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Intervista con Rirkrit Tiravanija

L'artista thailandese che ha sedotto il gusto del mondo dell'arte

Nella Tea House di Rirkrit Tiravanija di Raffaella De Santis

 

Il cibo prima di confondersi con l’arte è memoria privata. Per Rirkrit Tiravanija è il ricordo di una casa a Bangkok, immersa nella vegetazione tropicale, in cui la nonna, di professione insegnante ma cuoca per vocazione, sperimentava le sue ricette. E’ lì, in quella casa piena di ospiti, tra piante esotiche e odore di curry, che Rirkrit inizierà a maturare l’idea di cibo come pratica sociale che tanto influenzerà il suo lavoro.
Nato nel 1961 a Buenos Aires, vincitore nel 2004 dell’Hugo Boss Prize, l’importante premio del Guggenheim Museum di New York, Tiravanija vive oggi tra gli Stati Uniti, l’Europa e la Thailandia.
Il successo arriva negli anni Novanta con i primi esperimenti di arte interattiva. Per una mostra a Chicago nel ‘93 costruisce una cucina dentro una galleria e invita i visitatori a prepararsi da mangiare. Da allora ha cucinato in musei e gallerie in tutto il mondo.
Di recente una sua Tea House è stata esposta nel parco di Villa Manin, vicino Udine, nell’ambito della collettiva “Luna Park. Arte fantastica”. La Tea House pensata da Tiravanija è un cubo dentro il quale si può entrare e soggiornare. “Si tratta ancora una volta di uno spazio di condivisione. Ho costruito un cubo sollevato da terra che ha all’interno una cucina e una macchina da caffè”.




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