Il museo a portata di bambino

Permettere di codificare perfettamente dalla prima infanzia alla prima adolescenza il linguaggio del segno, colore e volume, vuol dire maturare ulteriormente la personalità verso quei codici visivi che obbligatoriamente, e non solo nel museo, l’individuo sociale deve riconoscere e interpretare.

La necessità di educare alla fruizione museale sin da bambini impone la collaborazione con le strutture scolastiche che possono contribuire a fornire gli strumenti per decodificare i fenomeni culturali.
Se l’obiettivo finale del museo è la partecipazione critica dell’espressione artistica, cosa che permette appunto libertà all’individuo, la modalità per raggiungere questo obiettivo è fornire all’utente recettore la padronanza di segni, codici e sistemi con i quali ogni linguaggio artistico si è manifestato.
Allora, diventando ancora una volta necessità imperante che ogni sezione educativa per la lettura dell’opera d’arte deve essere articolata secondo più livelli di fruizione, con un essenziale utilizzo di guide e sussidi visivi e sonori, l’uso dei supporti di guida multimediale, che agiscono con l’interazione diretta utente - conoscenza attraverso l’efficace metodo della “conoscenza per immersione” (immagini + suono + parola), diventa importante applicazione.
Questi sistemi permettono di limitare maggiormente il fenomeno del rigetto, che si verifica quando l’attenzione (per forze naturali limitata nel tempo di permanenza nel museo) si perde più sui pannelli di commento, che sulle opere d’arte, permettendo al ricettore di creare un proprio percorso di visita (partecipazione secondo il proprio livello di fruizione).
Per auspicarci un’incidenza culturale del museo sempre più costante e profonda occorrerà che il linguaggio dell’arte sia trasmesso fortemente nella scuola dell’obbligo, in collaborazione con la struttura museale.
Permettere di codificare perfettamente dalla prima infanzia alla prima adolescenza il linguaggio del segno, colore e volume, vuol dire maturare ulteriormente la personalità verso quei codici visivi che obbligatoriamente, e non solo nel museo, l’individuo sociale deve riconoscere e interpretare.
La chiave è nello sviluppo della creatività. Evitando un discorso estetico formale ma privilegiando invece un carattere orientato all’esperienza con operazioni e prove. Gli 11 anni segnano la capacità di catturare il linguaggio dell’arte in un’ottica legata alla storia partendo da esperienze contemporanee, e successivamente maturando un metodo di lettura per dare ad una forma significante un significato artistico.
Molti musei d’Europa hanno in attivo iniziative educative sui bambini da circa un ventennio. Queste si rivolgono ad una fascia di età che va dai 6 ai 12 anni, e sono mirate alla familiarizzazione con la struttura del museo più che alla educazione circa il linguaggio artistico che è invece funzione prima della scuola dell’obbligo.

Iolowcost

Una vita a basso costo?

Visita subito il nostro portale!

Ultimi interventi

Vedi tutti