Le Vecchie Vigne del Soave suscitano interesse

E’ il Soave il vino protagonista di questo autunno sulle più prestigiose testate estere di settore. Motivo di un così ampio interesse lo studio recentemente concluso dal Consorzio di Tutela Vini di[...]

E’ il Soave il vino protagonista di questo autunno sulle più prestigiose testate estere di settore.

Motivo di un così ampio interesse lo studio recentemente concluso dal Consorzio di Tutela Vini di Soave, in collaborazione con Veneto Agricoltura, sulle Vigne Storiche all’interno della denominazione, cioè su quegli aerali coltivati a vigneto che da secoli sono stati identificati con nomi storici che ricorrono nella tradizione orale e scritta tra i produttori della zona.

Si tratta di un lavoro di sintesi e di ricerca – il primo in Italia nel suo genere – che partendo dalla omogeneità del suolo vulcanico analizza in maniera rigorosamente scientifica le microdifferenze del suolo stesso tra una zona e l’altra. E’ un lavoro di certificazione molto dettagliato che sottende al concetto stesso di cru, poiché certifica l’effettiva corrispondenza tra vigneto di origine ed etichetta, a garanzia di una indiscussa qualità.

Non a caso sull’inglese Decanter, nel numero di novembre, un editoriale dell’autorevole Steven Spurrier, firma di tendenza della patinata rivista britannica, tesse le lodi di un Soave finalmente ritrovato e lo paragona al francese Chablis, in virtù della grande valorizzazione delle vigne storiche e più caratterizzate del territorio, che fanno della denominazione del Soave il territorio di riferimento in merito alla produzione di vini bianchi di qualità.

In Germania, mercato strategico per il Soave, il gruppo editoriale di Merum, nella prossima pubblicazione di “Merum Bookazine – le più belle DOC del Nord Italia” inserisce il Soave come unico vino veronese tra quelli scelti e recensiti dal team di esperti. Si tratta di una citazione importante perchè il libro-rivista Merum Bookazinek, che per il nostro paese fa riferimento all’autorevole giornalista Andreas Merz, dedica ampio spazio ai principali territori vitivinicoli italiani, in chiave enologica e turistica.

In Giappone Winart, la più importante rivista nipponica specializzata in vino, nel numero di settembre-ottobre dedica un ampio e dettagliato reportage, a firma di Mayumi Nagakawa, sul recente studio dei cru realizzato dal Consorzio del Soave in collaborazione con Veneto Agricoltura. I testi sono corredati da mappe, etichette e nomi di aziende, accanto ad una descrizione organolettica di tutte le 51 etichette inserite nel progetto.

Oltre oceano è poi la volta di Wine Spectator, la celebre rivista americana che dagli Stati Uniti punta i riflettori sull’azienda Suavia, inserita tra i dieci produttori italiani da tenere sotto osservazione, anche in virtù degli ottimi punteggi conseguiti dai tre Soave degustati: 93/100 per il Soave classico “Le Rive” 2006, 91/100 al Soave classico “Monte Carbonare” 2007 e 90/100 per il Soave classico 2007. Un successo individuale oltre confine questo che bilancia gli ottimi risultati dell’Azienda Gini, che col suo Soave Classico 2006 “Salvarenza”, ha ottenuto 19/20 nella Guida 2009 de L’espresso conquistando automaticamente la palma di miglior vino bianco d’Italia.

Soddisfatto il Presidente del Consorzio di Tutela Arturo Stocchetti il quale sottolinea come «tanta attenzione da parte dei media, soprattutto stranieri, evidenzia come il Soave oggi sia percepito all’estero come un vino emblema del Made in Italy di qualità. La ricerca ed il progetto per la valorizzazione qualitativa delle nostre produzioni portano infatti i loro frutti che siamo ben contenti di raccogliere sia in Italia che oltre confine».

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