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Archeologia insubre: Mediolanum

L'archeologia riscopre le radici celtiche di MIlano

Archeologia insubre: Mediolanum

Per molto tempo il ruolo fondamentale della Milano Insubre nella storia della Gallia Cisalpina, attestato da molteplici fonti antiche, è sfuggita all’indagine archeologica, fino a tempi recenti. Tuttavia, come ci informa il seguente utilissimo brano di sintesi, tratto da un’opera di difficile reperibilità di Maria Teresa Grassi, storica e archeologca docente alla Università degli Studi di Milano, che cose, infine, sono mutate.

“Fino a tempi recentissimi, una lacuna grave dell’archeologia insubre riguardava il centro di Mediolanum, a cui tutte le fonti antiche riconoscevano un ruolo di primo piano nell’organizzazione territoriale politica degli Insubri (1).

Ma i numerosi scavi stratigrafici condotti, a partire dagli anni ‘80, dalla Soprintendenza Archeologica della Lombardia in diverse zone di MIlano stanno ora gradualmente colmando questo vuoto.

La completa edizione degli scavi darà un contributo fondamentale alla conoscenza della Mediolanum insubre, per cui appariva finora quanto meno anomala la totale assenza di documentazione.

In particolare, per il IV-III sec. a.C. risultano di grande interesse gli scavi di via Moneta del 1991, di cui finora sono state pubblicate soltanto alcune notizie preliminari (2).

In via Moneta è stato identificato, per la prima volta, un elemento strutturale dell’impianto insubre di Mediolanum, un fossato difensivo, le cui dimensioni ridotte hanno indotto a credere che fosse destinato “ad un edificio sacro o ad un settore dell’oppidum occupato da costruzioni di particolare importanza (3).

IL suo riempimento, che costituisce il terminus ante quem per l’utilizzo del fossato, si data alla metà del II sec. a.C., in un momento di trasformazione urbanistica della città, legata alla fase iniziale della romanizzazione.

Numerosi sono i frammenti residui di ceramica di IV-III sec. a.C. in giacitura secondaria (4), a cui si deve aggiungere un reperto numismatico eccezzionale, una dracma padana di stile “naturalikstico” del III sec. a.C., dall’Arslan attribuita alla zecca insubre mediolanense (5).

Questi primi dati, seppure ancora preliminari, aprono finalmente uno squarcio sulla MIlano insubre del IV-III sec. a.C., scomparsa a causa dei cospicui interventi urbanistici del II-I sec. a.C. che travolsero le frragili strutture della fase precedente.

da pag. 23 di Grassi, Maria Teresa - La *romanizzazione degli Insubri : Celti e Romani in Transpadana attraverso la documentazione storica ed archeologica / Maria Teresa Grassi. - Milano : ET, 1995. -Collana di studi di archeologia lombarda

NOTE

(1) Kruta, 1993, Città e territorio presso i Celti: il caso INsubre in “NotMIlano, LI-LII, pp. 47-54

(2) Ceresa Mori, 1990-1991, La Tarda età del Ferro a Milano alla luce dei recneti ritrovamenti, in SIbrium, 21, pp. 247-258; Ceresa Mori 1992, La zona del Foro e l’urbanistica di Mediolanum alla luce dei recenti scavi in Felix Temporis Reparatio, a cura di G. Sena Chiesa e E.A. Arslan, Atti del Convegno Archeologocio Internazionale “MIlano Capitale” (Milano, 8-11 marzo 1990, Milano, pp. 27-43) p. 28

(3) Ceresa Mori 1990-1991 cit. p. 254

(4) M. Tizzoni, Prime osservazioni sui materialipreromani provenienti dagli scavi di via Moneta e della Biblioteca AMbrosiana di Milano in Sibrium, 21, 1990-1991, p. 259 ss.

(5) pp. 78-81 Arslan, 1990, Le monnayage celtique de la plane du Pò (IV-III siecles avant J.C.) in Etudes Celtiques, XXVII, 1990, pp. 71-97

p. 72 Arslan 1991, Le monete, in Scavi MM3, 3.2, pp. 321-331

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