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Baudelaire e i gatti

Il poeta maledetto e la creatura più affascinante del mondo...

Il gatto è stato da sempre considerato uno dei più misteriosi ed affascinanti animali, ed è per questo che da sempre i poeti intrattengono
con lui un rapporto molto stretto, una complicità che, penso, si possa instaurare solo fra creature a loro modo molto simili e rispettose
dell’altro.

Anche Baudelaire, uno dei più grandi poeti di tutti i tempi, amava questa piccola tigre, e sono tre i suoi componimenti dedicati al gatto,
si dice scritti in momenti di raccoglimento spirituale in seguito alla delusione causata dalla censura dell’opera “Les Fleurs du Mal”

Vi propongo il mio preferito, il più famoso dei tre.

Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;

Trattieni le unghie della tua zampa,

E lasciami sprofondare nei tuoi occhi belli,

Screziati di metallo e d’agata.

Quando le mie dita accarezzano a piacimento

La tua testa ed il tuo dorso elastico,

E la mia mano s’inebria del piacere

Di toccare il tuo corpo elettrico,

Vedo la mia donna. Il suo sguardo,

Come il tuo, amabile animale,

Profondo e freddo, colpisce e taglia come un dardo;

E dai piedi alla testa,

Attorno al suo corpo bruno,

Fluttua un profumo sottile, un pericoloso effluvio.

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