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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Sun, 08 Nov 2009 19:22:43 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
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	<title>L&#039;enogastronomia italiana in Albania</title>
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	<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 08:33:29 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Piera Genta</dc:creator>
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    <category>eventi</category><category>ambasciata italiana in albania</category><category>festivalitalian</category><category>ifse</category><category>istituto commercio estero</category><category>tirana</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/mondo_del_vino/ifse.jpg" class="left" border="0" width="250" height="173" alt="logo" />Una rassegna  dedicata al settore alimentare con un corso di cucina italiana rivolto ai consumatori ed ai distributori albanesi per promuovere l’utilizzo dei prodotti italiani in cucina. I ristoratori saranno invitati a degustare alcuni piatti della nostra cucina tradizionale accompagnati da alcune nostri vini.</p>
<p>Grandi reti distributive come la Conad e Big Market metteranno in evidenza nei propri punti vendita i prodotti italiani stimolando i consumatori all’acquisto con offerte speciali. Inoltre sara’ distribuito un libro di cucina italiana pubblicato in albanese con ricette ed informazioni circa il corretto utilizzo.</p>
<p>Le lezioni di cucina saranno curate dall’IFSE (Italian Food Style Education) di Piobesi  Torinese.<br />
Localizzata nel castello di Piobesi,  sei piani di gusto a disposizione degli allevi : La scuola occupa tutto l’edificio, eccetto i locali adibiti a biblioteca comunale, per altro a disposizione degli allievi. E per i momenti di relax l’interessante giardino all’italiana, aperto anche al pubblico,  che ha ispirato gli scritti sulla difesa ambientale e sulla geografia di George Marsh (L&#8217;uomo e la natura. Ossia la superficie terrestre modificata per opera dell&#8217;uomo, un testo di una attualita’ sconcertante che merita una lettura).</p>
<p>Master  con certificazione internazionale di qualifica “Chef Italian Food Style”, corso intensivo con attestato di qualifica “Chef Italian design”, percorso formativo in “cucina salutistica” sono sono alcune delle possibilita’ di specializzazione che l’Ifse organizza per I professionisti. Non mancano percorsi per gruppi di turisti, per curiosi e corsi di avvicinamento alla professione di cuoco.<br />
Ben 1200 persone nel primo anno di attivita’ hanno visitato la Scuola che recentemente e’ stata scelta dal progetto Apathe, ovvero l’associazione che raccoglie le scuole di turismo asiatiche e raccoglie oltre 120mila allievi, come l’Accademia in grado di offrire pacchetti di formazione sull’alta cucina italiana.<br />
Anche la Regione Piemonte ha riconosciuto l’Ifse come agenzia formativa sotto il profilo alimentare.<br />
Convenzionato con l’Accademia Italiana della cucina e con l’Associazione Professionale Cuochi italiani, uffici di rappresentanza in bei quindici paesi del mondo dall’Australia, al Giappone, USA, Cina, Corea e Argentina questo nuovo modo di concept Italian style ha tutte le carte in regola per trasmettere il meglio del nostro patrimonio: enogastronomia, moda, design e salute.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091030083329"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091030083329?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091030083329" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20091030083329&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmondo_del_vino%2Finterventi%2F2009%2F10%2Flenogastronomia-italiana-in-albania"/></p>
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	<description>Una rassegna  dedicata al settore alimentare con un corso di cucina italiana rivolto ai consumatori ed ai distributori albanesi per promuovere l’utilizzo dei prodotti italiani in cucina. I ristoratori[...]</description>
	
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	<title>Vinum Index</title>
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	<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 08:10:32 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Piera Genta</dc:creator>
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    <category>curiosita_</category><category>iann</category><category>vinum index</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/mondo_del_vino/imagesCALJ986G.jpg" class="left" border="0" width="186" height="250" alt="vino sul cellulare" />  Si tratta di Vinum Index, acquistabile su iTunes a 5,49 euro. Uno strumento semplice, agile, intuitivo, pensato per aiutare il consumatore nelle sue scelte, proponendogli una sintesi delle eccellenze del vastissimo panorama enologico italiano. </p>
