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Gran Medaglia di Cangrande

Anna Martinengo Bologna

In questa 40° edizione del Vinitaly, per il Piemonte, la Gran Medaglia Cangrande sarà conferita a Anna Martinengo Bologna. Si tratta del prestigioso riconoscimento che, in ogni edizione del Vinitaly, l’Ente Fiera di Verona assegna ai benemeriti della vitivinicoltura segnalati dalle Regioni italiane. La cerimonia si svolgerà presso l’Auditorium della Fiera di Verona il 6 aprile, giorno dell’inaugurazione del 40° Vinitaly.

Anna Martinengo Bologna nasce a Belveglio (Asti) il 1 maggio 1947. Nel 1965, a 18 anni, sposa Giacomo Bologna di Rocchetta Tanaro.

Da qui inizia la nuova vita di moglie, quindi madre, e la straordinaria avventura al fianco di Giacomo Bologna: un grandioso personaggio che, con intelligenza, semplicità e con grande passione, vive e opera per gli amici, la buona tavola, le tradizioni, la terra, ed ancor più per i vini; la sua trattoria Braida diventa un luogo mitico dove si propone il meglio della tradizione agroalimentare piemontese, come il Cardo Gobbo di Nizza, il Peperone Quadrato di Motta di Costigliole, la Nocciola Tonda gentile delle Langhe, la Bagna Cauda, i Tartufi, abbinati ai suoi eccelsi vini.

E tutto parte, appunto, da quei suoi vigneti in Rocchetta Tanaro, nel Monferrato Astigiano, ereditati dal padre Giuseppe, detto Braida; lavorando all’insegna delle buone tradizioni e con interesse verso le innovazioni, cerca sempre più di esaltare la qualità dei vini. Sono gli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso: tempi duri e difficili per il vino; anche per questo Giacomo Bologna, con tutta la sua fervida e vulcanica attività, ne diventa simbolicamente un pioniere, un alfiere del riscatto, specie per il Barbera.

E proprio le sue Barbere, diventate mitiche come “La Monella”,”Bricco dell’Uccellone”, segnano il lento, ma ineluttabile risorgimento del Barbera, o meglio delle Barbere che in questi ultimi decenni hanno avuto i giusti riconoscimenti e sono entrati nell’olimpo dei grandi vini.

Un processo, questo, che Anna vive e condivide con Giacomo, con sempre maggiore impegno, anche per l’ampliarsi dell’azienda e con l’acquisizione di nuovi vigneti a Mango per la produzione del Moscato d’Asti, a Trezzo Tinella nel cuneese per i vini bianchi e a Masio nell’alessandrino.

E l’impegno di Anna, con la morte prematura di Giacomo nel 1990, diventa totale e titanico. Si rimbocca le maniche e già l’anno successivo fa costruire la nuova Cantina Braida e si dà da fare, assieme ai figli Raffaella e Giuseppe ,per consolidare e far crescere l’azienda che, infatti, nel giro di alcuni anni, diventa leader del settore, mantenendo la stessa filosofia e passione di Giacomo.

Acquista, con pazienza e tenacia, i terreni sulla collina di Montebruna, a Rocchetta Tanaro, e riporta all’antico splendore la collina reimpiantando nuovamente i vigneti a Barbera secondo le più avanzate e moderne tecniche agronomiche.

I 40 ettari di vigneto della Braida sono, per Rocchetta Tanaro, un vanto ed un orgoglio. La vite ed il vino sono parte della sua vita e con entusiasmo ha trasmesso questa passione ai figli ed a tutta la sua famiglia. Anna, donna del vino, ha saputo anche portare avanti iniziative e investimenti importanti con l’obbiettivo di creare vini di primissima qualità e di mantenere ai più alti livelli la Barbera che Giacomo tanto amava.

Numerosissimi premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali sono a dimostrarlo.

Proprio in relazione a questa filosofia, Anna Bologna, con il sostegno dei numerosi amici,nell’anno 2000, istituisce il “Premio Giacomo Bologna - La qualità della vita” che annualmente viene assegnato, da una giuria, a persone ed organizzazioni che riflettano lo spirito e la gioia di vivere di Giacomo e che si impegnano a difendere e promuovere la qualità della vita nei suoi molteplici aspetti, dedicandosi, spesso tra le difficoltà e gli ambienti ostili, ad offrire una prospettiva di vita migliore.

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