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Stonehenge Luogo Sacro

Il senso divino, il potere magico e misterioso e l'incanto indescribile che questo imponente monumento sacro.

Stonehenge Luogo Sacro

di Myrddin

 

Premessa

Più di uno, anche viaggiatori spirituali  piuttosto noti,  me ne aveva parlato male, per l’ubicazione (su un incrocio con una grossa arteria stradale), per la ressa, per le recinzioni, la sorveglianza poliziesca, qualcuno addirittura perché “sono solo sassi, neanche grandi, che tutto sommato si possono vedere dall’esterno del recinto”.

Io ci sono andato, il 13 agosto 2004 (partenza alle 4,30 del mattino da Paimpont, al centro della magica foresta bretone di Broceliande, corsa pazza nella nebbia più totale  fino a Cherbourg, qui traghetto per Poole, arriviamo alle 12 circa, poi in auto fino a Salisbury, piccola visita alla città e alla cattedrale, che ha la torre di  chiesa più alta del mondo, e poi di corsa fino a Stonehenge)  sicuro che le considerazioni dei critici si appuntassero (come sempre accade) su  aspetti marginali e inifluenti rispetto al senso  divino, al potere magico e  misterioso e all’incanto indescribile che questo imponente monumento sacro dei nostri antichi antenati trasmette a chi sa sintonizzarsi su di esso.

Sono entrato nel “recinto” di Stonehenge (che letteralmente significa Pietra appesa), e consiglio di farlo a chiunque ne abbia la possibilità, perchè pagando le 5 sterline dell’ingresso vi consegneranno un prezioso apparecchio elettronico con cuffia che costituisce una ampia e dettagliatissima audio-guida in italiano (! una vera rarità all’estero, dove neanche gli opuscoli dei musei sono nella nostra lingua), che fornisce ogni tipo di informazione storica, archeologica, leggendaria e mitologica sul monumento e su tutta l’area che lo circonda.

Appena entrato, emergendo alla luce dopo essere passati per un sottopassaggio, ho avvertito una emozione strordinaria: il tempio che avevo sognato tante volte era lì, davanti ai miei occhi, attorniato da miriadi di persone, alcune distratte, altre attentissime ad ascoltare le spiegazioni dell’audioguida e a guardare attentamente ogni dettaglio, altre ancora, prevalentemente donne, effettuavano a piedi scalzi circoambulazioni in senso orario del sacro recinto, con evidente intento celebratorio.

Altri ancora stavano sdraiati nell’erba. una varia umanità si accalcava attorno a questo sacro monumento pagano, che da 5.300 anni sfida il tempo e la stupidità degli uomini (che con vari pretesti, anche religiosi, hanno cercato di abbatterne le pietre). Ma l’antico Dio solare è ancora vivo, e il suo respiro genera la forza infinita che si percepisce in quel luogo.

 

Queste pietre, alte anche più di 7 metri (oltre ilmetro e mezzo interrato), queste  porte magiche (triliti), che hanno visto infiniti solstizi e moltissijme eclissi, la loro disposizione a cerchi concentrici, tre (il numero sacro dei popoli antichi), un cielo cangiante, dall’azzurro al cupo, e poi ancora all’azzurro, il clima fresco e gradevole, dopo il gran caldo italiano, il percepire un’energia sconosciuta nell’aria frizzante, tutto questo ha disegnato un momento decisivo della mia vita.

Quelle pietre ora sono dentro di me, per sempre,

Stonehenge è un luogo fin troppo  suggestivo.
Secondo la leggenda Uther Pendragon padre d’Artù, convinto da Merlino, voleva  portare l’anello dei giganti (Stonehenge) dall’Irlanda alla piana di Salisbury per commemorare nobili britannici assassinati a tradimento dai sassoni. Partì con un esercito di 15000 uomini, ma non riuscendo nell’impresa chiese aiuto a Merlino, il quale con gli artifici e la magia trasportò tutte le pietre fino a dove si trovano oggi.

Sempre secondo questa leggenda sotto le pietre di Stonehenge sono seppelliti Uther Pendragon, suo fratello Aurelio Ambrosio e il successore d’Artù, Costantino.

 

Approfondirò le leggende su Stonehenge in seguito, ma questo vero patrimonio storico dell’Umanità è un tesoro incredibile, che rivela conoscenze astronomiche insospettabili nei nostri antenati, che presenta una quantità notevolissima di oggetti rituali (visibili al Museo di Salisbury e a quello di Devices, anche Torques d’oro!) e che è al centro del più incredibile reticolo di luoghi sacri, e fortificazioni celtiche che si conoscano.

Era veramente, e resta ancora un centro sacro degli Antichi, e dei moderni capaci di riconoscere che le radici profonde non gelano, mai.

 

Stonehenge e il suo circondario sono un luogo sacro per alcuni oggi così come dovevano esserlo per i popoli preistori che li realizzarono.

Per certi aspetti - in particolare per l’astronomia e lo studio dell’allineamento dei monumenti - il mondo archeologico sta arrivando ad un accordo intellettuale con il pensiero New Age.