<p>Come funziona? “Semplice”, dice Rinaldo Nani, amministratore delegato di Iann srl, società specializzata in progetti di informatica e di editoria elettronica. “Basta avere un iPhone o un iPod Touch (ma fra pochi mesi la guida sarà disponibile anche per periferiche Nokia e BlackBerry), scaricare “Vinum Index” e il gioco è fatto. Da questo momento la guida (disponibile in italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco) sarà sempre a disposizione, interamente caricata sul vostro “terminale” Apple, senza alcuna necessità di nuove connessioni”.</p>
<p>Sono oltre 500 vini selezionati organizzati per tipologia o per regione, per prezzo, uvaggio o in base al disciplinare che ne regola la produzione. Non manca un glossario, la lista dei “vini top” (etichette che per la straordinaria costanza qualitativa espressa nel tempo rientrano di diritto nella guida, indipendentemente dai valori di reperibilità e prezzo) e un elenco degli “altri vini” dei produttori citati nella guida, esclusi dalla selezione per il prezzo, la limitata reperibilità o l’impossibilità di parlare di tutti i vini di un determinato produttore.</p>
<p>I vini presenti in “Vinum Index” sono il risultato di una decennale attenzione alle valutazioni delle più importanti guide italiane e internazionali, una analisi dei punteggi assegnati a 2mila produttori e oltre 10mila etichette elaborata in base a criteri oggettivi, matematici. Ogni etichetta viene poi giudicata attraverso altri parametri (il valore del millesimo, la capacità di conseguire nel tempo punteggi elevati da parte dei degustatori, e la sua effettiva reperibilità sul mercato, oltre al rapporto prezzo/qualità). Un altro criterio che ha guidato i curatori è stata la voontà di proporre uno spaccato dell’intero patrimonio enologico italiano nella sua straordinaria complessità, evitando il rischio di premiare solo i “soliti noti” (Barolo, Brunello, Amarone, Super Tuscan…)</p>
 
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	<description>Si tratta di Vinum Index, acquistabile su iTunes a 5,49 euro. Uno strumento semplice, agile, intuitivo, pensato per aiutare il consumatore nelle sue scelte, proponendogli una sintesi delle eccellenze[...]</description>
	
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	<title>“Saper bere: l’equilibrio di Bacco”</title>
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	<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 13:54:46 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Piera Genta</dc:creator>
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    <category>convegni</category><category>bere consapevole</category><category>giorgio calabrese</category><category>onav</category><category>progetto icaro polizia stato</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/mondo_del_vino/images_01.jpg" class="left" border="0" width="167" height="250" alt="logo onav" />La medicina ha riconosciuto i benefici che questa bevanda può apportare all’organismo quando essa è consumata con senso di responsabilita’: il vino può prevenire certi disturbi al cuore tra cui l’infarto, può migliorare la circolazione sanguigna ed aiutare la prevenzione di alcune forme tumorali grazie alla presenza di buone quantità di polifenoli e antiossidanti con effetto protettivo anche nei confronti delle malattie cronico-degenerative.<br />
Accanto ai vantaggi apportati da un consumo intelligente, verranno analizzati gli effetti devastanti e le conseguenze catastrofiche dell’alcoolismo: il consumo scorretto di vino e di altre bevande alcolica o, peggio ancora, l’abuso  è  una delle principali cause di morte, malattie e disabilità fisica e psichica. </p>
<p>Il piacere di un buon bicchiere di vino, saper bere con qualità e nella giusta misura, apprezzando sapori e aromi può allora divenire un elemento di una nuova dimensione etica del consumo, un’occasione di convivialità e di dialogo: il modo migliore di fare comunità.</p>
<p>Il convegno iniziera’ con La relazione il prof. Vincenzo Gerbi, professore ordinario presso la Facolta’ di agraria dell’Universita’ di Torino “Tecnologia di un  prodotto naturale e antico:  la vinificazione tra arte e scienza.<br />
A seguire   prof. Gianfranco Pagano  “ Il moderato consumo di vino può aiutare a mantenere lo stato di benessere?” ; prof.ssa Marilena Durazzo, “Problemi di salute connessi con l’abuso di vino” ; prof. Giorgio Calabrese, neo presidente Onav , che parlera’ sia della tecnica di assaggio che “ il vino nello sport”. Al termine la  dr.ssa Cinzia Ricciardi della Polizia di Stato  Il consumo del vino e la legge: alcool e guida, con un approfondimento suigli articoli del Nuovo Codice della Strada. Moderatore dott. Flavio Servato.<br />
Il convegno  si terra’ presso il Centro Congressi Torino Incontra, via Nino Costa 8, Torino, sabato 21 novembre 2009, ore 8,30.<br />
Al termine verra’ presentata una rassegna di vini e prodotti tipici della Provincia di Torino con la degustazione dei vini a cura della Delegazione Provinciale Onav di Torino<br />
