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Un passaggio in moto - Racconto horror

Leonardo Zarrelli è l'autore del racconto horror che troverete in Scheletri.com. Di seguito, tratta dal sito, la parte introduttiva

“UN PASSAGGIO IN MOTO

“Dedicato a noi motociclisti”

Lo videro entrare in pochi, del resto era naturale che entrasse gente essendo un locale pubblico. Anzi, l’unico locale nei paraggi, ovviamente, essendo zona agricola a bassa densità di abitanti. Anche a Rocca del Monte c’era un birreria, niente male pure, ma qui a Belpasso, in vallata, la Birreria per antonomasia era quella e basta.

C’era sempre gente, ed in particolare il sabato sera, come da copione.

Rocco Montinari, il padrone, non aveva badato alle ciance di paese, che dicevano che quell’edificio portava male, attirava gli spettri. O se ci badava, era solo per deridere col suo commercialista quei fessi che lo avevano così svalutato rendendolo un ottimo affare per uno come lui.

Il vecchio cascinale vantava un passato di tutto rispetto: di convento, di presupposta sede di orribili omicidi, di distruzioni ad opera del fuoco (infernale diceva la gente) e di riutilizzo della residuata parte a scopi agricoli. Aveva cambiato padrone a ritmo impressionante, ed era in disuso dal 1975.

Si diceva che avesse portato sfortuna anche alla famiglia del vecchio Massari, l’ultimo proprietario … O forse era semplicemente morto come altri casolari perchè il vecchio non se la sentiva più di tirare avanti senza i due figli, attirati lontano dalle “delizie” cittadine.

Sito nel mezzo della vallata, lungo la provinciale, era strategico come sede di un bar pizzeria o altro. Rocco aveva occhio per queste cose, e aveva fatto l’affare: il vecchio, stanco, ed i familiari lontani e stanchi di pagare tasse e ascoltare lamentele per la pericolosità del vecchio rudere, avevano mollato ad un prezzo scandalosamente basso.

Il solito vistoso restauro, con recupero di un aspetto “troppo” tipico, un intero museo di strumenti agricoli appesi alle pareti o sistemati qua e là, vecchie foto della Vallata, di Belpasso e della sua gente, ruote di carro (classiche!), anfore, pavimenti in cotto, stereo non troppo rumoroso ma vomitante sempre il meglio del rock nazionale ed estero, birra e vino in abbondante assortimento.

E … voilà! … Un successone! “Birreria Pub El Rancho”

Sempre auto e moto fuori, nel cortile dove un tempo correvano le galline…”

Il racconto continua nelle pagine che troverete cliccando il link sotto. Ciao, Luigi