“White Wine and Health Congress”

Sabato 14 Giugno all’Auditorium Borgo Rocca Sveva di Soave scienziati e ricercatori italiani ed esteri presenteranno i risultati preliminari di uno studio scientifico commissionato tre anni fa dal Consorzio Tutela Vini di Soave

Sabato 14 giugno all’Auditorium di Borgo Rocca Sveva, Soave – Verona, a partire dalle ore 9.00 avrà luogo il primo congresso internazionale dedicato al rapporto tra vino bianco e salute, dal titolo “White Wine and Health Congress”.

Nel corso del congresso verranno resi noti i primi risultati di uno studio internazionale congiunto, commissionato dal Consorzio Tutela Vini di Soave all’Università degli Studi di Pisa, e coordinato da Alberto Bertelli, medico e farmacologo dell’Università degli Studio di Milano.

La ricerca si propone di dimostrare scientificamente che un consumo moderato di vino bianco, durante i pasti ed in soggetti sani, può avere effetti benefici e preventivi per la salute dell’uomo.

Nel corso del Congresso di Soave interverranno anche ricercatori e medici provenienti da Stati Uniti, Portogallo, Spagna, Francia, Germania e Austria, con relativi contributi sul tema vino bianco e salute.

Il Congresso si svolge con il patrocinio OIV, l’Organisation Internationale de la Vigne e du Vin.

Anticipazioni del Congresso Internazionale

Arthur Klatsky, autorevole epidemiologo statunitense del Kaiser Permanente Medical Care Program di Oakland (California), dopo aver seguito quasi 130.000 pazienti in sette anni, ha scoperto che i moderati consumatori di alcol erano più protetti contro malattie cardiovascolari rispetto agli astemi e che il vino offriva in tali patologie la maggior protezione rispetto alle altre bevande alcoliche. La sorpresa però è arrivata quando tra vino bianco e vino rosso si è scoperto che il vino bianco è più protettivo contro le malattie cardiovascolari e che le donne, moderate consumatrici di vino bianco, fra tutti sono risultate le più protette. «Un risultato del genere – commenta Alberto Bertelli del Dipartimento di Morfologia Umana dell’Università degli Studi di Milano, medico e coordinatore scientifico del Congresso di Soave – ridimensiona il ruolo del vino rosso, fino ad oggi considerato il solo a proteggere contro patologie cardiovascolari e apre la strada ad una nutrita schiera di studi di tipo sperimentale e clinico con vini bianchi di diversa provenienza, al fine di proseguire nella spiegazione di questo fenomeno».

«Sempre più emergono infatti dati interessanti su salute e vino bianco, tanto dal punto di vista clinico quanto da quello biomolecolare – continua Alberto Bertelli – dati che sono attualmente in via di pubblicazione a livello internazionale. Il vino – prosegue il medico – non è un farmaco, tuttavia in soggetti sani, un consumo di due bicchieri al giorno di vino bianco, sempre durante i pasti, e mai a stomaco vuoto, è in grado di limitare gli eventi patologici che favoriscono la formazione della placca aterosclerotica. E questo potrebbe spiegare l’efficacia nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Interamente nuovo invece il concetto di inserire nella dieta di pazienti, durante uno studio clinico, vino bianco in sostituzione di quello rosso».

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