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Triadi Bardiche. preziosi pensieri per focalizzare l'anima

Ogni Triade è come un prezioso Koan zen, un enigma da interpretare e "risolvere" con la nostra intuizione, la nostra sapienza, la nostra sensibilità. Nell'addestramento bardico dell'OBOD si apprendono a memoria alcune di queste triadi, vanno anche trascritte su un proprio "quaderno", sul quale vanno poi sviluppate le proprie riflessioni e i propri pensieri più profondi e istintivi.

Triadi Bardiche. preziosi pensieri per focalizzare l’anima

di Myrddin

I Barddas costituiscono il contenuto di una una raccolta compilata con il materiale in possesso di un bardo gallese, Llywelyn Sion, bardo di Glamoran, nel 1560, poi tradotta da Jolo A: Williams ap Ithel (Morgannwg) per la Welsh Manuscript Society nel 1794.

Il professor Guyonvarc’h, massimo studioso mondiale di druidismo, da una valutazione delle triadi bardiche portate alla luce da Iolo Morgannwg piuttosto interessante.

Scrive infatti che sebbene le Triadi Bardiche (Barddas) gallesi contengano una teologia in essenza cristiana e siano state compilate con un linguaggio gallese moderno, presentano al loro interno un’organizzazione e alcuni concetti che riprendono la tripartizione e la trifunzionalità celtica e indoeuropea. Pertanto devono essere considerate con estrema prudenza, ma almeno per dovere di citazione, non vanno totalmente escluse da un discorso sulla religione celtica (La societè celtique Editons Ouest France 1991, pagg. 185-188). Un discorso prudente, rispettoso ed equilibrato rispetto al legame tra queste triadi e l’antico insegnamento druidico, d aparte di uno studioso di grandissimo rigore filologico e storico..

Inoltre T.W. Rolleston nel suo I Miti celtici, Tea editore 1998, pagg. 299 scrive che “i Barddas sono un’opera di interesse filosofico considerevole , e anche se rappresentassero solo una particolare corrente del pensiero cimrico del sedicesimo secolo, meriterebbero la considerazione degli studiosi di questioni celtiche. Non hanno certo la pretesa di essere un’opera puramente druidica …. Ma a tratti si incontra una vena di pensiero che certamente, qualsiasi cosa possa essere, non è cristiano, e rivela un sistema filosofico indipendente”.

In effetti queste Triadi sono il fondamento spirituale della maggior parte degli ordini e gruppi druidici esistenti nel mondo, e ispirano anche le congreghe (coven) wicca del Galles: ognuno poi è libero di identificare in ciò che è Divino, la Dea, il Dio, o gli Dei con i quali si sente a proprio agio.

Il campione che presento è stato da me nuovamente tradotto (dando al Divino un senso che è quello di fondo dell’opera, e comprende tutte le varie forme in cui i pagani riconoscono la o le divinità), per trasmettere il profondo, e per me insuperabile, messsaggio spirituale che queste frasi trasmettono, ancora oggi, a distanza di centinai di anni.

In effetti ogni Triade è come un prezioso Koan zen, un enigma da interpretare e “risolvere” con la nostra intuizione, la nostra sapienza, la nostra sensibilità. Nell’addestramento bardico dell’OBOD si apprendono a memoria alcune di queste triadi, vanno anche trascritte su un proprio “quaderno”, sul quale vanno poi sviluppate le proprie riflessioni e i propri pensieri più profondi e istintivi.

Sono preziosi stimoli per far rinascere in noi un approccio al Divino, troppo screditato, nella nostra epoca, dagli interessi politici e materiali delle istituzioni religiose, che invece è un elemento essenziale della nostra personalità, mutilata in questa epoca di mercificazione esasperrata e di fretta superficiale. Qui si recupera la parte essenziale dell’insegnamento spirituale più antico che proviene dal numinoso..Si riannodano i fili di una concezione magica dove ogni cosa che vive è abbracciata ad ogni altra.

E’ anche importante notare che il fine è quello della Felicità Suprema, e quindi una spiritalità gioiosa, che si fonda sulla bellezza divina dell’esistenza in tutti i suoi aspetti, anche se questo è qualcosa che incotnra ostacoli oscuri che dobbiamo avere la forza di oltrepassare. A volte l’espresione è enigmatica, scondo lo stile degli antichi druidi.Altre volte illuminante come un fulmine a ciel sereno …

1. Vi sono tre Unità originarie, e non può esisterne più che una di ognuna:

- una è ciò che è Divino

- una è la verità

- uno è il punto di libertà, e questo è quello dove tutti gli opposti si equilibrano.

2. Tre cose emanano dalle tre Unità originarie:

- tutta la vita

- tutta l’eccellenza

- tutta la forza

3. Ciò che è Divino consiste necessariamente di tre cose:

- il massimo della vita;

- il massimo della sapienza;

- il massimo della forza

e in ogni cosa non può esserci che un solo massimo.

4. Vi sono tre cose che ciò che è Divino non può non essere:

. ciò che deve essere la perfetta eccellenza;

- ciò che desidera essere la perfetta eccellenza;

- e ciò che può essere la perfetta eccellenza.

5. The three witnesses of God in respect of what He has done and will do: infinite power; infinite knowledge; and infinite love; for there is nothing that these cannot perform, do not know, and will not bring to pass.

I tre testimoni di ciò che è Divino rispetto a quanto ha manifestato e a quanto manifesterà:

- forza infinita:

- sapienza infinita:

- amore infinito

e non c’è nulla che questi non possano realizzare, non possano conoscere, non possano oltrepassare.