Per altri - Atlantide o campi di forze elettromagnetiche - le due correnti sono distanti più che mai.

Il continuo e avido interesse per il paranormale e un crescente senso di rispetto per la terra spiegano il considerevole, generale interesse per Stonehenge.

(David Souden - Stonehenge - Un paesaggio di pietre e misteri.  Corbaccio editore, Milano 1998, pag. 147)

 

 

STONEHENGE

 

Stonehenge è un complesso di pietra che si erge isolato nella vasta piana di Salisbury, nel sud dell’Inghilterra.

Ma questa, come a volte accade, è solo l’apparenza: in realtà è al centro  di un immenso e incredibile sistema di monumenti, strutture e insediamenti oreistorici.

 

La natura sacra di Stonehenge emerge con forza dagli studi storici, archeologici e archeoastronomici dedicati a quello che è uno dei siti più emblematici della cultura dell’uomo su questo pianeta.

 

E’ interessante rileggere la storia di questo sito, nei racconti e nelle testimonianze che dall’antichità più remota sono giunte fino a noi, sempre con un senso di ammirata e ispirata reverenza verso una dei luoghi sacri più stupefacente che l’uomo antico abbia concepito e realizzato.

 

Il significato di questo tempio sacro di una religione antica lo si è ricercato nella sua funzione sia religiosa sia di  calcolatore astronomico, del fatto che tramite esso si potevano prevedere le eclissi di sole, e di luna, il sorgere e il tramontare del sole,  e anche altri fenomeni celesti, il tutto in un contesto religioso caratterizzato da grandi e  potenti Divinità allineate con il Sole e la Luna.

 

Ma prima di questa ricerca moderna del significato, nel passato, molte cose sono state scritte su questo magnifico esempio della sensibilità umana per il sacro, il divino, il meraviglioso, questo tempio di un Dio Antico ancora capace di comunicare quacosa che l’abissale profondità della nostra anima forse riesce a percepire, con stupore  e incanto.

 

STONEHENGE SECONDO  ECATEO E DIODORO SICULO

Le prime notizie intorno alle attività legate all’Astronomia e portate avanti dai Druidi le dobbiamo ad Ecateo.
In tale contesto è interessante riportare le sue considerazioni, trascritte da  Diodoro Siculo (Biblioteca storica, Diodoro Siculo, libro II, 47):

47. Dal momento che abbiamo riservato una descrizione alle parti dell’Asia rivolte a nord, crediamo che non sia fuori luogo trattare le storie che si raccontano a proposito degli Iperborei. In effetti, tra coloro che hanno registrato gli antichi miti, Ecateo e alcuni altri affermano che nelle regioni poste al di là del paese dei Celti c’è un’isola non più piccola della Sicilia; essa si troverebbe sotto le Orse e sarebbe abitata dagli Iperborei, così detti perché‚ si trovano al di là del vento di Borea. Quest’isola sarebbe fertile e produrrebbe ogni tipo di frutto; inoltre avrebbe un clima eccezionalmente temperato, cosicché‚ produrrebbe due raccolti all’anno. Raccontano che in essa sia nata Leto: e per questo Apollo vi sarebbe onorato più degli altri dei; i suoi abitanti sarebbero anzi un po’ come dei sacerdoti di Apollo, poiché‚ a questo dio si inneggia da parte loro ogni giorno con canti continui e gli si tributano onori eccezionali. Sull’isola ci sarebbe poi uno splendido recinto di Apollo, e un grande tempio adorno di molte offerte, di forma sferica”"

Molti autori ritengono che “il testo si riferisce sicuramente ai Celti (gli Iperborei) essendo datato 300 a.C. e l’isola potrebbe essere la Britannia”, inoltre “qualcuno ha proposto Stonehenge per il tempio ..” (Adriano Gaspani e Silvia Cernuti - l’astronomia dei celti - “Stelle e misura del tempo tra i Druidi” - Keltia edizioni).

 

STONEHENGE E LA MAGIA DI MERLINO

 

Geoffrey di Monmounth nel 1136 scrisse:

Aurelio ordinò a Merlino di erigere attorno alla sepoltura le pietre che aveva trasportato dall’Irlanda. Merlino obbedì agli ordini  del Re e pose le pietre in cercio attorno alla sepoltura, esattamente nello stesso modo iin cui erano state sistemate sul Monte Killarus in Irlanda, in questo modo provando che l’abilità era superiore ad ogni forza bruta

(Geoffrey di Monmouth, Historia Regum Britannie, vedi G. Agrati e M.L. Magini - a cura di -  Merlino l’incantatore, volume 2 pag. 363 Mondadori, Milano 1996)

 

“Merlino andò a trovare Uther Pendragon e lo portò nella piana di Salisbury. Il re non poteva credere ai propri occhi: nel luogo in cui si era svolta la battaglia si ergeva un cerchio di pietre magnificamente disposte, al centro del quale si trovava una roccia piatta che rifletteva i raggi del sole nascente.

“Non so come tu abbia fatto”, disse Uther a Merlino, “devo ammettere però che non mi aspettavo un simile prodigio!”.

