Il Carema e i Balmetti

I "viaggi" del Paniere dei prodotti della provincia di Torino ci portano a visitare i Balmetti

Il Carema, vino doc della provincia di Torino ottenuto con uva nebbiolo (85%) ed altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, raccomandati od autorizzati per la provincia di Torino. Di colore rosso rubino intenso tendente al granato, il profumo speziato che ricorda la rosa. E’ obbligatorio l’invecchiamento minimo di tre anni, di cui due in botti di legno non superiori a 40 ettolitri; per la riserva almeno quattro anni di cui trenta mesi in botte di legno ed un anno in bottiglia.
Il vino prende il nome dal paese di Carema, situato a pochi chilometri da Torino, in Canavese, ultimo comune appartenente alla regione Piemonte, immerso nel verde di una collina vitata, e se nella parte bassa si è sviluppata con costruzioni moderne, quella alta è ricca di antiche case in pietra, stradine e fontane che ricordano la sua lunga storia. Fra le origini possibili del nome c’è anche quello di Camera, vale a dire dogana, con chiaro riferimento alla posizione strategica del paese, situato proprio sul confine fra Piemonte e Valle d’Aosta sulla Strada delle Gallie.
Caratteristica interessante della forma di allevamento della vite in questa zona e proseguendo anche in Valle d’Aosta e’ la pergola sostenuta da pilastri a forma di tronco di cono, in pietra. Sono proprio le pietre dei pilastri che rilasciando nel corso della notte il calore accumulato durante il giorno offrono alla vite ottime condizioni climatiche per la coltivazione.

Altra particolarita’ della zona sono i Balmetti, diminutivo di Balma (antica denominazione di origine ligure che significa grotta). Si tratta di cantine scavate nella montagna dentro le quali correnti d’aria mantengono temperatura ed umidità costanti in ogni stagione. L’aria fresca fuoriesce da fessure denominate “òre”, rendendo possibile la conservazione del vino e di altri prodotti, come formaggi e salumi. La formazione delle “òre” è attribuita al ritiro del ghiacciaio che diede origine alla Serra Morenica d’Ivrea: esso, arretrando, provocò spaccature nelle rocce mentre le frane provocarono all’interno della montagna una circolazione d’acqua e di aria che generò un fenomeno tipico ed unico. Si ha notizia dell’utilizzazione dei balmetti a partire dal 1764, ma la maggior parte di essi fu costruita fra ‘800 e ‘900. I balmetti assunsero nel tempo una importante funzione per la produzione e conservazione dei prodotti agricoli. In molti casi furono dotati di un piano superiore destinato ad ospitare i momenti conviviali tra familiari ed amici. Alcuni balmetti furono poi impiegati a scopo industriale, dando così origine ad uno stabilimento per la produzione della birra, uno per l’imbottigliamento di acqua minerale, uno per la commercializzazione dei vini ed uno per le cure termali. Un censimento del 1984 ha registrato 213 balmetti con 267 proprietari e ben 292 òre.
L’itinerario dei Viaggi del Paniere di Domenica 13 settembre e’ dedicato a Carema e ai “balmetti” di Borgofranco d’Ivrea. Il programma prevede la partenza da via Nizza a Torino (fronte Eataly) alle 9,30 con destinazione Borgofranco d’Ivrea, per la visita ai Balmetti e la degustazione di vino Doc del Canavese e Canestrelli. Il pranzo si terrà al ristorante “La baracca” di Settimo Vittone e proporrà lardo su pane nero di castagne, salame e “budin” caserecci, castagne e burro brisè con fonduta, vol au vent di polenta con porcini, tortino di verdure, crespelle alla Fontina, ravioli di carne e ortiche al burro e salvia, stracotto di manzo alla crema di porcini con polenta concia e verdure, torta rovesciata alle pere e semifreddo di frutti di bosco. Nel pomeriggio il trasferimento a Carema per la visita alla Cantina sociale dei produttori, con degustazione.
Il costo a persona è di 55 Euro, comprensivo di trasferimento, servizio guida, degustazioni, pranzo e visite. L’organizzazione tecnica è a cura del tour operator Tournedos di Torino, a cui ci si può rivolgere per le prenotazioni, telefonando al numero 011-19506862.

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