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A Torino l'aperitivo e' Erbaluce doc

Una campagna informativa promossa dalla Confagricoltura con Camera di Commercio, Ascom e Epat per valorizzare l'antico vitigno della provincia di Torino

Per tutto il mese di settembre l’Erbaluce di Caluso sarà l’aperitivo di Torino. All’iniziativa hanno aderito 9 aziende vitivinicole, 15 locali del centro di Torino e 7 della provincia . Una scelta scrupolosa a cura dell’Ascom Confcommercio e dell’Epat per l’individuazione dei locali, spesso storici, non appartenenti alla “movida” torinese, per incentivare la conoscenza del vitigno e l’apprezzamento della qualità: l’aperitivo diventa uno momento per fare informazione e cultura del territorio.

Non sempre l’origine dei vitigni antichi è chiara: conosciuto ai tempi dei romani con il nome di Alba Lux, luce dell’aurora; menzionato come Erbalus per la prima volta nel trattato di Giovan Battista Croce, gioielliere presso il duca Carlo Emanuele I, nella zona di produzione è anche conosciuto con il nome di Greco novarese. Sul territorio canavesano si racconta la leggenda di Albaluce, figlia del Sole e dell’Alba, da cui si derivare il nome del vitigno. Prima doc di vitigno bianco del Piemonte nel 1967, probabilmente con la vendemmia del 2010 l’Erbaluce si potrà fregiare della docg; il territorio di produzione si estende dalla provincia di Torino, principalmente sulle colline moreniche nel comune di Caluso, a quella di Biella e Vercelli; la doc viene prodotta in tre diverse tipologie: spumante, vino tranquillo e passito.

Ecco i suoi numeri: 150 ettari di vigneti, 325 aziende con una potenzialità produttiva annua di circa 1.680 mila bottiglie. Con le uve della vendemmia 2009 si sono prodotte circa 1.130 mila bottiglie per un volume di affari stimato di oltre 5,5 milioni di euro.
La campagna informativa, supportata da un opuscolo con le notizie indispensabili, è una iniziativa della Confagricoltura di Torino in collaborazione con la Camera di Commercio e le aziende vitivinicole della provincia di Torino e la partecipazione dell’Ascom e dell’Epat.