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Sterilizzare il gatto maschio?

Ecco qualche delucidazione e consiglio sull'argomento per aiutare i padroni indecisi...

Molti, prima o poi, si saranno posti questa domanda: sterilizzare o no il proprio micio?

Se per la femmina questa è una via obbligata se non si vuole l’onere (e l’onere) di troppi cuccioli da dover mantenere o far adottare, per il maschio la scelta è più libera, dato che non dovrà fare da mamma.
Eppure anche il maschio può conseguire dei benefici dalla sterilizzazione.

Infatti, quei proprietari che temono che l’operazione possa far soffrire il gatto (che si sentirebbe in qualche misura “menomato”), non si rendono conto di come questo sia un ragionamento tipicamente umano: nel gatto sterilizzato, semplicemente, viene annullato totalmente l’istinto sessuale, e così Fufi si comporterà come se la riproduzione non fosse proprio affar suo, perdendo ogni interesse!

Il vostro micio continuerà a difendere il proprio territorio e a cacciare, ma non tornerà più malconcio dopo giorni di lotta per le femmine, sarà più calingo e coccolone (e ciccione, se non starete attenti! :-)) e la sua pipì non avrà più quell’odore tipico e sgradevole; sarà più attento ai pericoli, dato che non sarà più distratto dalle gatte, e inoltre correrà minor rischio di contrarre malattie che si trasmettono con il sangue felino o per via sessuale.

Una bella serie di vantaggi da considerare, a cui aggiungo il fatto che un gatto non sterilizzato a cui non venga permesso l’accoppiamento soffre davvero molto, al contrario di un gatto sterilizzato.

Dato che l’operazione prevede l’asportazione dei testicoli, è IRREVERSIBILE. Pensateci bene prima, parlatene con il vostro veterinario e, se volete, testatene prima effetti con il trattamento farmacologico, che dura circa otto mesi ed è reversibile.

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