Questo sito contribuisce alla audience di

BOROLIBAROLOARTEARCHITETTURA

Silvano ed Elena Boroli aprono le porte della “Brunella”, splendida cantina progettata e realizzata dal figlio Guido. Per celebrare l’evento, la Famiglia Boroli ha creato un percorso che inizia dalla vecchia Cascina del ‘600 e prosegue fino a giungere nel nuovo fabbricato che reinterpreta le vecchie forme in maniera assolutamente innovativa

.

La “Nuova Brunella” è emozionante! Grazie al rivestimento, realizzato con vecchie doghe di barriques, la struttura si inserisce perfettamente nella splendida natura circostante. Il percorso prosegue all’interno della cantina dove si potranno vedere, come in una mostra d’arte contemporanea, immagini che raffigurano alcuni momenti di vita quotidiana della famiglia Boroli, fino a giungere nella sala degustazione da cui gli ospiti potranno ammirare i filari delle vigne di Barolo e del cru Villero.

Installazioni video guideranno gli ospiti in un “tunnel” che porta in un ambiente silenzioso e permeato di delicati profumi vinosi dove barriques, tonneaux e botti contengono il prezioso vino che con il tempo diverrà pregiato Barolo.

In questa ambientazione Ugo Pagliai, accompagnato dal suono melodioso della chitarra classica del maestro Massimo Scattolin, leggerà alcuni brani della nostra letteratura con riferimenti al vino. Al termine Achille, il terzo dei quattro figli Boroli, guiderà la degustazione del famoso cru Cerequio, nuova vigna dell’Azienda.

NOTE di FAMIGLIA e VITICOLTURA

A dieci anni dalla fondazione dell’azienda vitivinicola nelle Langhe, Silvano ed Elena Boroli inaugurano una nuova cantina. Una famiglia piemontese, imprenditori dal 1831. Prima nel tessile, poi nell’editoria, ora anche nella vitivinicoltura. Negli anni novanta Silvano ed Elena Boroli sentono la necessità di intraprendere qualcosa di nuovo, qualcosa che riavvicini alla natura, fuori dai ritmi forsennati della vita di oggi. Per un piemontese la scelta era quasi obbligata: il vino in Langa. Una passione che si trasforma in lavoro. Cosa di meglio? Un lavoro difficile, impegnativo, i cui risultati non si ottengono mai per caso. Ma proprio per questo di grande soddisfazione.

Oggi l’azienda vitivinicola è condotta da Achille, il terzo figlio, entrato in azienda nel 2000, con l’enologo Enzo Alluvione e la consulenza esterna di Beppe Caviola. Al nucleo originario della Cascina Bompè in Madonna di Como (Alba) costituito da circa 25 ettari di proprietà, si affiancano i vigneti e l’ampia cantina della Brunella in Castiglione Falletto e i vigneti in comune di Barolo, per un totale di oltre 11 ettari.

Le aziende vantano un’esposizione favorevole, terreni argillosi e calcarei, particolarmente adatti per la coltivazione dei vitigni dolcetto, barbera, moscato bianco, nebbiolo e merlot

ad Alba, nebbiolo da barolo, barbera e chardonnay a Castiglione Falletto e Barolo. L’azienda tra l’altro possiede i cru storici Villero e Cerequio.

La nuova cantina può contenere 260 barriques, 48 tonneaux, 12 botti e 80.000 bottiglie.

La cultura e il vino hanno molti punti in comune, primo fra tutti la qualità. Dalle cantine Boroli nascono grandi prodotti: il 21 marzo sarà possibile degustare in anteprima assoluta il Barolo Cerequio 2003. Dal colore rosso rubino intenso con riflessi granati, con profumi di liquirizia e tartufo, in bocca tannini e struttura importanti lasciano prevedere una longevità straordinaria.

NOTE d’ARTE e ARCHITETTURA

Anche la funzionalità diventa arte, se progettata con rigore e creatività. Guido Boroli ha studiato la nuova cantina de La Brunella dedicata alla vinificazione, all’invecchiamento e all’affinamento del Nebbiolo da Barolo e dei cru Cerequio e Villero in funzione di due necessità primarie dell’azienda Boroli: avere un luogo esclusivo dove produrre al meglio il Barolo e avere un luogo in cui accogliere i propri clienti.

Ecco perché le zone adibite alla lavorazione creano un percorso distinto da quello che si segue durante le degustazioni e le visite: il Barolo diventa protagonista, i clienti sono ospiti.

La Brunella e la nuova cantina, insieme ma caratterizzate da una indiscutibile indipendenza architettonica e formale, accolgono il visitatore in un’esperienza sensoriale. La vista coglie l’effetto di mimetizzazione creato dal giallo del vecchio casale, simile ai terreni, e dal rivestimento del nuovo edificio, irregolare e a distanza poco definito, ancora più simile nelle sfumature al suolo argilloso. Arrivando dal viale La Brunella, nella sua tradizionale forma a ” L” sembra accogliere con un abbraccio ed allo stesso tempo proteggere la nuova cantina dalla curiosità, per concedere allo stupore di farsi largo soltanto in un secondo momento, quando si raggiunge la facciata nord. Qui anche l’olfatto viene coinvolto: le doghe di barriques utilizzate per il rivestimento rilasciano sentori di legno e vino.

All’interno, un corridoio in discesa collega l’ingresso con la sala degustazione: sulla sinistra accompagnano il visitatore tre quadri naturali, le finestre che incorniciano il paesaggio delle colline e della vite disegnato dalla Natura e dall’uomo.

La sala degustazione, dove è norma che si celebri il gusto, grazie alle due pareti in vetro lascia godere anche la vista del panorama. Il pensiero crea un collegamento tra quello che è il vino nel bicchiere e che è stato prima in vigna, in questa struttura che si protende, quasi sfuggendo alla costruzione principale, attratta da essa.

Un’altra discesa, a scale questa volta, collega la sala degustazione con il cuore della cantina dove il barolo riposa e matura, avvolto dalla penombra incoraggiata dalle pareti nere. La scala si sviluppa in un tunnel di pino massello, riproduzione degli imballaggi utilizzati per il barolo, con un riferimento a quello che il vino sarà.

Un enorme portone conduce, utilizzato per l’accesso degli automezzi, all’esterno dove il panorama mozza il fiato.

Una scala esterna dà accesso ai locali del piano terra dedicato all’imbottigliamento e all’etichettatura. Il rivestimento interno è realizzato in resina rossa, come la sala degustazione, la struttura del tetto è a vista, il pavimento è in cemento grigio. In fondo una scala, che riproduce la sagoma di quella esterna, permette di accedere al soppalco dedicato agli uffici: da qui una finestra triangolare incornicia La Brunella storica.

I rapporti esterno-interno e vigna-cantina vivono in questa opera architettonica in un susseguirsi di rimandi e richiami.

Argomenti

Link correlati