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Il gatto letterato

Il punto di vista felino nella letteratura

Cosa racconterebbe un gatto se decidesse di consegnare al mondo la propria biografia?
Nel 1821 Ernst Theodor Amadeus Hoffmann prova a rispondere a questa domanda con la sua opera più famosa, Opinioni sulla vita del gatto Murr.
Murr, gatto studente in belle lettere, decide di raccontare con un pizzico di sfrontatezza e presunzione la propria vita. Nel farlo però usa delle pagine strappate della biografia di un musicista, Johannes Kreisler, alter-ego di Hoffman. Le loro vite cosi’si intrecciano in modo stupefacente ma l’opera resterà incompiuta per la morte del gatto che l’ha ispirata.
L’eredità di Murr verrà raccolta nel 1906 dall’opera Sono un gatto del giapponese Natsume Sōseki.
Il protagonista della storia è un gatto che vive all’interno di una famiglia di cui ama ascoltare i discorsi soprattutto quando amici fanno visita al capofamiglia. Attraverso le vicissitudini degli abitanti della casa il Gatto presenta il quadro della società giapponese nel passaggio dal feudalesimo all’era industriale con un pizzico di filosofia.
Ben diverso Poum il gatto creato da Sidonie-Gabrielle Colette in La pace tra le bestie. Poum, gattone nero pieno di humor, anziché preoccuparsi della società a lui contemporanea concentra le proprie attenzioni sull’uomo e sull’inquietudine che a volte lo assale di fronte al gatto tracciandone un raffinato quadro psicologico.
L’unica raccomandazione è quella di esprimere con cautela critiche a questi testi perché Murr ci mette in guardia:
“Se si trovasse qualcuno che avesse l’audacia di mettere in dubbio il valore indiscutibile di questo libro straordinario, farà bene a ricordare di avere a che fare con un gatto di spirito , di giudizio e di unghie affilate”

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