6. Le tre finalità di ciò che è Divino nel regolare ogni cosa che esiste:

- indebolire ciò che è funesto

. rafforzare la prosperità

- e maifestare tutta la capacità di discriminare ciò che deve essere conosciuto da ciò che non deve essere conosciuto.

7. Tre cose che ciò che è Divino non può non realizzare:

- ciò che è più vantaggioso;

- ciò che è più necessario;

- è ciò che è più bello in ogni cosa.

8. I tre fondamenti immutabili dell’esistenza:

- ciò che non può essere altrimenti;

- ciò che non ha bisogno di essere altrimenti;

- e ciò che non può essere meglio concepito;

e qui tutte le cose finiscono..

9. Le tre cose che esistono necessariamente:

- la forza suprema,

- l’intelligenza suprema

- e l’amore supremo di ciò che è Divino

10. Le tre caratteristiche di ciò che è Divino:

- vita a cui non manca nulla

- conoscenza a cui non manca nulla

- forza a cui non manca nulla.

11. Le tre cause degli esseri viventi:

- l’amore per ciò che è Divino secondola più perfetta intelligenza;

- la comprensione di ciò che è Divino con ogni possibile mezzo;

- e la forza della Divinità in accordo con la suprema volontà, l’amore supremo e l’intelligenza suprema.

12. Vi sono tre Cerchi dell’esistenza:

- il Cerchio di Ceugant [Cerchio Vuoto] dove vi è niente altro che ciò che è Divino; nella vita e nella morte, e nessuno se non ciò che è Divino lo può attraversare;

- il Cerchio di Abred [Cerchio del Destino Ineluttabile, Mondo della Necessità], dove tutte le cose provengono per natura dalla morte, e l’uomo lo deve attraversare;

e il Cerchio di Gwynvyd [Cerchio di Beatitudine, Circolo Bianco, Terra dell’Eterna Giovinezza], dove tutte le cose sgorgano alla vita, e l’uomo lo attraverserà nella Suprema Felicità.

13. Vi sono tre stati di esistenza per gli esseri viventi:

- : lo stato di Abred [Destino Ineluttabile, Mondo della Necessità] nell’ Annwn [Mondo sotterraneo, l’Oscuro, l’Abisso, l’Inconscio];

- lo stato di libertà nell’umanità;

- e lo stato di amore, che è Gwynvyd [Feilcità] nella Felicità Suprema.

14. Vi sono tre necessità per tutte le esistenze animate:

- un inizio nell’Annwn [Mondo sotterraneo, l’Oscuro, l’Abisso, l’Inconscio];

- una progressione nell’Abred [Destino Ineluttabile, Mondo della Necessità];

- e la pienezza nella Felicità Suprema, che è il Cerchio di Gwynvyd [Cerchio di Beatitudine, Circolo Bianco, Terra dell’Eterna Giovinezza],

senza queste tre necessità non esiste niete altro che ciò che è Divino.

.

15. Tre cose sono necessarie nell’Abred [Destino Ineluttabile, Mondo della Necessità];

- il minimo di tutta l’animazione, e questo è l’inizio;

- la sostanza di tutte le cose, e questa è la crescita che non può aver luogo in nessun altro stato (dell’esistenza);

- e la formazione di tutte le cose fuori dalla morte, da qui la diversità dell’esistenza.

16. Tre cose non possono non esistere che per mezzo della imparzialità di ciò che è Divino:

- sopportare con gli altri la sofferenza nell’Abred [Cerchio del Destino Ineluttabile, Mondo della Necessità], perchè senza di essa nessuno può ottenere la perfetta sapienza di ogni cosa;

- condividere l’eguale privilegio dell’Amore di ciò che è Divino;

- e infine, grazie alla forza di ciò che è Divino, arrivare a fare quanto è giusto e compassinevole.

17. Le tre necessarie ricorrenze di Abred [Cerchio del Destino Ineluttabile, Mondo della Necessità],

- raccogliere la sostanza di ogni stato della vita;

- raccogliere la conoscenza sapiente di ogni cosa,

- e raccogliere la potenza intellettuale, fisica e morale per trionfare su ogni avversità e su Cythraul [ciò che si oppone al Divino, ciò che corrompe], ed essere liberati da ciò che è funesto.

Senza questo trasitare attraverso ogni stato della vita, nessun essere animato o specie può raggiungere la pienezza.

18. Le tre calamità originarie di Abred [Cerchio del Destino Ineluttabile, Mondo della Necessità]:

- la Necessità (inelluttabile);

- Dimenticare;

- e Morire.

19. Le tre necessità primarie, prima che si possa ottenere la pienezza della sapienza:

- attraversare Abred [Cerchio del Destino Ineluttabile, Mondo della Necessità]:;

- attraversare Gwynvyd [Cerchio di Beatitudine, Circolo Bianco, Terra dell’Eterna Giovinezza],

- e ricordarsi di ogni cosa che riguarda Annwn [Mondo sotterraneo, l’Oscuro, l’Abisso, l’Inconscio];

20. Tre cose indissolubilmente connesse con Abred [Cerchio del Destino Ineluttabile, Mondo della Necessità]:

- dimenticare ciò che non può essere altrimenti;

- fuggire dalla morte o da ciò che è funesto e da Cythraul [ciò che si oppone al Divino, ciò che corrompe],

- e accrescere la vita e l’eccellenza, essendoci liberati da ciò che è funesto nella fuga dalla morte; è questo per l’amore di ciò che è Divino e che abbraccia ogni cosa.

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