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Museo Eno Gastronomico

Un clichè di legno e piombo, dei primi anni 50, per la pubblicità sulle lattine dell’olio Sasso.

La coltura dell’olio è stata portata in Italia dai Fenici e dai Greci, in Liguria un tipo particolare di olive ha attecchito fin dall’antichità, ci riferiamo alla “taggiasca”! Le olive hanno reso famosa in tutto il mondo la Liguria e uno dei maggiori produttori d’olio italiani “P. Sasso e Figli”.

Nel 1860 ad Oneglia (GE) nasce la ditta P. Sasso e Figli. In breve tempo, la Sasso diventa la principale produttrice di olio di marca in un mercato caratterizzato fino ad allora da una produzione artigianale. La famosa casa produttrice di olio della Liguria, acquista olive da molte regioni d’Italia, preferendo la Campania, la Puglia e il Lazio.

Il successo della Sasso fu dovuto in primo luogo alla selezione accurata del prodotto base, le olive, e al controllo certosino dei processi di lavorazione dell’olio. I primi successi dell’azienda Sasso si devono alla spinta pionieristica della famiglia Novaro, Sasso è il cognome da nubile della moglie di Novaro.

Da sempre la Sasso ha creduto nella pubblicità, in questo modo la notorietà dell’azienda si è accresciuta notevolmente. Dall’inizio del secolo scorso, Mario Novaro, precursore della comunicazione d’impresa comprende l’importanza di dare notorietà ai suoi prodotti. Uno studio grafico approfondito risalente agli anni ’50 realizza la elegante lattina verde, il cui clichè originale è in mostra presso il MEG (Museo Eno Gastronomico) della Provincia di Benevento che ha la sua sede in Solopaca (BN).

Una prima pubblicità, con una gigantesca affissione dell’olio Sasso fu installata nello stretto di Gibilterra, ultimo saluto del Paese d’origine ai molti italiani in viaggio.

Negli anni 50 Sasso è tra le prime aziende a promuovere i propri prodotti con ironia e creatività. Proprio in quegli anni Guido Navaro, nipote del fondatore, incontra Armando Testa con il quale inizierà una proficua collaborazione. Fanno ormai parte della storia della comunicazione i “Caroselli” come quello interpretato per oltre dieci anni da Mimmo Craig “La Pancia non c’è più” o “Matilde la mattina la lattina la voglio qui sul tavolo”, la stessa lattina il cui clichè, con il disegno e il testo rigorosamente in piombo e scritto al contrario, è tra gli oggetti in mostra al MEG.