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San Sebastiano - il vino del ghiaccio di Chiomonte

Sabato 28 ottobre al Salone del Gusto nello stand della Provincia di Torino

E’ il risultato della vendemmia sperimentale condotta nel mese di gennaio nei vigneti

della Comunità Montana Alta Valle di Susa, dove si coltiva il vitigno autoctono “Avanà”

Al Salone del Gusto nello stand della Provincia di Torino (padiglione 3 del Lingotto Fiere), sabato 28 ottobre alle 17,30 sarà presentato al pubblico e degustato il risultato della prima vendemmia sperimentale del Vino del ghiaccio “San Sebastiano”.

Il vino è stato prodotto a Chiomonte con le uve Avanà, per iniziativa della Comunità Montana Alta Valle di Susa e secondo il progetto ideato dall’associazione “Donna Sommelier Europa”. A presentare il “San Sebastiano” in un assaggio guidato e a commentare le immagini della vendemmia (raccolte in un DVD) saranno l’ideatrice e responsabile della sperimentazione Maria Luisa Alberico, il Presidente della Comunità Montana Alta Valle di Susa Mauro Carena e l’Assessore provinciale all’Agricoltura e Montagna Sergio Bisacca.

I vini del ghiaccio (Eisweine” nella dizione tedesca conosciuta internazionalmente) sono conosciuti fin dal Settecento e sono prodotti in Canada, in Germania, Austria e alcune zone della Valle d’Aosta e del Cuneese. La produzione richiede vigneti adatti, un clima secco e ventilato, temperature notturne molto rigide per lunghi periodi di tempo: tutte condizioni che si sono verificate lo scorso anno a Chiomonte, dove, nei vigneti della Comunità Montana gestiti dalla cooperativa “Clarea”, il 20 gennaio scorso (giorno della festa patronale di San Sebastiano) sono state vendemmiate le uve “Avanà” (vitigno autoctono), che hanno dato origine a 110 bottiglie di “Vino del ghiaccio”.

Risultato di lunghi mesi di lavoro in vigna e di una lenta fermentazione, il “Vino del ghiaccio” si colloca all’attenzione di pubblico e stampa per le particolari caratteristiche sensoriali e per il pregio di una vinificazione estrema. Ha un colore rosato con sfumature dorate. In esso gli aromi di frutta esotica, si alternano a quelli di albicocca e fichi secchi, esaltati dalla piacevole freschezza e dalla dolcezza spiccata. Si tratta quindi di una prelibatezza per un fine pasto o di un “fuori pasto” d’eccezione, servito alla temperatura di 8° in calici ampi, per esaltarne le caratteristiche. Le bottiglie per quest’anno non sono in vendita (nonostante le numerose richieste pervenute ai produttori) ma lo saranno il prossimo anno. La cooperativa Clarea ripeterà infatti l’esperimento, destinandovi 30 quintali di uve, mentre 15 quintali saranno utilizzati dall’azienda Casa Ronsil, che aderisce all’iniziativa della Comunità Montana.

“Il Vino del ghiaccio è un’ottima idea, frutto dell’operosità e delle tradizioni delle nostre montagne. - commenta l’Assessore Bisacca – Non era certamente facile conciliare la tradizione vinicola della Valle di Susa e l’innovazione nelle produzioni: a Chiomonte ci sono riusciti. Questo vino è paragonabile ad un campione sportivo, che nasce dove l’ambiente è favorevole ma poi va aiutato a crescere. La Provincia appoggia questo progetto, ennesimo esempio della consapevolezza delle proprie peculiarità e potenzialità acquisita dal territorio negli ultimi anni. La vocazione agroalimentare (e vitivinicola in particolare) della nostra terra è stata rilanciata grazie al lavoro impostato con la creazione del Paniere dei prodotti tipici, grazie alla scommessa vinta durante e dopo le Olimpiadi e grazie al lavoro sinergico di soggetti pubblici e privati. Ci sono alcuni elementi che ci fanno ben sperare per il futuro: la visibilità internazionale che abbiamo conquistato con i Giochi Invernali, ma soprattutto il numero di soggetti attivi nelle filiere di alta qualità che riescono a collaborare tra loro per fare sistema”.