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Cuore Grande: 2^ parte del viaggio: l’arrivo a Kiev

L’importante è sentirsi liberi! Continua il viaggio in moto: l’arrivo a Kiev

Dario Rollo
Cuore Grande: in moto per aiutare i bambini di Kiev!

Dal Salento alla Russia

In moto per portare dei piccoli doni ai bambini di alcuni orfanotrofi in Ucraina e poi continuare per la raggiungere la capitale della grande Russia, Mosca,l’Anello d’oro, e San Pietroburgo, la “Venezia del Nord”, e rientrare in Occidente attraverso le Repubbliche Baltiche e la Polonia.

L’arrivo a Kiev

Il 31 luglio inizia il mio viaggio: destinazione la Piazza Rossa di Mosca!
Attraverso mezza Italia da Ovest a Est, entro in Austria sotto una pioggia battente e mi fermo a Villach dove mi diverto partecipando alla festa della birra.
Il giorno seguente tantissimi chilometri sempre sotto un diluvio ed eccomi in Slovacchia, Bratislava, la capitale mi aspetta. Cerco alloggio nello stesso ostello dell’anno precedente ma non c’è posto, così opto per un altro ostello alquanto mal messo. La mattina seguente trascorrerò circa 40 minuti bloccato in una specie di ascensore! Guido attraverso la Slovacchia, anche oggi il tempo non è dei migliori, fa freddino e devo coprirmi.

Finalmente arrivo in Polonia e seguo per Cracovia. Anche qui mi aspetta una leggera pioggerellina. Trascorro un giorno intero ad ammirare la bellissima città polacca in compagnia di alcuni amici che sono lì in vacanza.

Cuore Grande: in moto per aiutare i bambini di Kiev! E’ arrivato il giorno di entrare in Ucraina. La curiosità cresce tanto. Da oggi in poi il viaggio diventerà “più divertente”! Arrivato alla frontiera ucraina, un altro mondo mi si apre di fronte. Le strade ucraine sono in brutte condizioni. Non si riesce a superare gli 80 km/h. Troppi avvallamenti, buche e nei paesini che si attraversano dei rallentatori che sembrano dei muri! Lungo la strada, a due corsie di marcia, che dovrebbe essere un’autostrada, vi sono donne che vendono di tutto, che aspettano sedute il passaggio del bus e carretti trainati da cavalli. Arrivati a Lvin’ (Leopoli) la strada diventa pessima! Qualcosa di mai visto prima, neanche nei miei viaggi in Africa! Traffico, smog, strade che sembrano piste da cross, binari del tram pronti a farti andare per terra.

Ma una cosa positiva c’è… ovunque bellissime donne!
Mi sistemo all’hotel George, un vecchio albergo in centro città in tipico stile comunista, molto carino ed economico. Parcheggio la moto in una stanza accanto alla hall e pago il portiere che vigilerà sul mio “destriero” tutta la notte. Nel frattempo incontro, nello stesso albergo, un motociclista spagnolo che con la sua Harley è in giro per l’Europa dell’est. Gilet e pantalone di pelle nera, foulard al collo, spille attaccate ovunque sulla giacca. E’ un tipo alquanto alternativo! Con la moto al sicuro e dopo una doccia rigenerante faccio un bel giro in città. Mi accorgo subito che il costo della vita in Ucraina è di gran lungo inferiore al nostro. Ceno e bevo con pochi euro.

Oggi raggiungerò Kiev e incontrerò Valentina Purcel, la responsabile in Ucraina dell’associazione umanitaria. Dopo diverse decine di chilometri la strada diventa un disastro: buche che sembrano crateri, code di tir, infiniti lavori in corso, dossi artificiali che sembrano montagne e poi limiti di velocità molto bassi.

Ai bordi della strada signore anziane e bambini che vendono mirtilli, patate, cipolle… il tutto appoggiato sull’asfalto. Il tempo, anche oggi, non è dei migliori. Fa freddo, il cielo è grigio e ogni tanto piove anche intensamente. Vengo fermato dalla polizia. Riesco a farla franca facendo finta di non capire nonostante una descrizione da parte del pubblico ufficiale prima orale e poi “scritta” sul finestrino dell’auto alquanto retrodatata.

Arrivo a Kiev. In periferia si vedono palazzi vecchi ed un po’ fatiscenti, mentre avvicinandoci sempre più verso il centro, i palazzi diventano grattacieli tecnologici e sormontati da cartelloni pubblicitari all’ultimo grido. Nonostante la città sia grandissima, riesco a trovare Velika Vassilsinska vicino Republikanski stazion e l’ufficio dell’associazione “Amici dei Bambini”. Dopo una breve presentazione ed un saluto andiamo in giro per cercare un alloggio per qualche notte. La ricerca dell’appartamento è stata una esperienza unica. Una signora con una “gioielleria in bocca” ci aspetta all’uscita di una fermata della metro e con un bus andiamo in periferia. Troviamo un appartamento in un palazzo che avrebbe bisogno di una bella ristrutturazione e contrattiamo il prezzo. Ho un letto dove dormire per le prossime 3 notti!

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