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Il Bastone Druidico

Il Bastone Druidico, oggetto sacro agli Dei degli Antichi Celti, elemento di magica unione tra Cielo e Terra


Il Bastone Druidico


di Myrddin

Il Bastone magico di Gandalf, lo stregone che ha un ruolo centrale nel Signore degli Anelli e che è una sorta di alter ego diMago Merlino, ha conquistato l’immaginario di moltissime persone, ma quale risvolto presenta questo oggetto così suggestivo nella tradizione celtica?

Occorre dire che si tratta sicuramente di un oggetto che a pieno diritto appartiene alla cultura e alla spiritualità dei druidi.

Di ciò vi sono evidenze mitologiche, archeologiche e letterarie fin troppo chiare e inconfutabili.

Leggendo attentamente gli racconti antichi irlandesi, e gallesi, a cominciare da quel che è stato pubblicato in italiano, si trovano molteplici riferimenti pertinenti; per tacere del fatto che, come testimonia Guyonovarc’h, ci sono ancora 30.000 pagine di scritti antichi irlandesi che non sono ancora state tradotte.


Premessa


Plinio il Vecchio narra dell’uovo di serpente, da alcuni ritenuto il cosiddetto “riccio di mare”, che sempre secondo Plinio godeva in Gallia di grande popolarità. Il naturalista latino lo definisce ovum anguinum, (uovo di serpente) e lo pone in relazione con le dottrine druidiche, stimate però come superstizioni molto vaghe.

Egli narra, in XXIX, 52, dell’uso che i druidi facevano di alcune uova di serpente che, una volta raccolte in periodi stabiliti, avevano il grande potere di rendere invincibile chi le possedeva. Plinio il Vecchio si sofferma a confutare la veridicità di questa credenza con un fatto realmente accaduto: un esponente del popolo dei Voconzi, che aveva raggiunto il rango di cavaliere, fu fatto uccidere dall’imperatore Claudio, solo perché mostrava di credere nella potenza dell’uovo che aveva con sé (il che non stupisce molto, se si ricordano gli editti di Claudio per sradicare una volta per tutte il potere dei druidi nelle province galliche dell’impero).

Dunque si palesa qui in modo prepotente la forza magica e il potere del serpente, quello stesso serpente che nel celebre Calderone di Gudenstrup appare in mano al Dio Kernunnos, a mo’ di bastone del potere.

SI tratta dello stesso serpente che ho potuto vedere, in mano ad un Dio dalla testa di tipica fattura celtica su un menhir datato 1000 a.C. nel piccolo museo di St. Raphael, in Provenza.

Dunque balza subito all’occhio una evidente analogia tra il serpente e il bastone tradizionalmente ritenuto strumento dei druidi.

Per meglio approfondire l’argomento, esporrò alcuni esempi che dimostrano ad abundantiam l’importanza di tale bastone nella religione druidica e nelle credenze celtiche.


1. Il Bastone degli Dei Nantosuelta e Succellos


Innanzitutto, come mi è stato fatto notare da Lucrezia Testa Iannilli, esiste il rilievo conservato nel museo storico del Palatinato a Speyer che raffigura la Dea Celtica Nantosvelta (o Nantosuelta), che in un buon numero di raffigurazioni è invece accompagnata dal Dio Succellos (il Buon Battitore), nell’atto di reggere un bastone sulla cima del quale vi è una piccola casetta. La Dea sarebbe “la buona spingitrice del ruscello, e dunque rappresenterebbe l’impulso vitale che da fertilità [cfr. S. & P. Botheroyd, Mitologia Celtica, Keltia editrice 2000, p. 216-217].

Ecco l’immagine di Nantosuelta

http://www.hom.shuttle.de/hom/spg/ausgrabung/109nantosuelta.jpg

Ed ecco l’immagine della Dea e del suo consorte, il Dio Succellos, entrambi con il bastone.

http://groupedruidiquedesgaules.chez.tiscali.fr/lagedorduDruidisme.htm

Ricordiamo che secondo Le Roux-Guyonovarc’h, I Druidi, pag. 416, “nei fatti, rispetto agli uomini normali estranei alla categoria sacerdotale, tutti gli dei sono druidi , esattamente come tutti i druidi sono dei. L’equivalenza era biunivoca e veniva intesa proprio in tale modo “Cathbad dall’amabile viso mi ha istruito, dopo Dechtire (sua madre), finchè non sono stato edotto nelle arti del Dio del druidismo”". Inoltre: il “druida umano … è Dio per almeno due ragioni: in primo luogo perchè discende in linea diretta, in principio, dai druidi primordiali - e questa sola idea costringe ad ammettere la realtà sacra della cosa concepita -; in secondo luogo perchè le sue facoltà e le sue conoscenze lo rendono un intermediario tra gli Dei e gli uomini. Il Druida degli antichi Celti è un vero e proprio ‘Dio terreno’”.

Dunque se il druida è anche dio, nulla appare più verosimile che l’uso druidico del bastone divino degli dei Succellos (omologo gallico dell’irlandese Dagda) e Nantosuelta.


