VALLE D’AOSTA - In Italia, la via Francigena nasce al Colle del Gran San Bernardo, e si snoda attraverso la regione fra pascoli e frutteti. Lungo il percorso, seguendo la mulattiera, si incontra la casa natale del Beato Jean Antoine Pellissier. La discesa verso Aosta prosegue con le frazioni Caravel, Chez-Courtil, Chez-Henry fino a raggiungere Chez Roncoz, Varinay (lungo la strada carrozzabile) sino al capoluogo.
La regione e’ ricca di castelli (oltre centotrenta), che per motivi difensivi sorgono su strapiombi e rocche. Quello di Fenis e’ attulmente sede del museo del mobile valdostano.
PIEMONTE - In territorio piemontese, possiamo esplorare la zona del canavese dall’antica pieve di San Lorenzo al castello a Settimo Vittone, primo edificio religioso romanico che si incontra provenendo dalla Valle d’Aosta. Attraversando caratteristici vigneti a terrazze, distese boschive ed un tratto di antica strada selciata, si giunge a Santo Stefano di Sessano. Nel comune di Piverone sono presenti due edifici romanici: i resti del campanile di San Pietro annesso ad una casa colonica e un piccolo rudere, il Gesiun, immerso fra i vigneti poco distante dall’abitato.
EMILIA-ROMAGNA - il pellegrinaggio medioevale nel territorio parmense, è un percorso a diretto contatto con il paesaggio Che va da Parma, passando da Vicofertile, Collecchio, Talignano, a
Fornovo, snodandosi lungo sentieri, mulattiere e, in buona parte, lungo le vie secondarie in mezzo alla campagna, costeggiando prati e campi coltivati. Ancora, nel tratto che da Fidenza portava fino al valico della Cisa, si toccano centri come Collecchio e Berceto il paese della montagna parmense piu’ vicino al mare.
TOSCANA - Dopo aver superato il passo della Cisa, la via Francigena tocca Luni per entrare nel territorio lucchese
Lungo il percorso si incontra Camaiore, l’antica Campus Maior menzionata anche da Sigerico, vescovo di Canterbury. Grazie al diario del suo viaggio, intrapreso nel 990, e’ stato possibile ricostruire il percorso della Francigena. Altre tappe toscane nella pianura dominata dalle fortezze di Porcari e di Montecarlo: Altopascio, dimora dell’ordine ospitaliero
dei Cavalieri del Tau che operavano nell’ospedale di San Jacopo, San Giminiano, Siena.
LAZIO – avvicinandosi alla meta, le tappe della Tuscia: da Proceno, stazione di posta, ad Acquapendente; da Bolsena, importante per il ricordo del miracolo del Corpus Domini, a Montefiascone, centro medioevale noto per il suo vino; quindi Viterbo che si e’ sviluppato grazie alla Via Francigena divenendo uno dei cardini dell’intero percorso, ricco di ospizi, alloggi e memorie storiche. Vetralla, dove una strada campestre conduceva alla chiesetta di Santa
Maria in Forcassi, citata da Sigerico, quindi Capranica, Sutri, Monterosi, per poi abbandonare la Cassia per la Via Trionfale fino a Roma.

YMIR








