa Bortolo. La cantina si trova in Maremma a circa 20 km da Grosseto alle pendici del Monte Amiata nel cuore della doc Montecucco. Si estende su una area di circa 300 ettari di cui 70 a vigneto specializzato e 20 ad uliveto.<br />
La ristrutturazione del Castello di Collemassari e’ firmata dallo stesso architetto.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090617151901"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090617151901?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090617151901" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090617151901&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmondo_del_vino%2Finterventi%2F2009%2F06%2Fle-dieci-meraviglie-architettoniche-del-mondo-del-vino"/></p>
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Secondo l’articolo &amp;#8220;il vino occupa un posto[...]</description>
	
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	<title>Nasce Tullum doc</title>
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	<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 21:18:24 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Piera Genta</dc:creator>
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    <category>news</category><category>feudo antico</category><category>vino tullum doc</category><category>vitigno passerina</category><category>vitigno pecorino</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/mondo_del_vino/15824.jpg" class="left" border="0" width="166" height="250" alt="" />Una delle prime buone notizie per l’Abruzzo viene proprio dal vino. Mentre la regione affronta ancora un momento drammatico, infatti, non mancano i segnali positivi. Presentata il 12 giugno a Pescara con tre testimonial Abruzzesi doc, i giornalisti Alda D’Eusanio, Giulio Borrelli e Adua Villa, Tullum ne è la dimostrazione. Sarà una delle più piccole denominazioni di origine controllata italiane, perché da disciplinare insiste esclusivamente sul comune di Tollo, in provincia di Chieti, 4.200 abitanti quasi tutti viticoltori. Sarà anche il simbolo della rinascita di un territorio e, perché no, un segno di speranza per tutte le aziende abruzzesi colpite dal terremoto. Tollo, infatti, fu rasa al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale ma proprio grazie alla viticoltura ha saputo ricostruire l’ identità inaugurando ora un nuovo percorso per l’enologia regionale, che per quaranta anni ha comunicato quasi esclusivamente Trebbiano d’Abruzzo e Montepulciano d’Abruzzo. Ed è strano pensare che una regione così ricca, che presenta un ambiente tanto vario, abbia finora tre sole doc e una docg, mentre la Toscana, ad esempio, ne ha  ben 16.  Con il progetto Tullum i promotori sperano di aprire un nuovo percorso regionale che esalti la vocazione delle singole aree, i vitigni autoctoni, le specificità pur  rafforzando la promozione e la tutela delle Doc storiche.  </p>
<p><strong>Le caratteristiche della Doc:</strong> I vini Tullum sono prodotti esclusivamente con uve della cittadina di Tollo e le singole tipologie dovranno provenire dalle specifiche zone del mappale. Quest’ultima è una scelta estremamente rigorosa, frutto di un lungo studio, che non solo individua i confini della doc ma anche i fogli mappali dove è autorizzato l’uno o l’altro vitigno. Proprio le varietà sono una novità perché, per la prima volta, Tullum rende doc gli autoctoni Pecorino e Passerina. Le regole di produzione saranno rigorose.  La resa per ettaro sarà molto bassa, il Pecorino e la Passerina non potranno produrre più di 90 quintali per ettaro. La densità di impianto sarà di almeno 3.300 ceppi per ettaro. Sono esclusi i vigneti di fondovalle al di sotto degli 80 m slm. La vinificazione potrà essere effettuata esclusivamente in zona. Regole rigide, per fare capire la vocazione di un territorio già noto in epoca romana.  Tullum si rivolge infatti al consumatore moderno, attento alla qualità, alla sostenibilità, alla salubrità e all’eticità del vino.  “Abbiamo studiato questa doc perché siano vini da ricordare. – afferma Andrea Di Fabio, direttore commerciale di Feudo Antico, società che commercializzerà Tullum. “Siamo partiti dallo studio dei suoli, del microclima, dei portainnesti, definendo poi i singoli fogli mappali, dove concentrare la produzione dei specifici vitigni. La grande soddisfazione è che i vini Tullum sono riconoscibili.”<br />
La potenzialità della doc a regime è di 300 ettari. La produzione per il primo anno si attesta sulle 66.000 bottiglie delle tipologie Tullum Doc Bianco, Tullum Doc Passerina, Tullum Doc Pecorino, mentre per il Tullum Superiore ed il Tullum Rosso  dovrà attendere il 2010. </p>
<p>Tullum corona così la lunga storia del vino a Tollo, conosciuta in epoca romana, apprezzata nei secoli per la produzione della Lacrima di Tollo. Una storia che neanche la Seconda Guerra Mondiale interruppe. Proprio la viticoltura, infatti, diede ai tollesi motivo per ripartire dopo la guerra, scegliendo di investire sul vigneto invece che emigrare. Il valore sociale del vino è confermato da Tullum, che ha riunito un territorio, per decenni spaccato da lotte politiche fra due schieramenti opposti.<br />
“L’Abruzzo sa esprimere una qualità straordinaria che merita di essere comunicata al consumatore in modo semplice, puntando anche sui valori di eticità del vino, che deve essere prodotto nel rispetto dell’ambiente e della salute del consumatore”. Ha sottolineato Di Fabio.<br />
Questo messaggio è stato tradotto in un packaging originale, al quale hanno lavorato due importanti società: lo Studio Doni &#038; Associati di Firenze e Sinergia ADV. </p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090615211824"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090615211824?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090615211824" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090615211824&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmondo_del_vino%2Finterventi%2F2009%2F06%2Fnasce-tullum-doc"/></p>
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	<description>Una delle prime buone notizie per l’Abruzzo viene proprio dal vino. Mentre la regione affronta ancora un momento drammatico, infatti, non mancano i segnali positivi. Presentata il 12 giugno a Pescara[...]</description>
	
