Questo sito contribuisce alla audience di

Le uova di cioccolato

Chi sono i padri delle uova di cioccolato?

L’idea di ricoprire un uovo di gallina con del cioccolato e’ nata alla corte di Luigi XV di Francia, ma venne ripresa molto tempo dopo dai cioccolatieri torinesi.

Il Piemonte diede i natali a molti artigiani i quali fecero diventare Torino, a partire dalla fine del ‘600, la capitale italiana della cioccolata. Infatti la prima licenza italiana per aprire una bottega di cioccolateria risale al 1678 quando Gio’ Battista Ari ottenne l’autorizzazione ed il brevetto di Casa Savoia a desercitare l’arte del cioccolatiere.

Occorrono pero’ ancora due secoli prima che i cioccolatieri piemontesi imparino a fare le uova di cioccolato. L’uova di Pasqua in cioccolato nasce alle fine dell’Ottocento nel laboratorio della vedova Giambone in Contrada Nuova (attuale via Roma a Torino). Le uova ottengono subito un successo clamoroso.

Le prime uova sono pesanti, vengono confezionate a mano ed il modellaggio e’ simile a quello delle tavolette: si calca la pasta all’interno dello stampo, la si lascia raffreddare e quindi, congiunte le dueparti, la forma completa va alla decorazione.

Operaie specializzatedecorano con il cornetto le uova di cioccolato tracciando ingegnosi e primitivi disegni in bianco e rosa e talvolta anche le iniziali del cliente o del destinatario del regalo. Alcun di queste uova, spaccate, riproducono nel loro interno scene in miniatura.

Nel 1991 e’ scomparso uno degli ultimi maestri cioccolatieri e confettieri della “vecchia scuola” torinese, un confettiere all’antica ed al tempo stesso un decoratore dal talento irripetibile: Guido Bellissima.

In fatto di decorazioni, presso la De Coster (Edmondo De Coster trapiantato a Torino dal Belgio) viene messa a punto un’altra lavorazione caratteristica: si tratta delle uova al cioccolato ricoperte di zucchero bianco e dipinte a mano.

Le uova decorate lasciano presto il passo a quelle confezionate nei nuovi originali incarti: sottili e variopinti fogli d stagnola o di cellophane raccolti a ciuffo sul vertice dell’uovo e legati con nastri multicolori.

Negli anni ‘20, la Casa Sartorio di Torino deposita il brevetto per modellare le forme vuote e grazie alla tecnologia si realizza l’uovo di cioccolato perfettamente geometrico, ftto di due parti di spessore regolabile.

I due pezzi ispirano subito la sorpresa che incomincia a diffondersi intorno al 1920-25.

All’inizio si tratta di oggetti semplici: pochi confetti, animaletti di zucchero; poi a seconda del prezzo si possono trovare giocattoli di latta, collanine, portachiavi.

In occasione della Pasqua del 1927, le sole fabbriche torinesi ne producono piu’ di 500 quintali.

Nel frattempo Torino diventa il principale centro per la produzione di cioccolato e cioccolatini.