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L'equilibrio

L'equilibrio è un componente fondamentale della mountain bike, ma tuttavia è con l'esperienza e gli allenamenti che questa dote si affina e migliora in continuazione. Quindi niente paura per i biker alle "prime armi", il tempo è dalla vostra parte... Ecco qualche situazione nelle quali l'equilibrio può essere messo anche a "dura prova"...

 

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L' EQUILIBRIO" v:shapes="_x0000_s1026">

 

 

 

 

 

 

Nella pratica della mountain bike una delle doti di grande
importanza, è quella di sapersi mantenere in equilibrio.

Questa dote, come del resto anche le altre, bisogna saperle
“coltivare” con l’allenamento, perfezionando sempre più la propria capacità d’equilibristi,
possibilmente pedalando su percorsi piuttosto tecnici.

 

Nella mountain bike l’equilibrio è messo a dura prova in
svariata situazioni, discesa, salita, curva… Ma soprattutto quando si compie
una “penna”, in altre parole la classica impennata.

La posizione del biker è seduta sulla sella, attento a
compensare ogni minimo segnale d’ondeggiamento.

L’impennata si ottiene dando un colpo deciso e rapido di
pedale, e quasi contemporaneamente con altrettanta decisione e rapidità, si
deve compiere una trazione sul manubrio. Queste due manovre, il più fluide
possibili, permettono alla ruota (anteriore ovvio) si alzarsi dal suolo.

Ora, ecco la fase più difficile, dove bisognerà dosare dolci
e continui colpi di pedale, con delicati colpetti di freno. Più armonica sarà
quest’azione, più lunga sarà la durata dell’impennata, più grande sarà
l’applauso….

 

Eccoci all’equilibrio nell’affrontare le curve.

Nelle curve l’azione di inclinare la mtb, certamente può
provocare una perdita dell’equilibrio. In questa evenienza un ruolo
fondamentale per mantenere l’aderenza è svolto dalle gomme, per il resto è il
biker che deve compensare il tutto.

Dapprima, la posizione in sella prevede il corpo verticale
sulla mtb, mentre il compito di inclinare la bici è riservato agli arti, per
mezzo di piccoli spostamenti. Allo stesso modo, l’ideale sarebbe alleggerire la
parte interna, spostando relativamente il peso verso l’esterno.

 

Un altro momento nel quale l’equilibrio è fondamentale, accade
nell’affrontare le discese.

La posizione ideale per meglio aggredire una discesa, è
quella leggermente rialzata, col peso che è spostato all’indietro, mentre i
gomiti saranno leggermente alti, e le gambe appena divaricate, ma con i piedi
sempre ancorati ai pedali. Gli arti superiori ed inferiori devono essere
lasciati morbidi, non rigidi, per meglio supplire alle richieste di
“ribilanciare” la mtb.

 

Se la perdita dell’equilibrio in discesa, può causare
pericolose cadute, quando invece l’equilibrio viene meno in salita, difficilmente
ciò può causare una caduta, ma sicuramente può essere causa di un’indesiderata “messa
a terra “ del piede, con relativo arresto ed in alcuni casi con difficoltà nel
riprendere la marcia.

La minore velocità (alcune volte vicina al minimo) con la
quale si affrontano le salite, unita alle insidie del fondo, sono le principali
cause della perdita dell’equilibrio.

Per diminuire il rischio, bisogna allenare l’occhio in modo da
vedere “qualche metro più in là”, ed essere così in grado di valutare con
leggero anticipo la via migliore e più “pulita” sulla quale pedalare.

 

Nella fase di frenata, quando questa è repentina e secca, il
bloccaggio delle ruote è assicurato, e ciò può portare ad una perdita dell’equilibrio.

Nell’attimo in cui la mtb inizia ad “intraversarsi”,
bisognerà intervenire con il controsterzo, lavorando con le gambe sui pedali, e
mantenendo massima aderenza al posteriore. Eventualmente può essere d’aiuto
compiere alcuni movimenti col busto, badando che non siano troppo bruschi.

 

Per concludere, come sempre ci vuole costanza,
allenamento…ed i risultati non tarderanno ad arrivare.