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«In moto fino a Kabul ma oggi non lo rifarei»

Viaggiatore instancabile – ha conosciuto le foreste pluviali dell’Amazzonia, i deserti dell’Australia, la banchisa del Polo Nord - nel 2000 parte per il giro del mondo su due ruote: 57mila chilometri in otto mesi

Dal sito Il Giornale.it

“Chi non ricorda il film «Easy Rider»? Il viaggio on the road di Peter Fonda e Jack Nicholson in sella alle loro Harley Davidson è stato il sogno di più di una generazione. Marco Deambrogio di questo sogno ne ha fatto una scelta di vita. A 32 anni l’imprenditore di Valenza Po chiude l’attività di orafo per inventarsi una nuova professione: quella dell’esploratore solitario che realizza per il mondo documentari e reportage. Viaggiatore instancabile – ha conosciuto le foreste pluviali dell’Amazzonia, i deserti dell’Australia, la banchisa del Polo Nord - nel 2000 parte per il giro del mondo su due ruote: 57mila chilometri in otto mesi.

Da qui l’idea: perché non unire la passione alla solidarietà? Nasce così la Milano-Kabul: 25 giorni attraverso dieci frontiere (dall’Italia alla Russia, dall’Uzbekistan all’Afghanistan) su una Bmw 650, per contribuire alla costruzione di un ospedale di Emergency a pochi chilometri da Kabul. Di questa impresa ne parla nel suo ultimo libro: «Destinazione Afghanistan» (Sperling&Kupfer) che racconta di deserti e cime innevate, di moschee e marines, di bicchieri di vodka e profumati bazar.

Marco Deambrogio: esploratore e foto-reporter. Che cos’è per lei il viaggio?
«È spingere l’orizzonte un po’ più in là, per vedere come sarà la prossima foresta, il prossimo deserto, la prossima persona. Regalarsi la libertà di scegliere dove essere domani».
Quando ha iniziato a viaggiare?…”

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