Questo sito contribuisce alla audience di

Il carico di lavoro

Sovraffaticamento...sovracompensazione...cosa sono e come evitarli. Conoscere i giusti equilibri del Carico di lavoro è alla base di un buon allenamento ed aiuta ad evitare i "paroloni sovra..." indicati... Iniziamo con questa prima puntata un viaggio teorico-pratico sul concetto di carico di lavoro

 

 

src="./03-03-03carico%20di%20lavoro%201°parte_file/image001.gif"
alt="IL CARICO di LAVORO" v:shapes="_x0000_s1026">

 

 

 

 

 

Per
essere efficace, vale a dire per produrre una risposta di adattamento, una
sessione di allenamento deve in qualche maniera modificare l’equilibrio interno
del corpo. Di base l’esercizio è faticoso e tende a deteriorare la prestazione,
ma ad allenamento concluso, quando si entra nella fase del recupero il corpo si
adatta ai requisiti dell’esercizio in maniera di essere in grado di ripeterlo.
Questo fase di adeguamento positivo all’esercizio si chiama “sovracompensazione”.

 

Il
periodo necessario per il recupero varia in funzione dell’intensità della
sessione di allenamento nonché della sua durata.

In
un allenamento atletico, è molto importante calcolare i giusti intervalli delle
sessioni. Sessioni troppo ravvicinate possono procurare il pericoloso “sovraffaticamento”,
ma se troppo distanti provocano l’esatto contrario ossia un sottoaffaticamento.

 

Questo
tipo di valutazione o calcolo dei periodi, non è di facile interpretazione, ed
è sempre abbastanza difficile calcolare il tempo necessario per il recupero
dopo sessioni comprendenti varie tipologie di allenamento.

 

L’effetto
immediato di un esercizio è quello di una riduzione del livello della
prestazione; ad esercizio concluso si innesta una fase di recupero durante la
quale la curva della prestazione aumenta rispetto al livello iniziale. Si
verifica così la sovracompensazione. Così per un breve periodo dopo la sessione
di esercizio, la prestazione raggiunge un livello leggermente superiore al
precedente. Su questo fenomeno poggiano tutti i programmi di allenamento.

 

La
sessione successiva deve essere compiuta durante la fase di sovracompensazione,
per migliorare gradualmente il proprio livello di prestazioni.

Se
l’esercizio successivo viene eseguito troppo presto, il livello della
prestazione cala ulteriormente ed il tempo di recupero necessario aumenta. Nel
caso contrario, che la sessione seguente venga ritardata troppo, si corre il
rischio di eseguire l’esercizio quando ormai la fase di sovracompensazione è
già terminata, ed il livello della prestazione rimarrà pari.

 

Ecco
che il concetto di carico di lavoro permette di misurare tutte le
sessioni di esercizio, indipendentemente dallo sport praticato, dalla durata e
dall’intensità.

 

CARICO
DI LAVORO E RIPRESA

 

Il
carico di lavoro(EC) fornisce le informazioni più utili se si impara a metterlo
in rapporto con il tempo necessario per il recupero dopo una sessione di
allenamento. Per meglio conoscere il giusto rapporto tra EC e tempo di
recupero, è bene per alcune settimane tenere una registrazione delle proprie
esperienze e dati personali durante le varie sessioni di allenamento.

Una
volta individuati il rapporto tra sforzo e recupero, è possibile controllare in
anticipo e con facilità l’allenamento. Diventa così più semplice è preciso
sapere quando iniziare la sessione di allenamento successiva.

 Tuttavia se l’allenamento è composto da
diverse intensità e sport differenti, diventa abbastanza difficile confrontare
i giorni, col tempo potrebbe sorgere un nuovo dilemma: se la quantità di
allenamento muta da un giorno all’altro, il carico totale qual’è?

 

Il
carico di lavoro rivela le giornate positive e se il carico stesso è rimasto
costante.

 

 

 

(continua)

(dopo
questa prima analisi teorica del carico di lavoro, la prossima puntata sarà
spiegato come calcolare “materialmente” il carico di lavoro)