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In aiuto ai medici bielorussi

Correggio: le ricerche sugli effetti delle radiazioni

I dottori bielorussi Serghiei Shaidulin, Liudmila Starzhynskaya, Igor Halai e Marianna Hurova dell’ospedale di Gomel sono stati ospiti, insieme al dottor Pierluca Ceccarelli del Policlinico di Modena, di un incontro organizzato dall’associazione Smac di San Martino in Rio e Correggio, che ospita i bambini bielorussi per periodi di risanamento dalla zona contaminata dallo scoppio di Chernobyl.

La delegazione bielorussa è ospite del Policlinico di Modena per un progetto di scambio di informazioni sulla chirurgia pediatrica. «Non dobbiamo pensare che si tratti di persone impreparate solamente perché carenti di attrezzature medice - sottolinea Ceccarelli - Sono medici preparatissimi che sopperiscono alle carenze materiali con una grandissima duttilità ed esperienza».

Grazie all’impegno dell’associazione di Legambiente solidarietà, di cui Smac fa parte, dei progetti di cooperazione internazionale e della buona volontà dei medici, ben presto all’ospedale di Gomel sarà costruito un padiglione per la terapia intensiva infantile. Gran parte della serata è stata occupata dalla discussione tecnico-scientifica; i temi che hanno destato interesse sono stati quelli legati alla cura dei bambini e alle speranze di vita nella zona contaminata. «Siamo molto contenti che tante famiglie diano la disponibilità ad accogliere i nostri bambini - ha detto Starzhynskaya - perché abbiamo dimostrato che il trascorrere un periodo di vacanza fuori dalla zona contaminata, aiuta la diminuzione della radioattività assorbita».

Secondo le ricerche dei medici di Gomel, le malattie contratte dalla gente bielorussa e dai bambini in particolare, non hanno subìto mutazioni, negli ultimi anni. E’ un periodo di assestamento in cui la fanno da padrone osteomielite e tubercolosi ossea. Sono in diminuzione i casi di tumore alla tiroide e leucemia.

Per i medici di Gomel è una lotta costante, senza tregua: «Appena successo l’incidente al reattore - racconta Shaidulin - molti di noi hanno pensato di lasciare il paese. Ma si trattava della nostra casa. Siamo rimasti e ci consideriamo un grande laboratorio a cielo aperto».

CENA. Oggi, alle 20.15, nella sala Arcobaleno di via Scaltriti, si svolge la cena di solidarietà per il Progetto accoglienza di Smac. C’è ancora possibilità di prenotare allo 0522.69.51.25.

La Gazzetta di Modena