Il convegno ha il patrocinio di  Regione Piemonte,  Provincia di Torino,  Città di Torino, Camera di Commercio,  Università degli Studi,  Polizia di Stato,  Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Asti,  Associazione nazionale gastroenterologi ed endoscopisti ospedalieri  e  Cassa di Risparmio di Asti.</p>
<p>Per informazioni ed iscrizioni:<br />
Fort exc.elenz group arl Tel. 331/6358240 e-mail: info@fortezgroup.it</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091028135446"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091028135446?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091028135446" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20091028135446&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmondo_del_vino%2Finterventi%2F2009%2F10%2F%25e2%2580%259csaper-bere-l%25e2%2580%2599equilibrio-di-bacco%25e2%2580%259d"/></p>
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	<title>Luxus</title>
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	<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 20:21:54 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Piera Genta</dc:creator>
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    <category>news</category><category>fondazione dnart</category><category>guido gobino</category><category>laura tonatto</category><category>luxus</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/mondo_del_vino/Faunoebbro.jpg" class="left" border="0" width="158" height="250" alt="" />Luxus<br />
Il piacere della vita nella Roma Imperiale<br />
Museo di Antichita’<br />
Via XX Settembre 88 Torino<br />
26 settembre 2009 31 gennaio 2010<br />
Orari: martedi-domenica 9,30-19,30 Chiuso il lunedi</p>
<p>350 reperti per illustrare il piacere della vita nella Roma Imperiale. L’arte di vivere che si declina in lusso della mente per raccontare la passione per l’arte, la letteratura, la musica, la danza, il gioco ed in lusso del vivere, dalla cura del corpo, ai gioielli, e ai profumi e il gusto della tavola. Un percorso artistico e sensoriale che avvolge il visitatore fino dalla prima sala, dove un intrigante Ermafrodito addormentato ti suggerisce di lasciare alle spalle il tuo mondo ed invita ad immergerti in un spazio senza tempo complici gli aromi di incenso, mirra e i suoni leggeri di cetre e sistri.<br />
Il percorso si snoda in aree tematiche dedicate al tempo ed alla mente attraverso la filosofia e la letteratura con citazioni di Ovidio (l’arte di amare) e gli Epigrammi di Marziale; la musica, il gusto del collezionismo, il gioco.<br />
Si passa al lusso del corpo con approfondimenti sulla bellezza, sulla cosmesi  e l’arte della seduzione; il  lusso dei sensi con profumi, essenze, erbe aromatiche per valorizzare il fascino femminile e maschile. Sono gli odori dell’antichità spesso oggi sconosciuti che ci ritornano, talvolta, alla mente attraverso le strane combinazioni delle finestre del tempo: cinnamomo,  rosmarino,  mirra, incenso.<br />
Ed il  lusso del vivere che si completa con la sezione dedicata all’arte culinaria, dove il banchetto diventa arte e evento sociale per eccellenza. La storia dell’alimentazione nel periodo che va dal IV al I secolo a.C. scrive capitoli importanti con l’importazione dalle colonie greche del vino e dell’olio e l’abbandono della raccolta della frutta e verdura selvatica a favore delle colture.<br />
In occasione della mostra sara’ possibile percorrere un itinerario nella citta’ di Torino alla scoperta dei piaceri della vita, assaporando i gusti della tradizione reinterpretati con lo stile di oggi. Un percorso tra le antiche arti romane riproposte dai maestri  torinesi, la lavorazione delle pietre preziose e dell’oro nei gioielli di Mattioli,  l’azienda nasce alla fine del 19° secolo con il nome di Antica ditta Marchisio e vanta un riconoscimento molto importante, lo storico punzone “1to”, il primo rilasciato nel capoluogo piemontese. L’uso delle essenze nei profumi di Laura Tonatto, celebre “naso” torinese che ha realizzato tra l’altro una collezione di fragranze per la Regina Elisabetta II. Il cioccolato di Guido Gobino, una delle firme piu’ prestigiose dell’arte cioccolatiera torinese.<br />
Luxus si avvale anche di un inedito percorso didattico e pedagogico svolto in collaborazione con l’Istituto Torinese per un’Educazione responsabile che offrira’ alle scuole di ogni ordine e grado una grande opportunita’ di riflessione e conoscenza.<br />
La mostra, ideata e realizzata da Fondazione DNArt in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Città di Torino, ha il Patrocinio del Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca, della Provincia di Torino, ed è un progetto sostenuto dalla Regione Piemonte, Fondazione CRT, Camera di Commercio di Torino, e Compagnia di San Paolo. Alla mostra, curata da Elena Fontanella, hanno collaborato la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichita&#8217; Egizie.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091027202154"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091027202154?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091027202154" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20091027202154&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmondo_del_vino%2Finterventi%2F2009%2F10%2Fluxus"/></p>
