
Zabaione
Curiosita’
Che la sua origine sia piemontese e’ noto a tutti, in Piemonte e’ chiamato sanbajon e a quanto si racconta il nome e’ da attribuire a San Pasquale di Baylon, nato a Torre Hermosa in Spagna nella prima meta’ del 1500.
Finito a Torino al seguito di Emanuele Filiberto, fu addetto alle cucina di un convento.
Vuole la leggenda che un giorno frate Pasquale nello sbattere le uova con lo zucchero, non riuscisse a farle montare a dovere ed allora avrebbe aggiunto il vin dolce di Cipro, creando lo zabaglione.
Secondo un racconto piu’ malizioso, in un confessionale frate Pasquale suggeriva alle donne che si lamentavano di essere trascurate dal marito di preparare una miscela di uova, zucchero e vino per ridare ai consorti nuovo vigore fisico.
Prima dell’Unita’ d’Italia, anziche’ il Marsala nella composizione tradizionale dello zabaglione entrava il Madera, ma dopo l’impresa di Garibaldi e l’annessione della Sicilia al Regno sabaudo, la cucina piemontese fece entrare il Marsala nelle ricette.
Oggi, territorialmente, al posto del Marsala si usano soprattutto i vini piemontesi come i passiti e quelli dolci dal Moscato al Bracchetto.
Ingredienti per 1 persona
1 tuorlo d’uovo
1 cucchiaio di zucchero
1 guscio d’uovo di vino scelto tra i vari indicati a seconda del gusto personale
In un recipiente a fondo concavo (polsonetto) ogni tuorlo si unisce allo zucchero, sbattere molto bene finche’ diventano chiari e spumosi; aggiungere allora il vino, cuocere a bagnomaria girando sempre con la frusta fino a che lo zabaglione sia rappreso. Sulla crema si formera’ in un primo tempo una spuma bianca, che a poco a poso scomparira’. Quando e’ tutta scomparsa lo zabaglione dovrebbe essere pronto.
Bisogna fare molta attenzione he non bolla.
Si serve in coppette individuali, freddo o caldo a piacere in accompagnamento a torte di nocciole.

Piera Genta








