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Donne di Palestina tra pace e guerra

“Lo Stato palestinese che nascerà – le rispose Hind – avrà bisogno di ragazze sveglie e intelligenti, non di martiri”

Miral è il nome di un fiore che cresce nel deserto dopo la pioggia. Il suo profumo è delicato ma il calore del sole lo rende giorno dopo giorno più intenso e inebriante. Miral è anche il nome di una ragazza palestinese fragile e coraggiosa, protagonista di La strada dei fiori di Miral (Rizzoli), romanzo d’esordio della giornalista televisiva Rula Jebreal.

L’intenso racconto – che narra liberamente le esperienze vissute dall’autrice – è un coro di storie tutte al femminile: un toccante documento dell’anima lacerata dei palestinesi, divisi tra la voglia di lottare e le speranze di pace.

La Jebreal ci conduce alla scoperta dei sogni e dei dolori di un gruppo di donne, di età ed estrazione sociale diversa, sullo sfondo della prima intifada palestinese. Tutto ruota intorno a Miral. E’ ancora una bambina quando viene accolta nel collegio fondato da Hind Husseini, una donna di straordinaria energia e forza, appartenente a una delle maggiori famiglie arabe di Gerusalemme. Negli anni Miral cresce appassionandosi alla causa palestinese, segue gli eventi che condurranno agli accordi di Oslo e partecipa alle manifestazioni. In una di queste perde la vita una compagna che lei stessa aveva convinto a scendere in piazza. E’ l’incontro più drammatico con la violenza del conflitto che sta dilaniando la sua terra.

Saranno l’esempio e il confronto con Hind ad allontanare Miral dalla tentazione dell’estremismo, tanto che, alla sua morte, la ragazza deciderà di lasciare il proprio Paese: continuerà a combattere le sue battaglie ma lo farà da lontano.

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