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	<description>Luxus
Il piacere della vita nella Roma Imperiale
Museo di Antichita’
Via XX Settembre 88 Torino
26 settembre 2009 31 gennaio 2010
Orari: martedi-domenica 9,30-19,30 Chiuso il lunedi
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	<title>Il Chianti classico docg</title>
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	<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 19:29:39 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Piera Genta</dc:creator>
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    <category>news</category><category>consorzio chianti classico</category><category>sangiovese</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/mondo_del_vino/images.jpg" class="left" border="0" width="246" height="250" alt="logo chianti classico" />Previsioni ottimistiche si sprecavano già nelle scorse settimane ma la convinzione di trovarsi di fronte a un “gran bel” 2009 la si ha in questi giorni, toccando con mano il frutto del paziente lavoro dei mesi scorsi: le uve, infatti, sono arrivate in cantina in buona forma, grazie a una stagione piuttosto equilibrata, soprattutto fino al mese di giugno. La calda estate di quest’anno infatti è stata ben affrontata da un terroir che fino alla metà di giugno ha potuto godere di una piovosità ottimale.<br />
Anche il prolungarsi delle alte temperature nelle prime settimane di settembre non ha alterato un equilibrio garantito da ampie escursioni termiche, che da fine agosto in avanti hanno dato alle piante temperature fresche nelle ore notturne.</p>
<p>Un equilibrio confermato anche dal mese di settembre che ha visto, dopo l’atteso arrivo della pioggia il ritorno deciso del sole grazie al quale l’uva ha potuto completare, nella maggior parte delle vigne del Chianti, una maturazione ottimale.</p>
<p>Il favorevole andamento stagionale ha quindi offerto le migliori condizioni per portare in cantina frutti maturi, dalla giusta acidità e da una buona complessità aromatica. Dal punto di vista quantitativo si prevede una produzione che non dovrebbe discostarsi molto da quella dello scorso anno (268.000 hl).</p>
<p>Pallanti: “Le uve sono arrivate in cantina nelle condizioni migliori. Da ora la natura cederà il testimone all’opera dell’uomo, ai produttori chiantigiani, che da ormai diversi anni hanno plasmato grandi vini Chianti Classico, riconosciuti e premiati in tutto il mondo”.<br />
I più recenti riconoscimenti arrivano dagli Stati Uniti: solo poche settimane fa è stata la prestigiosa rivista statunitense“Wine Spectator” a premiare ben 18 Chianti Classico 2006 sopra i 92 punti con delle vette di 95/96; sono invece oltre 50 i Chianti Classico 2005 e 2006 che hanno ottenuto punteggi superiori ai 90 punti nella nota testata “Wine Advocate” diretta da Robert Parker. Sono stati ben 11, invece i vini Chianti Classico premiati dalla guida L’Espresso, un altro primato per la nostra denominazione.”<br />
In una situazione di mercato come quella attuale, questi risultati danno un nuovo vigore e trasmettono ottimismo ai viticoltori del territorio. </p>
<p>La vendemmia 2009 incoraggia ulteriormente il Chianti Classico: dopo i primi segni di ripresa i produttori attendono con rinnovata fiducia una piena uscita dalla crisi economica attuale, quando la nuova annata del Gallo Nero potrà essere esaltata appieno anche dai numeri.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091027192939"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091027192939?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091027192939" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20091027192939&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmondo_del_vino%2Finterventi%2F2009%2F10%2Fil-chianti-classico-docg"/></p>
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	<title>Il Pecorino, vino simbolo del Piceno</title>
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	<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 17:34:53 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Piera Genta</dc:creator>
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    <category>vino_letteratura</category><category>cocci grifoni</category><category>pecorino di offida doc</category><category>tecniche nuove</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/mondo_del_vino/copertinalibropecorino210x300.jpg" class="left" border="0" width="175" height="250" alt="" />Di recente, Tecniche Nuove ha pubblicato un libro intitolato “La riscoperta del Pecorino” , vitigno a bacca bianca diffuso nelle Marche ed in Abruzzo e piu’ limitatamente in Lazio, Toscana, Umbria e Liguria, conosciuto con vari sinonimi, da uva delle Pecore a Dolcipappola, Moscianello e Pecorino.<br />
