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Musei, nuovi luoghi del corteggiamento

una piccola raccolta di interventi on-line sulla sindrome di Rubens; opinioni semiserie e resoconti scientifici per motivare l'arte di attrarre!

Discoteca, spiaggia, bar? Macché. I nuovi luoghi del corteggiamento sono i musei.

La chiamano Sindrome di Rubens. Cugina della più nota Sindrome di Stendhal, fa passare dall’ammirare un quadro ad ammirare la bella sconosciuta che avete a fianco. E sembra che Cupido, tra quadri e sculture, colpisca più volentieri a Genova…

Un risultato clamoroso. A parte le spiagge e i treni, che restano al primo posto nelle preferenze dei single come luoghi per cuccare, al terzo posto irrompono i musei. Sguardi languidi a quadri e sculture, l’occhio che si sposta, accarezza la sconosciuta a fianco a voi, rapita dalla stessa opera d’arte…et voila, il gioco è fatto.
Almeno così dice l’ultimo sondaggio sui comportamenti dei single, effettuato dall’Istituto romano di psicologia. Centinaia di interviste per studiare il comportamento dei single e le tecniche di corteggiamento in decine di situazioni diverse. E tra i tanti musei che nobilitano l’Italia, a sorpresa al primo posto si piazza il Palazzo del Principe di Genova, seguito, a debita distanza, dalla Galleria dell’Accademia di Firenze e da Villa Panza di Varese.

E proprio da un quadro custodito nell’antica residenza dei Doria, Ritratto di Vescovo di Rubens, prende il nome questa particolare sindrome che favorisce le occhiate galanti e i corteggiamenti negli ovattati corridoi di musei e pinacoteche.
Da Genova, il principe consorte dell’ultima Doria, Massimiliano Floridi, conferma di aver notato fra i diecimila visitatori del primo semestre 2001, una gran quantità di single. Che, rapiti in contemplazione estatica davanti all’arte, non disdegnano evidentemente altri rapimenti. Forse incoraggiati anche da una passeggiata nel giardino dei profumi, la più vasta collezione di erbe aromatiche in un parco urbano, che inebria con effluvi di timo e basilico prima di vistare la pinacoteca.

Per quanto strano, lo studio ha serie basi scientifiche, e gli psicologi sostengono che i single che sempre di più affollano i musei lo facciano spinti da una vera sete di cultura, e non per biechi tentativi di rimorchio. Poi però, da cosa nasce cosa, la sindrome colpisce quando meno te lo aspetti, e ci si trova a lasciare il museo con un appuntamento per la sera dopo.
Vi sembra strano? Allora pensate a quel 7% che secondo il sondaggio vede come luogo ideale per il corteggiamento un ingorgo stradale…


pubblicato mercoledì 13 giugno a cura della redazione di:
http://www.hot.it/alt/sindrome_rubens/

È meno conosciuta della Sindrome di Stendhal, ma miete sicuramente più vittime: è la Sindrome di Rubens, una sorta di impulso sessuale che colpisce il visitatore durante la contemplazione di alcune opere d’arte custodite all’interno di magnifiche sale adibite a museo o giardini principeschi. Lo ha rivelato l’indagine condotta dal Professor Massimo Cicogna, presidente dell’IPSA, Istituto di Psicologia Psicoanalitica di Roma.

Questi i dati: su 2000 ragazzi intervistati all’uscita di alcune strutture museali, il 20% ha rivelato di aver desiderato, o addirittura di aver consumato, una fugace storia d’amore all’ombra di un’opera d’arte. “Era una delle teorie di Freud: scoprire il mondo fa eccitare - ha spiegato ad Exibart il professor Cicogna - “e trovarsi di fronte ad un’opera d’arte, provoca un’eccitazione legata alla percezione estetica dell’immagine”. Ecco in dettaglio la Teoria della mitopoiesi elaborata da Cicogna: “i giovani di oggi si sono di nuovo appassionati all’arte: di fronte ad essa vivono una sorta di contemplazione estetica. La cognizione dell’immagine infatti è l’acquisizione del mondo nel modo più originale che ci sia. È un processo normale: l’uomo per comprendere avvicina l’ignoto al noto. E l’arte sta proprio in questo: nel riconoscimento di certi elementi, in una percezione di tipo estetico delle immagini. Ecco perché la scoperta delle cose nell’uomo è connaturata ad un’eccitazione di tipo erotico”.

