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Ceraso entra in “Città del bio”

Il comune di Ceraso ha aderito a “Città del Bio”, l’associazione dei comuni che unisce quanti condividono la scelta di promuovere l’agricoltura biologica quale modello di sviluppo sostenibile del territorio

Partendo dal presupposto che ogni territorio debba ricercare il proprio equilibrio e la propria caratterizzazione secondo le proprie peculiarità e diversità, senza doversi conformare necessariamente a modelli precostituiti, l’8 dicembre 2007 istituzioni, associazioni, esperti, cittadini si sono riuniti a Ceraso (SA) per confrontarsi sui possibili scenari di sviluppo della terra cilentana.

Negli ultimi anni nel Cilento sono state promosse molte significative iniziative, sia di carattere spontaneo/volontaristico che istituzionale, volte ad una sua caratterizzazione in chiave eco-compatibile, fondata sulla valorizzazione dell’agricoltura tipica di qualità (sono oltre 300 le aziende biologiche che già producono bio-eccellenze di qualità assoluta), sulla promozione dell’artigianato locale e sull’eco-turismo (in grado di esaltare il patrimonio rurale, culturale, archeologico, naturalistico).

Per poter esprimere al meglio le enormi potenzialità del territorio è però necessario uscire dai personalismi e dai localismi, lavorando tutti insieme (cittadini, operatori economici, istituzioni, volontariato) allo sviluppo sostenibile, che deve riguardare in modo uniforme ed armonico l’intero territorio, senza esclusione alcuna. Le Istituzioni dovranno dialogare sempre di più tra loro e con i cittadini, puntando ad una pianificazione integrata delle iniziative produttive, culturali e sociali ed esaltando l’impegno sociale della cittadinanza attiva, sostenendo e tenendo nel giusto conto il prezioso lavoro svolto dalle associazioni locali e dal volontariato in generale.

Alla luce di tutto questo e della più recente programmazione comunitaria, nazionale e regionale, assume grande importanza l’iniziativa di costituzione di un Bio-distretto, avviata un paio d’anni fa da diversi comuni del Cilento, che hanno aderito al circuito delle “Città del Bio” (promosso dall’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) e si sono messi in rete con le altre istituzioni del territorio (Parco nazionale del Cilento, Comunità montane, Regione Campania, GAL, Provincia di Salerno, Osservatorio su Tipicità e Bio eccellenza Mediterranea), unitamente agli operatori turistici, della ristorazione e delle filiere agroalimentari, l’associazionismo.

L’iniziativa ha dato vita ad un laboratorio permanente (del quale il vision camp è la naturale continuazione), avente l’obiettivo di promuovere attività finalizzate allo sviluppo sostenibile integrato del territorio. Lo scopo principale del Bio-distretto è quello di sviluppare nuove sinergie tra le aree interne a vocazione agricola e le zone costiere a vocazione turistica. In questo modo, grazie alla destagionalizzazione e riqualificazione dei flussi turistici, sarà possibile portare nuova linfa vitale alle aree rurali, destinate altrimenti ad un sempre maggiore isolamento ed impoverimento (alla luce anche dell’ormai prossima uscita dall’Ob. 1 ed alla conseguente chiusura dell’erogazione dei fondi comunitari). L’agricoltura biologica non è solo un metodo di produzione agricola ma un innovativo modello di sviluppo rurale sostenibile, fondato su valori etici, sociali, ambientali e salutistici, che premiano proprio quel tipo di agricoltura estensiva e di qualità che è tipica delle aree interne del Cilento.

Con la Tavola rotonda Eco-logica di Ceraso si è inteso avviare un programma di lavoro volto a creare un collegamento virtuoso tra il progetto del Bio-distretto e le molteplici iniziative già attivate sul territorio (ad es. “la Strada del vino Cilento, sapori e storia”, la sentieristica messa a punto dal Club Alpino Italiano per un escursionismo attento all’ambiente ed alle culture dei territori, le attività dei Progetti Integrati Rurali, la promozione della filiera corta attraverso il progetto “Tipico salernitano”, ecc.). Partendo dal connubio tra agricoltura tipica di qualità, archeologia ed eco-turismo è possibile lavorare insieme (cittadini ed istituzioni) ad uno sviluppo del territorio che sia realmente integrato, etico, socialmente utile, rispettoso dell’ambiente e delle culture locali e sostenibile anche per le generazioni future.

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