Cuore Grande: in moto per aiutare i bambini di Kiev!
Dal Salento alla Russia
In moto per portare dei piccoli doni ai bambini di alcuni orfanotrofi in Ucraina e poi continuare per la raggiungere la capitale della grande Russia, Mosca,l’Anello d’oro, e San Pietroburgo, la “Venezia del Nord”, e rientrare in Occidente attraverso le Repubbliche Baltiche e la Polonia.
Finalmente a Mosca
Sono euforico, oggi entrerò in Russia!
Impiego diverse ore per uscire dall’Ucraina ed entrare in Russia. Controlli meticolosi ai documenti e alla moto e finalmente sono su territorio russo.Mi fermo per la notte nella cittadina di Brjansk. Penso che non abbiano mai visto un motociclista italiano da queste parti. Cerco un albergo per la notte, ma appena entro nella hall, la signora di turno mi dice: “Niet niet”. Non aspetta neanche che io finisca di parlare, liquida subito la mia richiesta incompleta. Sarà ancora il retaggio storico? Quella idea di straniero - nemico? Il comunismo è finito anni addietro, ma sembra ancora che ci sia. Da queste parti non vedo, come invece ho visto nelle grandi città commerciali ucraine e alla frontiera russa, macchine di grossa cilindrata o palazzi ipertecnologici, ma solo vecchi palazzoni fatiscenti tutti uguali tra loro, industrie con tetti arrugginiti, macchine che ricordano il KGB, carretti trainati da muli, piccoli negozi con merce oramai obsoleta.
Trascorro la sera in una balera russa con musica folkloristica e ballando in compagnia nonostante nessuno parlasse italiano né inglese!
Il giorno seguente percorro centinaia di chilometri sotto la pioggia per raggiungere Mosca. Circa 30 km di fila per entrare nella capitale russa si presentano davanti. Una volta entrato nella metropoli, vialoni enormi, quattro o cinque corsie per senso di marcia con macchine che passano come schegge impazzite, ma nessun problema, la guida assomiglia tanto a quella delle grosse città, soprattutto del sud.La Piazza Rossa è tutta mia…E’ meravigliosa! Sono le 2 di notte, cammino solitario nella piazza, sede di grandi parate militari. Mi vengono alla mente le immagini di carri armati, missili, migliaia di truppe che marciano con il famoso passo dell’oca…e sul mausoleo di Lenin, al centro della piazza sotto le mura del Cremlino, tutti i gerarchi dell’impero Sovietico.
Mosca è una metropoli viva, diversa dalla Russia che ho visto fino a quel momento. Ci sono tante contraddizioni. Macchine di gran lusso, difficili da vedere anche in Italia, in quantità enormi, tutte condotte da autisti e bodyguards dagli sguardi cattivi e gente poverissima a chiedere l’elemosina, a vendere dei fiori o della frutta coltivata nel proprio orto fuori città o bottiglie di latte appena munto…Questa è la Russia di ora, un Paese dove la corruzione è elevata e la criminalità la fa da padrone. Ma la Russia è anche formata da tanta gente ospitale, che ti aiuta senza chiedere niente in cambio, che ha il piacere di mostrarti il “Suo” Paese, le sue tradizioni e che cerca di farti amare questa terra nonostante sanno dell’esistenza di tanti problemi. Il ricordo della grande potenza mondiale è ancora forte e i simboli della falce e martello sono dovunque. In questa terra c’è voglia di cambiamento
Nei due giorni seguenti giro per la città, visito la chiesa di San Basilio, il Cremlino, il Palazzo Rosso sede del museo storico nazionale, le stazioni della metro e faccio un bel giro in battello sul fiume Moscova. La città vista dal fiume ha un altro aspetto. Passo sotto l’imponente palazzo dell’università e accanto allo stadio del CSKA Mosca…E’ arrivato il giorno di lasciare la capitale russa. Mi dirigo a visitare i grandi edifici religiosi di Sergey Posad, sede della chiesa ortodossa (simile al Vaticano per i cristiani cattolici). Edifici magnifici, rimango con il naso all’insù ad ammirare le colorate cupole e le croci luccicanti.
Riparto in direzione di Novgorod. Ho un appuntamento con i miei amici di couchsurfing, Dima ed Anastasia. Dopo diversi chilometri, tanta polvere e fatica, arrivo nella città che è stata la prima capitale dell’impero russo.Pochi chilometri mi separano dalla “Venezia del Nord”. San Pietroburgo, i suoi magnifici palazzi, monumenti e il famoso museo dell’Hermitage! I suoi canali fanno assomigliare la città alla nostra amata Venezia. Non sembra di essere in Russia, ci sono tanti turisti occidentali e i prezzi sono quasi più alti che in Italia.
E’ arrivato il giorno di lasciare la città, anzi, la Russia. Mi dirigo di buon ora verso la frontiera con l’Estonia. Il cielo è sempre plumbeo, pioviggina e fa freddo.
Guido la mia motocicletta nella speranza di non trovare altre pattuglie di poliziotti corrotti che cercano solo di arrotondare lo stipendio con i turisti occidentali. Avevo fatto tanto a non piegarmi alle richieste “sconsiderate” dei militari russi e ucraini fino a quel momento. Ero tanto felice di esser riuscito a non cacciare neanche un euro, quando, a circa 25 chilometri dal confine, dopo aver superato un centro abitato, una pattuglia di poliziotti nascosta dietro ad alcuni alberi, mi ferma e mi indica che viaggiavo a velocità superiore al limite consentito. Cerco di tenere la calma, ma non è giornata. Allungo una banconota e il problema sparisce!
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Luigi Perillo








