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Mamme e moto

Non c'è ruolo sociale che tenga quando la passione per la moto incalza. Date un'occhiata al racconto di Silvia presente nel sito Motocicliste.net

“…sei pazza! Ecco lo sapevo che ho una figlia pazza! Lascia perdere… e’ pericoloso! Non si tratta di non avere fiducia in te, ma non ho fiducia negli altri, troppo traffico.”

Questa era la tipica risposta di mia madre all’argomento: “voglio comprarmi la moto”.
Ebbene si’, “comprarmi”. Avrei fatto risparmi tremendi e avrei lavorato e studiato contemporaneamente per permettermi il mio sogno piu’ grande: LA MOTO.

Gia’, moto non motorino e scooter.
Nei miei sogni di sedicenne c’era una 125 enduro Honda Aletta Rossa. Che Mito!

Dalle finestre della scuola restavo a guardare i miei compagni che sfrecciavano via con le loro fide cavalcature, uno di loro possedeva proprio l’oggetto dei miei desideri.

Ehm…, intendo la moto…che avevate capito???

Nonostante le rimostranze della mia mammina, il desiderio diventava ogni anno piu’ grande e un pensiero fisso; quando potevo scroccavo un passaggio a casa in sella alla mitica Aletta Rossa del mio compagno.

Finita la scuola, finita anche la possibilita’, anche se solo come passeggera, di cavalcare il Mito.
Per strada ogni moto che passava rapiva il mio spirito lasciandomi un brutto vuoto dentro.

Qualche anno dopo, cercando la mia liberta’ soffocata da una famiglia troppo “attenta” ai miei bisogni e necessita’ di “protezione”, presi le mie cose e mi trasferii da casa dei miei a Genova a casa del mio ragazzo (ed ora marito da circa 9 anni) in quel di Roma.

Stefano, mio marito, possedeva una Vespa px125 con la quale scorrazzammo parecchio; poco dopo trovai per 300.000 lire un Vespone ts125 che mi ha dato grandi emozioni per cinque anni, ma ahime’ era affetta dal cancro della ruggine che l’aveva consumata nella struttura portante e, nonostante avesse un cuore-motore ancora brillante, me ne separai con gran dolore.
Il desiderio della moto, nonostante il flirt di cinque anni con il Vespone, non si era assopito e, poco tempo dopo la dolorosa separazione, nel ‘94 comprai una eunduro nuova di pacca: una Honda Transalp 600.

Ero cresciuta io e anche la cilindrata da me desiderata, ma sempre di Honda enduro si trattava.

Non dissi subito ai miei di aver comprato la moto, feci loro una sorpresa una volta che mi vennero a trovare:
“Mamma, Papa’… venite con me vi faccio vedere una cosa”
Vedono la moto e sbarrano gli occhi
“Ma che hai fatto… ma ti rendi conto… sei madre…

Per continuare la lettura cliccate il link sotto…ne vale proprio la pena; troverete tante mamme sprint!!!
Ciao da Luigi