Cuore Grande - 3^ parte del viaggio: dall’Ucraina alla Russia

L’importante è sentirsi liberi! Continua il viaggio in moto: dall’Ucraina alla Russia

Russia - con l'esercito russo!
Cuore Grande: in moto per aiutare i bambini di Kiev!

Dal Salento alla Russia

In moto per portare dei piccoli doni ai bambini di alcuni orfanotrofi in Ucraina e poi continuare per la raggiungere la capitale della grande Russia, Mosca,l’Anello d’oro, e San Pietroburgo, la “Venezia del Nord”, e rientrare in Occidente attraverso le Repubbliche Baltiche e la Polonia.

Dall’Ucraina alla Russia

Sistemo la moto in un parcheggio custodito 24h su 24h e mi riposo. La mattina seguente è per me il grande giorno, quello che aspettavo dall’inizio del viaggio: raggiungere gli orfanotrofi e consegnare ai bambini alcuni piccoli gadgets donati dalle Società sponsor.
In compagnia di Valentina raggiungo la casa famiglia di Boyarka, ma non ci sono i bambini, sono al mare a Odessa per qualche settimana. Mi aspettano la direttrice dell’Istituto e i suoi collaboratori. La casa famiglia ospita 41 bambini dai 4 ai 15 anni.

La struttura necessita di diversi lavori di manutenzione. Il tetto è stato appena rifatto, ma la zona giochi esterna è tutta da sistemare. Non può essere utilizzata del tutto perché troppo pericolosa per i bimbi. Un altro lavoro da effettuare in maniera prioritaria è la sistemazione dei bordi degli infissi nuovi che devono essere sigillati… l’inverno ucraino si avvicina! Le camere sono composte da un minimo di 5 ad un massimo di 8 posti letto, la maggior parte letti a castello.

Non vi è lo spazio per armadietti individuali, bensì ce ne sono pochissimi per tutti e di piccole dimensioni. In alcuni locali l’impianto elettrico dovrebbe essere rifatto in quanto pericoloso e alcuni sanitari sostituiti perché non più igienici. La facciata esterna dell’infrastruttura presenta diversi buchi che potrebbero recare pericolo ai bambini durante i giochi all’aperto.
Per tutti quelli che leggono questo racconto: se volete, aderite al progetto e donate qualche euro all’associazione “Amici dei Bambini” indicando nella causale “Cuore Grande”. I fondi con questa causale saranno destinati per effettuare i lavori sopra descritti. Quello che posso garantirvi è che la struttura esiste, l’associazione anche e le persone di entrambe le organizzazioni sono reali, splendide e umane!

Dopo aver visionato i locali della casa famiglia, socializzato con lo staff, aver effettuato uno “scambio musicale canoro”, fatto un piccolo break a base di dolci e salumi, io e Valentina ci dirigiamo a Volodorka dove il direttore dell’internat ci attende.

L’internat di Volodorka è un centro composto da diverse palazzine immerse in un grande bosco. Visito insieme a Valentina e il direttore, tutte le stanze e i locali dell’infermeria, della scuola e quelle della palestra. Molti bambini non sono qui, sono in vacanza in famiglie all’estero. Quelli che invece incontro, la maggior parte di loro parla italiano. Sono anni che trascorrono, durante il periodo invernale, un mese ospiti di diverse famiglie italiane. Sono anni che vengono in Italia, sempre a casa della stessa famiglia, così ognuno di loro ha un accento tipico. C’è chi parla il foggiano, chi il veneto, chi il ciociaro..

Alle 17 inizia lo spettacolo organizzato dai ragazzi per festeggiare gli onomastici di 10 bambini. Ogni settimana organizzano uno spettacolo e festeggiano tutti gli onomastici e compleanni della settimana appena trascorsa. E’ all’interno di questo spettacolo che consegno i gadgets donati dagli sponsors. Penna e portachiavi a tutti, tazza e cappellino ai festeggiati e ai ragazzi più grandi. E’ il sorriso dei bambini più piccoli che mi rende felice.
Solo quei sorrisi e i tanti “spassibo” (grazie) ricevuti mi hanno fatto dimenticare i problemi incontrati durnate il viaggio per arrivare qui da loro.

Quando esco nel grande cortile, gran parte dei bambini e dei ragazzi più grandi sono lì intorno alla mia moto, e fanno commenti, mi fanno domande e mi chiedono di fare un giro. E’ tardi, è tempo di tornare a Kiev, non voglio arrivare con il buio.
Arrivo a “casa”. Scarico tutto e quando riesco ad arrivare al 4° piano del palazzo, sono così stravolto e stanco che mi butto sul letto e mi addormento, senza neanche aver fatto una doccia!

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