2. Il bastone del fili (bardo)


Una testimonianza letteraria sull’uso del bastone da parte della classe druidica celtica, solo per fare un’esempio, è contenuto nell’opera irlandese antica La Visione di Mac Conglinne, risalente al 1100 d.C., nel quale si narra delle avventure rocambolesche di “una figura eccentrica ambivalente: un clerech che può impartire l’eucarestia ed un fili, poeta veggente, continuatore della funzione druidica, sapiente e buffone, martoriato e gaudente, vittima e guaritore” (p. IX Introduzione, Ed. Einaudi). Ed ecco cosa fa il nostro eroe:

12: Il mattino si levò di buon ora, si rimboccò la camicia al di sopra delle rotondità superiori e si avvolse nelle pieghe della cappa bianca. Sopra il mantello portava uno spillone di ferro.

Sollevò la sacca sulla curva della schiena, con la destra prese un bastone dalla grossa impugnatura, ben bilanciato, lungo cinque spanne [da una estremità all’altra] …

E dunque i druidi entravano nei boschi sacri nascosti nella profondità delle foreste, o colline sacre (in Irlanda, Galles e Scozia, Galia ecc.) con i loro bastoni divini, come fa ancor oggi chiunque faccia trekking con impegno, ma anche il semplice contadino e la persona anziana …

Per non dimenticare poi che in società nelle quali l’allevamento rappresentava una risorsa fondamentale, come quelle celtiche, i pastori usavano, con tutta evidenza, bastoni come strumento di lavoro e mezzo per muoversi agevolmente lungo i sentieri …


3. Incisioni rupestri di epoca celtica


Vi sono alcune interessanti incisioni rupestri (Naquane, Valle Camonica) del periodo di influenza celtica (400-500 a.C.).

a) Sacerdote che corre: http://spazioinwind.libero.it/escursioni/irup26.jpg

(il fatto che gli archeologi insistano a considerare le due linee che stringe in mano non come crepe della roccia ma come incisioni volontarie dovrebbe farci pensare).

B) Dio Cernunnos: http://www.geocities.com/HotSprings/1792/rupe3.gif

(pare che alle sue spalle ci sia un bastone contorto, che in molti però interpretano come serpente: tuttavia nell’antichità il bastone era un feticcio del serpente - come ci insegna Mosè - )

Interessanti queste evidenze, tra l’altro Kernunnos nel calderone di Gudenstrup tiene in mano un serpente, che sembra un bastone, e quando si dice che San Patrizio cacciò dall’Irlanda i serpenti, il riferimento era, esplicitamente, ai druidi e all’antica religione pagana.

Nel Museo di St. Raphael in Provenza vi è un menhir che raffigura una testa divina e un lungo serpente.


4. Il buon senso


Il senso comune, il buon senso, che a volte è merce più rara di quel che si pensa.

Secondo tale buon senso non è affatto strano e improbabile immaginare che il bastone fosse un oggetto druidico.

Dalla preistoria fino all’altro ieri è stato uno degli utensili quotidiani più comuni e semplici che accompagnava la vita degli uomini.

Basta passare un pò di tempo in un bosco o sulle montagne per rendersi conto quanto sia istintivo e pratico cercare qualcosa di naturale che aiuti la camminata ed eventualmente a difendersi dalle insidie delle foreste, che erano, quale nemeton, la catedrale druidica per autonomasia..

Inoltre era indispensabile nella pastorizia o nella semplice raccolta dei frutti naturali.

Quindi è evidente che in tutte le culture antiche, celtica compresa, il bastone fu proprio uno dei primissimi strumenti ad essere utilizzato simbolicamente anche al di fuori delle sue funzioni pratiche originarie.


5. In Scozia


Da “Description of the western islands of Scotland” di Martin Martin 1695

“… al momento della scelta di un capo per il governo del suo clan dovevano essere osservate alcune formalità; veniva eretto un mucchio di pietre come a formare una piramide alla sommità del quale veniva posto il giovane capo, tutti i suoi amici e seguaci si mettevano in cerchio sotto di lui; questa elevazione stava a significare l’autorità sopra di essi e l’obbedienza degli altri verso il capo. Uno dei principali amici del capo consegnava nelle sue mani la spada ricevuta dal padre e UN BASTONE BIANCO, immediatamente dopo il capo dei druidi iniziava un panegirico retorico basato sulla discendenza, sul valore e la liberalità della familia…

(1695-1773 “Attraversando le Highlands” R.Rossi MR Zibellini 2002)


6. Incantesimo druidico con il bastone di Oisin

Druid Spell Stick from the Oisin in Tir na n-Og


“Then he took a rod of Druidic spells, and calling the daughter up before him, he struck her with the rod, and put a pig’s head on her in place of her own.”

Source: Jeremiah Curtin, Myths and Folk-Lore of Ireland (Boston: Little, Brown, and Company, 1890), pp. 230-233.


7. Il druidico bastone di legno di pioppo


Nell’Irlanda celtica il bastone di legno di pioppo che veniva adoperato per misurare i corpi e le tombe dei defunti, dopo che un particolare rango di druidi lo aveva preparato incidendovi alcune dlettere dell’alfabeto Ogham, era conosciuto con il nome di fè.

Riccardo Taraglio, Il vischio e la quercia. Spiritualità celtica nell’Europa druidica. EDizioni Età dell’Acquario, Torino 2001

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