Questo sito contribuisce alla audience di

Una stagione in archivio

La nuova stagione di mtb è già iniziata (in alcune regioni), mentre il 2003 è andato agli archivi da poco. Un 2003 poverissimo di soddisfazioni azzurre a livello internazionale. Le buone notizie accompagnate da qualche risultato positivo, arrivano dalle categorie Junior, dove tre biker azzurri ci fanno sperare per il futuro...
src="./04-01-04%20la%20stagione%202003%20di%20mountain%20bike_file/image001.gif"
alt="-------2004-------
Una stagione
--in archivio--"
v:shapes="_x0000_s1026">

Passa agli archivi la stagione 2003 di mountain bike, una
stagione davvero povera per i colori azzurri.

World Cup - Campionati Europei- Mondiali e zero vittorie, le
uniche soddisfazioni e speranze vengono dalla categoria Juniores: la Lechner su
di tutti, poi Beggin nella downhill e Tiberi ancora nel Cross-Country maschile
ci fanno sperare in un futuro più azzurro.

La World Cup o Coppa del Mondo che dir si voglia, composta
di sole 5 prove (dopo la rinuncia di Telluride), è una manifestazione che
fatica sempre più a trovare sedi di tappa, almeno questa è l’impressione. Sono
lontani gli anni in cui la W.C. prevedeva anche 10 prove complessive. Ogni anno
si spera che sia l’anno del rilancio, ma poi fatti vanno sempre nella direzione
opposta. Anche quest’anno, per non essere in contrasto con gli anni passati, si
nutrono buone speranze nel rilancio della World Cup. Speranze che derivano dal
crescente interesse complessivo destato dal 4X e dalla neonata specialità della
Marathon. Vedremo.

La World Cup 2003 come già detto si è disputata su cinque
prove (tre in Europa e due in Canada). In campo femminile strapotere nel
cross-country dell’atleta norvegese Dahle che ha vinto tutte le tappe. Una
performance che non ha bisogno di commenti.L’atleta nordica del team Merida ha
letteralmente lasciato le briciole alle rivali che quasi sempre erano le sue
stesse compagne di team. Infatti, se la Dahle è stata “ingorda”, altrettanto si
può dire del team Merida che ha raccolto complessivamente 5 vittorie, 4 secondi
e un terzo posto di tappa, per un risultato totale di tre atlete ai primi tre
posti nella classifica generale.

Nel settore maschile c’è stata maggiore equità, le vittorie
di tappa sono andate a Absalon, Sauser, Paulissen e Meirhaeghe che ne ha vinte
due. Alla fine, con una vittoria e quattro secondi posti il francese Absalon ha
vinto con 930 punti la World Cup 2003.

Agosto 2003, in Austria dal 16 al 24 sono in programma i
Campionati Europei. Poca gloria per i colori azzurri, tolti i quarti posti
degli Junior EvaLechner eAndrea Tiberi nel Cross-country, per il resto non c’è
nulla. Si può aggiungere ai quarti posti, l’ottavo posto conquistato sempre tra
gli Junior, da Alan Beggin nella specialità Downhill.

Le prove di velocità sono state dominate dalla Chausson fra
le donne, mentre tra i maschietti vittorie per Prokop nel 4X, e per Camellini
nella Downhill. Per il cross-country, vittorie continentali per lo svizzero Naf
e per la norvegese Dahle alla quale è sfuggita la doppietta della Marathon (2°)
dietro alla tedesca Jungst; in campo maschile vittoria del francese Dietsch.

Arriviamo così ai Mondiali di Lugano. Qui ci gongoliamo con
il secondo posto conquistato da Eva Lechner nel cross-country femminile
categoria Junior. Da registrare anche il sesto posto di Alan Beggin nella
downhill Junior. Fra gli elite, decimo posto di Martino Fruet nel cross-country
vinto da Meirhaeghe, mentre la medaglia d’oro nelle donne è stata vinta dalla
tedesca Spitz. La sorpresa è stata la mancata vittoria della Dahle appiedata
due volte da forature.

Le prove di velocità hanno visto ancora vincere la scatenata
francese A.C.C. La velocità maschile invece parla la lingua di Prokop nel 4X, e
di Minnaar nella downhill.

Le prove della Marathon sono state vinte dallo svizzero
Thomas Frischknecht e dalla polacca Wloszcowska. Onestamente bisogna
riconoscere i meriti dei nostri atleti in questa specialità: 5°-6°-7° posto
rispettivamente per Bettin M., Deho M., De Bertolis M., oltre al 6° posto femminile
di Alexandra Hober.