É un vitigno che matura presto, secondi alcuni studiosi potrebbe appartenere alla famiglia dei trebbiani, il suo nome é strettamente legato alla pastorizia, uno studio pubblicato nel 1873 dice che “fosse appetibile dalle pecore al pascolo, diffuso com’era in zone altocollinari”.<br />
A causa delle sua bassa produttivita’  nel secolo scorso scompare dalle vigne delle Marche centro settentrionali , mentre ha continuato ad essere coltivato in area picena. La ripresa di interesse si colloca all’inizio del secondo dopoguerra con gli studi del prof. Bruno Bruni.<br />
Nei primi anni Ottanta, Guido Cocci Grigoni,  fondatore dell’omonima cantina nella sua tenuta di San Savino di Ripatransone, nel cuore del Piceno, rintraccia una vecchia vigna coltivata a Pecorino e decide di realizzare un primo impianto per sostenre le sperimentazioni.<br />
La prima produzione di vino ottenuto da uve Pecorino vinificate in purezza risale al 1990, negli anni successivi la produzione di Pecorino si radica nell’area di Offida ed il Pecorino delle Marche conquista la doc nel 2001 con il nome di Pecorino di Offida.<br />
Ha caratteristiche particolari, come un altissimo tenore in zuccheri, che si esprime in un alcol potenziale sempre sopra i 13,5°, un contenuto di acidi superiore a 8 g/l, un valore di pH intorno a 3 e un estratto secco netto superiore a 24 g/l. Ne scaturisce un vino bianco longevo, potente perché ricco di energia, piacevolmente sapido perché ricco di sali minerali, ceneri e acidi<br />
Per conoscere da vicino la storia di questo vitigno, é utile leggere il libro realizzato in collaborazione con l’Universita’ Politecnica delle Marche ed illustrato dalle immagini di Giò Martorana</p>
<p>Il testo, suddiviso in tre sezioni, si propone di indagare lo stato dell&#8217;arte del vino da vitigno Pecorino sotto l&#8217;aspetto storico, con un excursus attraverso i secoli che si conclude con l&#8217;attività di ricerca e riscoperta attuata da Guido Cocci Grifoni, quello tecnico-enologico e quello di promozione e marketing, grazie a un&#8217;indagine di tipo qualitativo sulla conoscenza e sulla percezione del Pecorino.</p>
<p> &#8220;La riscoperta del Pecorino, storia di un vitigno e di un vino&#8221;<br />
A.A. V.V.<br />
ed. Tecniche Nuove, 2009<br />
Pag. 92<br />
Prezzo di vendita 12,90 euro</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091025173453"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091025173453?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091025173453" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20091025173453&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmondo_del_vino%2Finterventi%2F2009%2F10%2Fil-pecorino-vino-simbolo-del-piceno"/></p>
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	<description>Di recente, Tecniche Nuove ha pubblicato un libro intitolato “La riscoperta del Pecorino” , vitigno a bacca bianca diffuso nelle Marche ed in Abruzzo e piu’ limitatamente in Lazio, Toscana, Umbria[...]</description>
	
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	<title>Il Carema e i Balmetti</title>
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	<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 19:52:55 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Piera Genta</dc:creator>
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    <category>news</category><category>balmetti</category><category>prodotti paniere della provincia di torino</category><category>tournedos travel</category><category>vino carema</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/mondo_del_vino/787220.jpg" class="left" border="0" width="250" height="204" alt="" />Il Carema, vino doc della provincia di Torino ottenuto con uva nebbiolo (85%) ed altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, raccomandati od autorizzati per la provincia di Torino. Di colore rosso rubino intenso tendente al granato, il profumo speziato che ricorda la rosa. E’ obbligatorio l’invecchiamento minimo di tre anni, di cui due in botti di legno non superiori a 40 ettolitri; per la riserva almeno quattro anni di cui trenta mesi in botte di legno ed un anno in bottiglia.<br />
Il vino prende il nome dal paese di Carema, situato a pochi chilometri da Torino, in Canavese, ultimo comune appartenente alla regione Piemonte, immerso nel verde di una collina vitata, e se nella parte bassa si è sviluppata con costruzioni moderne, quella alta è ricca di antiche case in pietra, stradine e fontane che ricordano la sua lunga storia.  Fra le origini possibili del nome c’è anche quello di Camera, vale a dire dogana, con chiaro riferimento alla posizione strategica del paese, situato proprio sul confine fra Piemonte e Valle d’Aosta sulla Strada delle Gallie.<br />
