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Vinum Index

iPhone e iPod Touch di Apple hanno una guida per scegliere un buon bicchiere di vino

vino sul cellulare Si tratta di Vinum Index, acquistabile su iTunes a 5,49 euro. Uno strumento semplice, agile, intuitivo, pensato per aiutare il consumatore nelle sue scelte, proponendogli una sintesi delle eccellenze del vastissimo panorama enologico italiano.

Come funziona? “Semplice”, dice Rinaldo Nani, amministratore delegato di Iann srl, società specializzata in progetti di informatica e di editoria elettronica. “Basta avere un iPhone o un iPod Touch (ma fra pochi mesi la guida sarà disponibile anche per periferiche Nokia e BlackBerry), scaricare “Vinum Index” e il gioco è fatto. Da questo momento la guida (disponibile in italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco) sarà sempre a disposizione, interamente caricata sul vostro “terminale” Apple, senza alcuna necessità di nuove connessioni”.

Sono oltre 500 vini selezionati organizzati per tipologia o per regione, per prezzo, uvaggio o in base al disciplinare che ne regola la produzione. Non manca un glossario, la lista dei “vini top” (etichette che per la straordinaria costanza qualitativa espressa nel tempo rientrano di diritto nella guida, indipendentemente dai valori di reperibilità e prezzo) e un elenco degli “altri vini” dei produttori citati nella guida, esclusi dalla selezione per il prezzo, la limitata reperibilità o l’impossibilità di parlare di tutti i vini di un determinato produttore.

I vini presenti in “Vinum Index” sono il risultato di una decennale attenzione alle valutazioni delle più importanti guide italiane e internazionali, una analisi dei punteggi assegnati a 2mila produttori e oltre 10mila etichette elaborata in base a criteri oggettivi, matematici. Ogni etichetta viene poi giudicata attraverso altri parametri (il valore del millesimo, la capacità di conseguire nel tempo punteggi elevati da parte dei degustatori, e la sua effettiva reperibilità sul mercato, oltre al rapporto prezzo/qualità). Un altro criterio che ha guidato i curatori è stata la voontà di proporre uno spaccato dell’intero patrimonio enologico italiano nella sua straordinaria complessità, evitando il rischio di premiare solo i “soliti noti” (Barolo, Brunello, Amarone, Super Tuscan…)

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