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Per fiumi e laghi

Non solo mare nella nostra penisola! Ecco la lista completa dei parchi fluviali, lungo le cui sponde convivono tesori ambientali e storici.

PIEMONTE - Nel Parco del Ticino, a sud del Lago Maggiore, con un paesaggio, prevalentemente a vocazione agricola, uno sguardo a mulini e cascine, a fontanili e risorgive.

LIGURIA - Il promontorio del Caprione e’ una delle aree di maggior interesse naturalistico della Liguria. Per far conoscere ed apprezzare le piante piu’ caratteristiche della zona e’ nato, su iniziativa dell’Ente Parco di Montemarcello - Magra, l’orto botanico di Montemarcello, collocato sulla sommita’ di Monte Murlo.
Intorno al comune di Arcola, sentieri facilmente percorribili e piste ciclabili con possibilita’ di bird-watching.

EMILIA-ROMAGNA - E’ il piu’ esteso fra i Parchi regionali: il parco del delta del Po si sviluppa fino a comprendere tutto il delta storico del fiume e le foci di alcuni fiumi appenninici, zone umide salmastre lungo la costa adriatica e nell’entroterra quali le Valli di Comacchio e le Saline di Cervia, le zone umide interne di acqua dolce delle Valli di Campotto, boschi e pinete come il Bosco della Mesola e la Pineta di San Vitale.
Anche importanti testimonianze etrusche e romane, mosaici bizantini e la suggestiva architettura benedettina ed estense.

UMBRIA - Il Parco del Nera comprende anche la celebre cascata delle Marmore. Lungo la valle fluviale i centri fortificati: Arrone, Ferentillo, Montefranco; i monasteri, le torri di guardia. Piu’ a monte, sopra il “Salto del Cieco” vola l’aquila reale. E questo e’ il parco degli sport acquatici (canottaggio e rafting). Il Nera scorre tra ripidi versanti con vegetazione di salici, pioppi e ontani neri.

LAZIO – Tappa per il bird-watching. Con si e’ formata nel tempo una zona umida piu’ vasta di quella originaria e il nuovo bacino ha attirato numerose specie di uccelli acquatici.
Prima area protetta del Sistema Regionale dei Parchi e delle Riserve Naturali del Lazio, la riserva naturale del fiume Tevere e Farfa e’ stata inserita nell’elenco delle zone umide da proteggere in base alla convenzione di Ramsar del 1971.
Il bacino nato dalla realizzazione di uno sbarramento artificiale sul corso del Tevere e’ frequentato da folaghe, gallinelle d’acqua, porciglioni, anatre tra cui il germano reale, il codone e la moretta tabaccata. Gli isolotti formati con l’accumulo dei sedimenti trasportati dal Tevere e dal Farfa sono colonizzati dalla cannuccia di palude, ma non mancano i rifugi per l’airone cenerino, l’airone bianco maggiore, l’airone rosso, la garzetta, la sgarza ciuffetto e la nitticora. Le rive fangose sono frequentate da fratini, gambecchi, e piovanelli. Le sponde coperte da canneti ospitano il cannareccione, la cannaiola, l’usignolo di fiume e il martin pescatore. Tra i rapaci il falco di palude, il nibbio bruno e, qualche volta, il falco pescatore. Le aree golenali coperte da saliceto con esemplari di pioppo bianco sono interessate dalla nidificazione del pendolino, nei coltivi sono numerose le pavoncelle, le quaglie e i passeriformi di ambienti aperti come l’allodola, il cardellino e la gazza. Tra i mammiferi la nutria, specie sudamericana perfettamente acclimatata, il toporagno, l’istrice ed il tasso. Numerosi gli anfibi tra cui il tritone punteggiato. Fitta la vegetazione mediterranea con leccio, orniello, bagolaro, albero di Giuda, fillirea, alaterno, tino, erica arborea, mirto e bosso.

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