Caratteristica interessante della forma di allevamento della vite in questa zona e proseguendo anche in Valle d’Aosta e’ la pergola sostenuta da pilastri a forma di tronco di cono, in pietra. Sono proprio le pietre dei pilastri che rilasciando nel corso della notte il calore accumulato durante il giorno offrono alla vite ottime condizioni climatiche per la coltivazione.</p>
 <p>Altra particolarita’ della zona sono i Balmetti, diminutivo di Balma (antica denominazione di origine ligure che significa grotta).  Si tratta di cantine scavate nella montagna dentro le quali correnti d’aria mantengono temperatura ed umidità costanti in ogni stagione. L’aria fresca fuoriesce da fessure denominate “òre”, rendendo possibile la conservazione del vino e di altri prodotti, come formaggi e salumi. La formazione delle “òre” è attribuita al ritiro del ghiacciaio che diede origine alla Serra Morenica d&#8217;Ivrea: esso, arretrando, provocò spaccature nelle rocce mentre le frane provocarono all&#8217;interno della montagna una circolazione d&#8217;acqua e di aria che generò un fenomeno tipico ed unico. Si ha notizia dell’utilizzazione dei balmetti a partire dal 1764, ma la maggior parte di essi fu costruita fra &#8216;800 e &#8216;900. I balmetti assunsero nel tempo una importante funzione per la produzione e conservazione dei prodotti agricoli. In molti casi furono dotati di un piano superiore destinato ad ospitare i momenti conviviali tra familiari ed amici. Alcuni balmetti furono poi impiegati a scopo industriale, dando così origine ad uno stabilimento per la produzione della birra, uno per l&#8217;imbottigliamento di acqua minerale, uno per la commercializzazione dei vini ed uno per le cure termali. Un censimento del 1984 ha registrato 213 balmetti con 267 proprietari e ben 292 òre.<br />
L’itinerario dei Viaggi del Paniere di Domenica 13 settembre e’ dedicato a Carema e ai “balmetti” di Borgofranco d’Ivrea.  Il programma prevede la partenza da via Nizza a Torino (fronte Eataly) alle 9,30 con destinazione Borgofranco d&#8217;Ivrea, per la visita ai Balmetti e la degustazione di vino Doc del Canavese e Canestrelli. Il pranzo si terrà al ristorante “La baracca” di Settimo Vittone e proporrà lardo su pane nero di castagne, salame e “budin” caserecci, castagne e burro brisè con fonduta, vol au vent di polenta con porcini, tortino di verdure, crespelle alla Fontina, ravioli di carne e ortiche al burro e salvia, stracotto di manzo alla crema di porcini con polenta concia e verdure, torta rovesciata alle pere e semifreddo di frutti di bosco. Nel pomeriggio il trasferimento a Carema per la visita alla Cantina sociale dei produttori, con degustazione.<br />
Il costo a persona è di 55 Euro, comprensivo di trasferimento, servizio guida, degustazioni, pranzo e visite. L’organizzazione tecnica è a cura del tour operator Tournedos di Torino, a cui ci si può rivolgere per le prenotazioni, telefonando al numero 011-19506862.</p>

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	<title>Le dieci meraviglie architettoniche del mondo del vino</title>
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	<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 20:18:24 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Piera Genta</dc:creator>
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    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/mondo_del_vino/petracantinaesterna.jpg" class="left" border="0" width="350" height="198" alt="" /><br clear="both" />&#8220;il vino occupa un posto importante nel cuore degli uomini, tanto per i credenti quanto per i laici, non dobbiamo sorprenderci se le strutture delle moderne cantine sono diventate delle cattedrali e abbiamo la stessa importanza delle cappelle dei tempi antichi”<br />
Tra le cantine premiate troviamo: Dominus, Merus e Artesa  in California nella Napa Valley; Peregrine Winery in Nuova Zelanda; O. Fournier (Argentina);  López de Heredia (Spagna); Petra e Collemassari in Italia (Italia); I. Boutaris (Grecia)  e Leo Hillinger (Austria).<br />
La Cantina Petra e&#8217; situata nella Maremma Toscana a Suvereto (LI) in località San Lorenzo Alto ed e&#8217; realizzata dall&#8217;architetto Mario Botta. Si estende su trecento ettari di vigneti, boschi e uliveti in un paesaggio di rustica bellezza, che degrada fino al Mar Tirreno. Fa parte del Gruppo Moretti presente nel settore vitivinicolo dagli anni settanta. In Franciacorta il gruppo con a capo Vittorio Moretti produce Bellavista e Contati Castaldi. Il gruppo e’ anche presente nei settori della ristorazione, dei cantieri navali, dell’edilizia e del turismo.<br />
Nell’azienda, 300 ettari di superficie, non si producono solo vini, ma anche un olio extravergine di oliva che ha gia’ ottenuto dei riconoscimenti importanti. 93 ettari sono di vigneti mappati dal professor Attilio Scienza, 8000 metri quadrati di cantina con una capacita’ produttiva di 800 mila bottiglie.<br />
