Feudi della Medusa premiata al Concorso Mondiale di Bruxelles:

'Oro’ per Aristeo 2005 Igt Isola dei Nuraghi 'Argento’ per Alba Nora 2004 Igt Isola dei Nuraghi

Feudi della Medusa, azienda leader nella produzione di vini di qualità, è lieta di annunciare il prestigioso riconoscimento ottenuto per il secondo anno consecutivo nel Concorso Mondiale di Bruxelles per l’edizione 2007.

Due le medaglie assegnate dall’accurata commissione d’assaggio internazionale all’azienda sarda di proprietà dei coniugi Siclari. Oltre all’argento che già nel 2006 aveva arricchito il copioso paniere di premi dell’azienda cagliaritana, Feudi della Medusa vince quest’anno la medaglia d’oro per un vino passito superando il rinomato Passito di Pantelleria DOC premiato con l’argento.

I vini premiati con il marchio inestimabile di controllo della qualità sono:

- ‘Alba Nora 2004’ Igt Isola dei Nuraghi – ARGENTO

- ‘Aristeo 2005’ Igt Isola dei Nuraghi – ORO

Giallo solare intenso, dal profumo delicato e floreale, Alba Nora 2004, già premiato al Vinitaly 2007 con la Gran Menzione, risulta dolce e piacevole al palato grazie al sapore elegante e raffinato caratterizzato da un finale di vaniglia e miele d’acacia.

Giallo ambrato, con un intenso bouquet di miele e zucchero vanigliato, Aristeo 2005 si distingue per il gusto equilibrato e persistente con una nota finale di agrumi e pietra focaia.

Continua con questo importante attestato alla qualità il grande successo nazionale e internazionale dei vini Feudi della Medusa. Organizzato per la prima volta nel 1994, il Concorso Mondiale di Bruxelles riunisce ogni anno 220 esperti provenienti da 45 paesi del mondo per sottoporre a degustazione circa 5800 etichette tra vini e alcolici provenienti dai 5 continenti.

Anche per la regione Sardegna, forte e promettente, un grande riconoscimento internazionale grazie alle tre aziende premiate nel 2007.

“E’ con grande soddisfazione che la commissione d’assaggio di Bruxelles conferma la grande qualità dei nostri vini. Questo importante riconoscimento ottenuto per il secondo anno consecutivo dimostra, infatti, che le condizioni pedoclimatiche della Sardegna e i vitigni impiantati in questo territorio hanno le potenzialità per diventare competitivi nel grande settore dell’enologia italiana e internazionale” dichiara la signora Heide Kroenlein Siclari proprietaria dell’azienda ‘Feudi della Medusa’.

L’azienda

Nel 1996 Francesco Siclari e la moglie Heide, da amanti del buon bere e del bel vivere, spinti da una grande passione e da una grande terra, scommisero da subito sulle antiche virtù delle terre di Sardegna, iniziando così a produrre del vino di ottima qualità avvalendosi della collaborazione dei più qualificati professionisti, tra i quali l’enologo Dott. Donato Lanati. Feudi della Medusa si estende su un territorio di 65 ettari dei quali 50 coltivati a vigna all’estremo Sud della Sardegna, a Santa Margherita di Pula, tra le pendici dei monti sulcitani e il mare. Fuori dal corpo centrale l’azienda possiede altri 40 ettari di vigna localizzati nelle zone più fertili di produzione di vitigni autoctoni, quali il Cannonau, il Cagnulari e il Carignano scelti accuratamente tra vigne antiche o a piede franco (Carignano). Sono vitigni antichi, alcuni dei quali raggiungono addirittura i 100 anni, coltivati secondo sistemi tradizionali in aree calcaree e sabbiose.

La particolare varietà d’impasto dei terreni caratterizzati prevalentemente da graniti paleozoici, il clima asciutto e ventilato e le importanti escursioni termiche, definiscono un quadro pedoclimatico ideale, attestando la naturale vocazione vitivinicola di questo territorio. La politica delle basse e bassissime rese in vigna (da 35/40 q.li per ettaro per i rossi ai 60/65 q.li per ettaro per i bianchi), la raccolta manuale in piccole ceste, la scrupolosa selezione dei grappoli e i rigorosi disciplinari di vinificazione e d’invecchiamento, consentono di garantire quella qualità costantemente ricercata dalla proprietà, che caratterizza i vini Feudi della Medusa.

L’azienda ha scelto di dare vita a prodotti di pregio, frutto dell’incontro tra uve autoctone e un’accurata selezione di vitigni internazionali, che interpretino l’esaltazione della tradizione e la valorizzazione del territorio.

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