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Intervista all'attrice italo-iraniana Maya Sansa

E' stata definita dal New York Times "la nuova icona del cinema italiano". Lei è Maya Sansa, attrice ventinovenne italo-iraniana, splendida interprete dell'ultimo film del regista Carlo Mazzacurati, "L'amore ritrovato

Te lo aspettavi tutto questo successo dal film “L’Amore ritrovato”?
Devo dire di si. La storia mi era piaciuta molto. Sapevo che la popolarità di Stefano Accorsi avrebbe funzionato.

Hai vissuto per molti anni a Londra come “straniera”. Trovi sia differente per uno straniero vivere in Italia?
Differenze fondamentali ci sono perché in Inghilterra è da molti anni che ci sono stranieri, e le comunità sono molto ben radicate. C’è una salda integrazione che ancora qui non c’è. In Italia il fenomeno dell’immigrazione è un fenomeno totalmente nuovo.
Credi in una società multietnica anche in Italia?
Assolutamente. Negli anni ho conosciuto gente di tutto il mondo: sudamericani, africani, sudafricani. Conoscere le altre culture è sempre affascinante. E poi anche mio padre, che ora ha la cittadinanza italiana, è nato in Iran e quindi extracomunitario. Lui mi ha insegnato molto, dal punto di vista delle scelte. Quando incontro uno straniero lo valuto come valuto una persona italiana. Non faccio sì che il colore o la religione siano una barriera per me.
In Italia c’è razzismo verso gli stranieri?
Tantissimo. C’è ancora molta paura dello straniero. Soprattutto quando non si conosce la sua cultura, e non si conoscono le sue motivazioni. Ma soprattutto quando è povero. Il povero fa paura perché gli viene proiettata addosso un’ etichetta o una simbologia del tipo: “E’ povero, quindi disperato e allora mi deruba”. Il razzismo è pura ignoranza.