Produttori Moscato d’Asti Associati

Giovanni Satragno riconfermato presidente

Enologo e produttore vitivinicolo di Loazzolo (AT), Giovanni Satragno, dopo la sua rielezione, ha ribadito: “Sarò il presidente di tutti, liberi ed associati: un impegno che confermo e che mi sembra ho già dimostrato nei fatti durante i tre precedenti mandati. A partire dal 2000, quando i numeri invece potevano indurmi a parteggiare per i liberi. Oggi, che il consiglio, formato in maggioranza nuovamente da rappresentanti della cooperazione, mi ha dato questa ampia ed unanime fiducia, il mio impegno è ancora maggiore. Spero quindi di non deludere nessuno della nostra base agricola.”

Satragno dopo aver ricordato che: “Lo scopo della Produttori Moscato d’Asti Associati s.c.a rimane principalmente quello economico di tutela del reddito delle imprese agricole”, ha precisato che “La nostra società è nata, ed è bene che permanga, come sindacato economico di tutti i vignaioli del Moscato”.

Proprio su questo tema principale della ripresa delle trattative con le case vinicole, Giovanni Satragno ha riaffermato quanto già detto nella scorsa assemblea generale della Produttori. In particolare: “ Il prezzo dell’uva deve ora vedere riconosciuta l’inflazione, lo prevede l’accordo quadro, ed inoltre il costo di trasformazione uva-mosto necessita assolutamente di essere adeguato, considerato che da almeno quindici anni è fermo alle vecchie 280 lire al chilogrammo. Noi siamo disponibili a comprendere le vicissitudini di tutti, ma sappiamo bene che le case vinicole per la loro produzione si adeguano ai costi della manodopera, degli ammortamenti, del vetro, della energia elettrica, ecc… e non accettiamo che l’unico “ammortizzatore” sia individuato nella materia prima”.

Il presidente ha poi proseguito accennando al mercato dell’Asti che nella precedente compagna ha subito una flessione del 4,5%: “Anche nei primi mesi di quest’anno i dati dell’imbottigliato non sono rassicuranti. Speriamo che ci possa essere a breve non proprio un’inversione, ma una forte regressione del calo. L’esperienza ci ha anche insegnato che il tanto sbandierato piano di rilancio non ha funzionato come si sperava. Nel 2007 ci fu un incremento di vendite laddove non fu applicato il piano ed una flessione del mercato Italia dove venne applicato. Si evince quindi un principio di non automatismo tra l’investire in propaganda ed il risultato nei numeri”.

Satragno ha poi riassunto così la sua concreta filosofia: “Il principio più collaudato credo sia quello della serietà della quale noi siamo capaci. Il rispetto delle regole, nel produrre bene, con qualità, non esagerando nei quantitativi, solo per far peso a causa dei bassi prezzi unitari. La qualità non è un valore astratto, il consumatore lo percepisce eccome. Tutti i grandi vini che hanno avuto fortuna nel mondo non hanno tralasciato questo aspetto; anzi l’hanno inserito per primo. La nostra categoria agricola non è distratta ma è fatta di gente attenta. Sa recepire i messaggi, ma certo la filiera deve essere d’accordo tutta, anche chi fa gli acquisti. Dal nulla non si ottiene nulla. Anche la maggiore qualità ha un costo, quindi un prezzo e questo bisogna pagarlo e non far finta di pagarlo come si è fatto fino ad ora”.

Per Satragno: “I comportamenti della controparte ed i loro atteggiamenti nella commissione paritetica non sempre sono comprensibili, hanno creato un ambiente di “finte”, di “mosse” e noi ci sentiamo un po’ a disagio. Noi siamo figli della terra, quindi concreti e credo che anche questo sia un valore che paga. D’altronde negli ultimi anni avendo basato un mondo economico sulle bolle abbiamo visto dove siamo finiti”.

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