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	<title>Premiato l&#039;enologo Donato Lanati</title>
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	<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 20:59:50 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Piera Genta</dc:creator>
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    <category>news</category><category>donato lanati</category><category>enosis meraviglia</category><category>premio internazionale del vino</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/mondo_del_vino/Lanati.jpg" class="left" border="0" width="150" height="105" alt="" />Questa la motivazione espressa durante la cerimonia di premiazione:<br />
 “È stato definito l’enologo-scienziato ma a parte la scienza, ha sensibilità e talento nell’interpretare desideri e personalità di imprenditori e vignaioli, traducendole in vini di assoluta eleganza. Il suo lavoro, dalla vigna alla cantina, si traduce in un caleidoscopio di gusti, profumi, pesi ed equilibri con il primato dell’identità territoriale. A capo di una squadra formidabile, è riuscito a mettere insieme cervelli sensibili e capaci, un gruppo cui ha trasmesso la sua stessa passione, insegnando che il vigneto è una fetta di natura che si vuole mettere in bottiglia e bisogna rispettarne l’anima. Coraggioso, ama la chiarezza, la verità. Da sempre si batte per valorizzare le peculiarità espresse dai nostri territori del vino e per un’etica di mercato e di prodotto nel rispetto del consumatore, convinto che la professionalità, quella vera, paga sempre.” </p>
<p>Nel corso della sua carriera professionale, l’enologo-scienziato ha ottenuto molti altri illustri riconoscimenti, tra i quali spicca nel 2003 la Gran Medaglia di Cangrande della Scala attribuita ai benemeriti della viticoltura italiana. </p>
<p>Il suo interesse nella ricerca non si limita allo studio della parte chimica e microbiologica del vino ma anche a quella più emozionale, quella legata alla storia, al territorio, alla tradizione e agli uomini. </p>
<p>La curiosità, lo porta ad essere cittadino dei vigneti di tutta Italia, dall’Alto Adige alla Sicilia.  Il suo carattere eclettico ed estroso si manifesta nei suoi molteplici interessi,<br />
ma la passione predominante di Donato Lanati  rimane, su tutte, il vino, che interpreta e vive con geniale creatività.</p>
<p>Testimonianza di tale passione è Enosis Meraviglia, l’ avveniristica sede del Centro Servizi e Ricerca Applicata in Enologia e Viticoltura, unica in Europa, situata all’interno di una cascina secentesca, affacciata sulle affascinanti colline del Monferrato. Qui si concentrano strumentazioni e tecnologie di altissimo livello per la ricerca pura e applicata sulla vite e sul vino. All’eccezionalità di questo laboratorio si aggiunge il contributo del pool di professionisti che, sotto la guida di Donato Lanati, si dedicano con grande sensibilità e competenza allo studio dell’interazione del territorio con la vite, dei profumi e colori varietali. In questo centro, esperienza inedita a livello italiano ed internazionale, Lanati è riuscito a fondere la bellezza di un luogo carico di storia con il fascino di laboratori e strumentazioni all’avanguardia con cui si studia il meraviglioso microcosmo racchiuso in ogni acino d’uva. </p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090615205950"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090615205950?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090615205950" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090615205950&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmondo_del_vino%2Finterventi%2F2009%2F06%2Fpremiato-lenologo-donato-lanati"/></p>
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	<description>Questa la motivazione espressa durante la cerimonia di premiazione:
 “È stato definito l’enologo-scienziato ma a parte la scienza, ha sensibilità e talento nell’interpretare desideri e[...]</description>
	
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