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Il 2006 e' l'anno di Paul Cezanne

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Il quadro e’ intitolato Bevitore
olio su tela, cm.45×37, Barnes Foundation, Merion Station, Pennsylvania

Paul Cezanne Aix-en-Provence nel 1839-1906.

Mostre, conferenze, concorsi di pittura, concerti, percorsi culturali, attività pedagogiche: è il ricco programma de «L’anno di Cezanne», iniziativa organizzata per celebrare il centenario della morte del grande artista, avvenuta nel 1906 ad Aix-en-Provence, dove era nato nel gennaio 1839. «L’anno di Cezanne» è stato presentato ieri dal ministro francese della Cultura e della comunicazione, Renaud Donnedieu de Vabres. Il ministro ha ricordato i due più grandi avvenimenti che marcheranno l’iniziativa: la parziale riapertura del museo Granet ad Aix-en-Provence (che sarà completamente riaperto nel 2007, dopo sette anni di lavori) e la grande mostra intitolata «Cezanne e Pisarro 1865-1885» al Musee d’Orsay (28 febbraio-28 maggio). «Questa mostra - ha spiegato il ministro - è stata realizzata con il sostegno dei musei nazionali, e in collaborazione con il Museum of Modern Art di New York e il Los Angeles County Museum of Art». Vi saranno presentate una sessantina di dipinti e alcuni disegni provenienti da collezioni pubbliche e private da tutto il mondo, e proporrà una diversa lettura delle opere dei due grandi pittori, che furono molto legati fra loro. È di sapore internazionale anche la mostra che riaprirà le porte del Musee Granet: 116 opere, tra dipinti e acquarelli, di Paul Cezanne, «che vengono da tutto il mondo» come ha annunciato il conservatore della National Gallery of Art di Washington, Philippe Conisbee. Ci saranno anche opere proveniente da collezioni italiane. L’esposizione, intitolata «Cezanne en Provence», sarà inaugurata a Washington, dove resterà dal 29 gennaio al 7 maggio, e sarà in seguito al Musee Granet dal 9 giugno al 17 settembre. Ci saranno opere provenienti da collezioni private e non: «anche Laura Bush - ha detto Philippe Conisbee - ha acconsentito a prestare due paesaggi del maestro», definito da Donnedieu de Vabres «il precursore della pittura moderna».

Fonte: www.iltempo.it

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