Dagli studi del professor Cicogna è nata una classifica speciale dei musei ‘a rischio’, di luoghi d’arte all’interno dei quali la Sindrome di Rubens colpisce più spesso. Primo posto spetta al Palazzo Doria Pamphilj di Genova, dove si trova il Satiro di Rubens, l’artista fiammingo che ha dato il nome alla sindrome. Al secondo c’è la Pinacoteca di Brera di Milano; al terzo la Gam, Galleria d’arte moderna di Torino, da molti indicato come il museo più sensuale d’Italia, “dove molti visitatori si sono lasciati sedurre specialmente dalla ‘Nuda’, un nudo di donna sdraiata su pelliccia bianca, dipinto da Giacomo Grosso, un pittore torinese attivo tra la fine del 1800 e l’inizio del ‘900”, come ci ha confessato Marcella Pralormo, dell’ufficio mostre della Gam.

Scorrendo la classifica, scopriamo che le altre strutture incriminate sono la Galleria dell’Accademia di Firenze, la Collezione Guggenheim di Venezia, Villa Panza a Varese, e la Galleria Borghese di Roma. Infine: sono i luoghi o le opere d’arte a causare la Sindrome di Rubens? “I luoghi principalmete, - conclude Cicogna - ma è pur vero che le due cause spesso si manifestano contemporaneamente. A certi capolavori è davvero impossibile resistere: come trattenersi, per esempio, di fronte ad alcune opere di Rubens? o ai dipinti del Caravaggio? Per non parlare del ‘Ratto di Proserpina’ del Bernini, ospitato dalla Galleria Borghese di Roma, il vertice di sensualità, erotismo e passione mai toccato da un’opera d’arte”. Attenzione: la prossima vittima potreste essere voi.


articolo di Cinzia TEDESCHI in exibart.com

Disturbi provocati dai musei. Fino ad ora si conosceva solo la sindrome di Stendhal, turbamento che provoca crisi di panico e mancamenti di fronte alle opere d’arte. Da ora in poi bisognerà aggiungere anche la sindrome di Rubens. Si tratta dello stato d’animo che si crea durante la visita a un museo, una sorta di estasi dei sensi che solo un’opera d’arte sa infondere e che per alcune persone può risultare decisamente eccitante. Tale sindrome prende il nome dal dipinto ospitato nel museo del palazzo del Principe a Genova.

Questo scompiglio sessuale è scientificamente provato. Lo rivela l’Istituto di psicoanalitica di Roma: su duemila visitatori di musei, il 20 per cento ha consumato una fugace storia o ha sperimentato comunque un approccio amoroso tra le mura di un museo. Sembra inoltre che i patiti delle bellezze artistiche non vadano nei musei con l’intento di trovare l’anima gemella. La predisposizione emotiva al rapporto amoroso deriva solo dal consumo tranquillo di un’opera d’arte.

Gli studiosi hanno stilato una classifica dei musei più eccitanti. Al primo posto si posiziona palazzo Doria di Genova, al secondo posto la pinacoteca di Brera e al terzo la galleria di arte moderna di Torino. Nella top ten troviamo però anche il Vittoriano di Roma e il museo di Capodimonte a Napoli. Inaspettata è anche la posizione che conquista il museo rispetto ai luoghi culto degli incontri amorosi. Con il 20 per cento delle preferenze, gallerie e musei si mettono alle spalle i discopub (18 per cento), i concerti (15 per cento), i traghetti (12 per cento), le auto incolonnate (7 per cento) e i rifugi di montagna (2 per cento). Meglio dell’arte ci sono solo le intramontabili spiagge, con il 43 per cento e i classici treni al 22 per cento.

Lo psicologo Willy Pasini conferma quest’analisi. “La seduzione culturale è sempre esistita, e l’arte ha sempre attivato meccanismi di alta intensità erotica”. D’altro canto Vittorio Sgarbi ammette senza incertezze, di aver vissuto d’arte e d’amore - contemporaneamente - all’ombra di più di un capolavoro. La sessuologa Serena Salomoni pone l’accento su una stranezza. “La sindrome di Rubens colpisce più gli stranieri che gli italiani”. Il motivo? Dipende da una differenza comportamentale. “Mentre noi italiani abbiamo bisogno di gesticolare, allo straniero basta la visione di un bel quadro per attivare il suo interesse e le sue reazioni”.


articolo di: Valentina Venturi per Grandinotizie.it/ 4 gennaio 2001

Ma gli internauti possono sempre contare sui siti molto più espliciti dei musei dell’eros esteri: luoghi d’incontro ancora più intriganti, pare, capaci di favorire favolosi incontri sensuali. La lista è lunga, fra i tanti consigliamo: il Museo erotico di Madrid, (), il World Museum of Erotic Art di Amsterdam, (www.opkamer.nl/amea/index.shtml ), il Museum Erotica di Stoccolma, (), la Galerie Erotic Art di Dresda, (), e per gli amanti del fetish, la Feitico Gallery di Chicago, (). È già attivo il sito del costituendo Mosex di New York, ().

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