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Tsunami

Protezione temporanea in Italia per le vittime del disastro Lo annuncia alla Camera il vicepresidente del Consiglio Marco Follini. Già agevolati i ricongiungimenti familiari e sospesi i rimpatri dei clandestini

ROMA - Ricongiungimenti familiari agevolati e rimpatri sospesi per i cittadini dei paesi colpiti dello tsunami che vivono in Italia. E, nel più breve tempo possibile, “ulteriori misure di protezione temporanea” previste dalla legge per le vittime di disastri naturali.

Rispondendo ieri alla Camera ad un’interrogazione dell’on. Katia Bellillo (comunisti italiani), il vicepresidente del Consiglio Marco Follini ha spiegato che, accanto agli aiuti economici, nel piano del governo per il sud est asiatico ci sono anche interventi che riguardano gli immigrati.

Follini ha prima ricordato che dall’Italia è già arrivato “un impegno complessivo di 150 milioni di euro”, composto dal “contributo di 70 milioni di euro” stanziato dal governo, il condono di “oltre 38 milioni di euro di debiti dovuti da Indonesia e Sri Lanka”, e le donazioni dei privati, “che hanno raggiunto un totale di oltre 43 milioni di euro”.

“Si chiede, ora, - ha proseguito Follini - di intervenire al fine di sanare la posizione di quei lavoratori immigrati in Italia i quali, al momento della catastrofe, erano presenti nei territori compiti dallo tsunami o che vi si sono recati nei giorni successivi e che ora incontrano difficoltà conseguenti alle pur necessarie disposizioni della legge n. 189 del 2002″.

“Il Governo - ha assicurato il vicepresidente del Consiglio - ha già impartito apposite disposizioni amministrative, volte ad agevolare l’accettazione delle istanze di ricongiungimento familiare, concedendo tempestivamente le relative autorizzazioni e a sospendere temporaneamente l’esecuzione dei provvedimenti di rimpatrio obbligatorio già adottati nei confronti dei cittadini dei paesi interessati dal maremoto”.

Si sta inoltre “valutando l’opportunità di adottare, nel più breve tempo possibile, ulteriori misure di protezione temporanea previste dalla legge per rilevanti esigenze umanitarie, a seguito di disastri naturali che possono verificarsi in paesi non appartenenti all’Unione europea”.

(21 gennaio 2005)

Elvio Pasca