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Milano Celtica: le insegne INAMOVIBILI della Dea Insubre

La Dea di Milano e la Madonnina

Milano Celtica: le insegne INAMOVIBILI della Dea Insubre

Scrive lo storico greco Polibio (Storie II, 32, 5-6)
I capi degli Insubri, vedendo che le mire dei Romani erano sempre le stesse, decisero di affidarsi ad un giudizio della Sorte e di combattere in uno scontro totale contro di loro.
Quindi radunarono in uno stesso luogo tutte le forze di cui disponevano, asportarono dal tempio di Athena le insegne d’oro chiamate ‘inamovibili’ e fecero in modo accurato tutti gli altri loro preparativi. Poi pieni di coraggio e in modo da provocare una terribile impressione, disposero gli accampamenti contro quelli nemici. In totale erano circa cinquantamila.

Commenta Anna Ceresa Mori (Le origini di MIlano, in 3° Convegno Archeologico Lombardo - La Protostoria in Lombardia, Atti del Convegno, Como, Villa Olmo 22-23-24 ottobre 1999, pagg. 363), protagonista delle campagne di scavo a Milano negli ultimi anni:

Parlando del 223 a.C. Polibio cita il tempio di una divinità celtica assimilayta ad Athena, dove erano conservate le insegne auree “cosidette akinêtous (inamovibili)”, di incerta collocazione topografica, ma generalmente collegato dagli studiosi al centro insubre (Polibio, II; 32, 6; A. Sartori, Un’interpretatio, ma solo topografica, in Studi in Onore di Albino Garzeti, a cura di C. Stella e A. Valvo, Brescia 1996, p. 387, nota 28 con bibliografia).
Sul signficato del termine akinêtous (inamovibili) sembrano interessanti le osservazioni di Sartori, secondo qui il concetto di inamovibilità delel insegne im’lica la facoltà di garantire “pari salda e solida immobilità ai loro detentori,, che le esponessero i campo aperto per farsene baluardo morale” (ibidem, pp. 387-388, nota 29).

Insomma, un po come quando si assume una posizione IRREMOVIBILE, i celti insubri di Milano prima della battaglia decisiva contori consoli Publius Furius Philus and Caius Flaminius, decidono di assumere un atteggiamento di fermezza irremovibile collocando tra le loro fila le insegne d’oro della Luminosa Dea Mediolanense equivalente a Athena (Minerva), per lo più identificata con la Dea Solare, dorata, Belisama. consorte di quel Belenos oggetto di grande venerazione ad Aquileia, anche in epoca romana, e che tante tracce ha lasciato nei toponimi di alcune città del nord Italia.
Da notare che la Madonnina d’oro del Duomo di Milano può apparire a taluni, come lo scrivente, come una tarda epifania della Dea insubre dalle insegne dorate

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