L’architetto Botta non si e’ limitato a studiare l’involucro della cantina, ma e’ entrato in ogni particolare del processo di vinificazione per adattare la struttura alle esigenze aziendali. Infatti il ciclo produttivo avviene tutto per caduta naturale e questo implica un uso quasi nullo di pompe idrauliche che stressano il vino e ne pregiudicano la qualita’ finale.<br />
La barricaia e’ sempre un’emozione e qui a Petra si respira un’atmosfera sacra, sara’ per l’illuminazione, sara’ per quella nicchia, sara’ per il silenzio che rispettiamo per fare riposare il vino, saranno le volte a crociera ed i pilastri a tortiglione. Un lungo tunnel che termina con una parete di roccia calcarea con cromatiche striature aranciate di ossido di ferro ci porta alla sala degustazione. Come un trono campeggia un armadio in legno realzzato da un artigiano/scultore di Brescia, Giuseppe Rivadossi e poi il lungo tavolo da degustazione progettato dallo stesso architetto Botta.<br />
La cantina di vinificazione e invecchiamento presso il Centro Aziendale Poggio la Comare, della Collemassari su progetto dell’arch. Edoardo Milesi ed è stato premiato nel 2006 alla terza edizione del Concorso Internazionale Architettura Sostenibile Fassa Bortolo. La cantina si trova in Maremma a circa 20 km da Grosseto alle pendici del Monte Amiata nel cuore della doc Montecucco. Si estende su una area di circa 300 ettari di cui 70 a vigneto specializzato e 20 ad uliveto.<br />
La ristrutturazione del Castello di Collemassari e’ firmata dallo stesso architetto.</p>
 
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	<title>L’assaggiatore di vino non e’ un mago</title>
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	<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 20:12:18 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Piera Genta</dc:creator>
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    <category>per_saperne_di_piu_</category><category>assaggiatore di vino</category><category>onav</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/mondo_del_vino/bicchiere_vino1_01.jpg" class="left" border="0" width="225" height="250" alt="" />Stiamo parlando dei corsi di formazione d’Assaggiatore organizzati dall’Onav (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino), associazione senza scopo di lucro che ha iniziato l’attivita’ ad Asti nel 1951 per iniziativa della locale Camera di Commercio e di alcuni esponenti del mondo vinicolo ottenendo  nel 1981 il riconoscimento giuridico da parte del Ministero dell’Agricoltura e Foreste.<br />
Le ragioni che  determinano la nascita di questa Associazione vanno ricercate nell&#8217;esigenza, già allora molto sentita, di poter contare su  degli  assaggiatori affidabili, perché specificatamente preparati ed esaminati, in grado di svolgere la delicata ed impegnativa funzione nell’ambito delle Commissioni delle Camere di Commercio che valutano i vini doc e docg.<br />
Da allora, con periodicita’ annuale, le varie sezioni regionali e provinciali  organizzano dei corsi specialistici,  articolati in 18 lezioni , che hanno come obiettivo principale la formazione di assaggiatori esperti,  ma anche  quello, per nulla secondario, di promuovere e diffondere la cultura del vino di qualita’ attraverso  serate di degustazione guidate e  viaggi studio in Italia e all’estero.<br />
Ai corsisti che hanno superato la prova d’esame  viene rilasciata la &#8220;Patente di Assaggiatore&#8221;, titolo riconosciuto da un Decreto del Presidente della Repubblica e dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, e vengono  inseriti nell&#8217;Albo Nazionale degli Assaggiatori.<br />
Si e’ appena concluso con risultati eccellenti il XXXIV corso di formazione d’Assaggiatore organizzato dalla  Delegazione ONAV di Torino aperta  nei primi anni Settanta ed oggi con circa 800 soci attivi.<br />
Il corso  ha avuto come docenti alcuni professori della facolta’ di Agraria dell’Universita’ di Torino, enologi, tecnici e professionisti del settore ed ha visto la partecipazione di 70 aspiranti assaggiatori. L’aver superato la prova d’esame non e’ un traguardo, ma solamente l’inizio del viaggio all’interno del variegato pianeta vino. Solo dopo  due anni di esperienza degustativa condotta con l&#8217;ONAV si potrà chiedere l’iscrizione nell’elenco degli &#8216;Esperti Assaggiatori&#8217; entrando in tale veste a fare parte delle commissioni ministeriali preposte al controllo organolettico dei VQPRD. E poi ancora,  i piu’ interessati potranno approfondire le proprie competenze fino a diventare  “Maestro Assaggiatore” seguendo cicli di approfondimento didattico sperimentati e costantemente aggiornati<br />
Attualmente l’ONAV conta circa 11.000 soci distribuiti nelle diverse regioni italiane. Particolarmente significativa è la presenza di Onavisti in Piemonte, Lombardia, Sicilia e Veneto.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090828201218"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090828201218?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090828201218" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090828201218&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fmondo_del_vino%2Finterventi%2F2009%2F08%2Fl%25e2%2580%2599assaggiatore-di-vino-non-e%25e2%2580%2599-un-mago"/></p>
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	<title>L’Uva d’oro : Vino delle sabbie degli Estensi </title>
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	<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 19:58:06 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Piera Genta</dc:creator>
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    <content:encoded><![CDATA[<p>  <img src="http://static.blogo.it/guide/mondo_del_vino/vinodellesabbie.jpg" class="left" border="0" width="250" height="187" alt="vino delle sabbie" /></p>
<p>Si coltivano un po’ in tutta Italia, da nord a sud: in Valle d’Aosta il vin de la sable  prodotto ad Aymavilles grazie al recupero di Costantino Charrère, fondatore e anima della cantina valdostana Les Crêtes; quelli di sabbia di fiume nel Veronese nella zona di San Bonifacio, dove anticamente scorreva l’Adige,  ed ancora tra  Verona e Vicenza  quelli che rientrano nella Arcole doc; quelli della doc Bosco Eliceo nelle zone salmastre del Ferrarese, delle sabbie vulcaniche dei Campi Flegrei, quelli dell’Etna in Sicilia; in Sardegna il Carignano nell’isola di Sant’Antioco e quelli del Sulcis.  E appena fuori Italia, la Camargue  ed in Istria nell’isola di Susak.<br />
L’uva d’oro  la troviamo  nel  territorio a ridosso dell’Adriatico, una striscia di terreno sabbioso che va dalle foci del  Po di Goro a nord alla foce del fiume Reno fino oltre le saline di Cervia, in provincia di Ravenna, a sud. Intorno al X secolo, la coltura della vite si e’ imposta grazie al lavoro di bonifica attuato dai monaci benedettini della Abbazia di Pomposa (in provincia di Ferrara sulla via dei Romei)  e quella di Classe in provincia di Ravenna. Le prime rudimentali coltivazioni dei vitigni locali risalgono agli Etruschi, ubicati nella citta’ di Spina, vicino a Comacchio (IV secolo a.C.).<br />
Lo sviluppo dell’agricoltura moderna lo si deve agli Estensi. Si racconta che la duchessa Renata di Francia, moglie del Duca d’Ercole II d’Este, porto’ in dote alcune barbatelle di  un vitigno proveniente dalla Cote d’Or borgognona   che  fece coltivare nelle vicinanze del Bosco della Mesola, ora riserva naturale dello Stato, allora luogo di caccia. Quel vitigno e’ conosciuto oggi come Fortana del Bosco Eliceo o uva d’oro. Il nome Fortana probabilmente deriva dal termine “fruttana” che ricorda la rigogliosità e le grandi dimensioni dei grappoli. Una delle monumentali sale della delizia del Belriguardo nei pressi di Voghiera, palazzo  costruito per Nicolò III d&#8217;Este,  e’ quella “delle vigne” con un eccezionale  dipinto del Cinquecento che crea l’illusione di trovarsi sotto  un pergolato  d’uva sostenuto da gruppetti di quattro cariatidi, sullo sfondo nei buchi lasciati dai tralicci si intravedono dei paesaggi  fiabeschi.<br />
Il Fortana, con i suoi cinque secoli di storia sul territorio,  insieme ai vitigni Sauvignon, Bianco del Bosco (uvaggio di trebbiano romagnolo e malvasia di Candia) e Merlot, fa parte della doc del Bosco Eliceo, istituita nel 1989 e tutelata dal Consorzio dei vini Bosco Eliceo costituito nel 1991. Il termine “eliceo” lo si fa derivare da elice, il termine arcaico di elce, parola poetica di leccio, la pianta di supporto alle prime coltivazioni di vite in suolo sabbioso.<br />
Il disciplinare di produzione comprende l’area circoscritta dalle bocche del Po, seguendo la strada statale Romea (denominata strada dei vini del Bosco) e della statale Adriatica lungo la costa fino a Tagliata di Cervia, in provincia di Ravenna. Questa zona si trova all’interno del Parco Regionale del Delta del Po, patrimonio dell’Unesco.<br />
Un territorio questo con un terreno composto da una elevata percentuale di sabbia, particolarmente adatto alla viticoltura perche’ non particolarmente fertile e poco permeabile, caratteristiche queste che hanno permesso al vitigno di essere sopravvissuto alla filossera, l’afide che all’inizio del Novecento distrusse gran parte del patrimonio vinicolo europeo e di avere un carattere molto ben riconoscibile. Oggi il Fortana cresce su piede franco e non sul portainnesto americano, queste viti, franche di piede, sono piu’ longeve e resistenti e soprattutto ricche del loro aroma varietale.<br />
Il Fortana, nella tipologia fermo o frizzante,  e’ caratterizzato da una bassa gradazione alcolica, colore rosso rubino dai riflessi porpora , un profumo caratteristico, sapore leggermente acidulo, accentuata sapidita’, non eccessivamente tannico.  Si accompagna ai piatti tipici della cucina ferrarese: anguilla grigliata o in umido e pesce di laguna, salumi come la salama da sugo e la bondiola.</p>
 
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