L’indovino replicò: “Questo monumento sarà la testimonianza della vittoria tua e di Emrys. Lo dovevi alla memoria di tuo fratello. Ma sappi che si dirà che è la Danza dei Giganti, e che gli spiriti vengono in questo luogo, tra queste pietre, ogni notte in attesa della luce che infiammerà il mattino e ridarà vita al mondo”

Così Jean Markale ritrascrive diverse versioni sulla  magia di Merlino, commentando infine:

“si tratta evidentemente dello strano monumento di Stonehenge… Questo monumento, datato alla fine dell’era megalitica, è stato trasformato più volte durante l’età del bronzo … Bisogna anche sottolineare il fatto che uno dei cerchi del monumento (sono infatti diversi) è composto di pietre blu provenienti dalla contea di Pembroke, a diverse centinaia di chilometri (240 miglia, n.d.r.) da lì. La leggenda di Merlino e il soprannome Chorea Gigantorum sono reminiscenze di un’epoca antica e dimostrano che si tratta di un luogo sacro” [ pagg. 156 e 338 J. Markale, Il mistero del Graal, Colui che sarà re, (1992) trad. It. Milano, Sonzogno 1998].

 

 

Da notare che secondo  T. W. Rollestone (I miti celtici, Tea, MIlano 1998, pag. 318) “nel ciclo mitologico di Artù, il posto del dio del cielo e del sole Nudd appartiene ad una divinità di nome Myrddin. Una delle triadi gallesi narra che prima di essere abitata la Britannia si chiamava Clas Myrddin, il recito di Myrddin. Viene alla mente l’uso irlandese di attribuire ai luoghi prediletti l’appellattivo di “stalla del sole”: Deirdre attribuisce questonome alla sua amata dimora scozzese a Glen Etive. Il professor Rhys (John) sostiene che Myrddin era una divinità venerata in modo particolare a Stonehenge che , secondo la tradizione britannica riportata da Geoffrey di Monmouth, fu eratta da ‘Merlino?, il mago nella cui persona Myrddin è sopravvisuto sotot l’influenza cristiana”.

 

La storia di Merlino riportata da Geoffrey di Monmouth nel 1136 “è sopravvisuta, abbellita e illustrata - per secoli, e nel sedicesimo secolo si celebrava ancora l’intervento di Merlino. A quell’epoca cominciarono a prevalere opinioni più scettiche e iniziarono parallelamente le indagini più razionali e le visite dei turisti.

Eppure, in anni recenti, Merlino è stato resuscitato, non solo per via dell’interesse per il misticismo e la New Age, ma anche da Stewart Piggot, che ipotizzò che la storia incarnasse un residuo ricordo popolare del trasporto delle pietre blu dal lontano ovest, anche se dal Galles e non dall’Irlanda …>> (David Souden - Stonehenge - Un paesaggio di pietre e misteri.  Corbaccio editore, Milano 1998 pag. 140).

 

QUESTI MONUMENTI DI PIETRA

Questi monumenti di pietra non sono  presenti solo in Britannia o in Europa - sono stati trovati in tutto il mondo - in Tibet, Cina, Korea e Giappone, nelle isole del Pacifico, in Madagascar, India, Pakistan ed Etiopia, nel Medio e nel Vicino oriente, in Africa e in America.

Ma i monumenti in Europa sono i più antichi nel mondo, e fra le migliaia di circoli di pietra di tutta Europa, i più grandi di questi sono tutti nel Sud-Ovest dell’Inghilterra sulla piana di Salisbury, che comprende Stonehenge.

Edificati per grandi cerimonie, per calcolare eclissi, e per lasciare un monumento all’eternità, il circolo di Stonehenge è massiccio in modo veramente signifcativo.

Enormi pietre pagane alte oltre 12 metri innalzate per sostenere blocchi massicci pesanti tonnellate. Un anello esterno di pietre racchiude un ferro di cavallo interno di cinque enormi triliti (trilithons) - tutti posizionati in modo che il Sole al momento del Solstizio d’Estate potrebbe entrare nel passaggio formato da due grandi pietre dritte.

All’alba, in questo momento in cui l’Estate è all’apice, i primo raggi di sole penetrano il ferro di cavallo, le pietre a forma di calderone, portanto fertilità alla terra per un’altro anno, ancora.

 

CHI EDIFICÒ STONEHENGE?

Dopo 2500 anni di edificazione di megaliti, un periodo più lungo della nostra moderna civilizzazione, nessun nuovo monumento di pietra venne più innalzato.

Gli storici sono soliti dire che i Celti non avrebbero potuto innalzare Stonehenge e tutti gli altri circoli di pietra in Britannia, perchè i Druidi erano i sacerdoti dei Celti, e i Celti arrivarono in Britannia solo nel 500 a.C.. Poichè nessun monumento di pietra venne edificato dopo il 1400 a.C., sostegono che esiste un divario  di quasi un millennio  che separa l’ultimo circolo di pietra dall’arrivo dei Druidi (cfr. Philip Carr Gomm, Riti e MIsteri dei druidi,  MOndadori, Milano, 2000 p. 35).

Ma negli anni sessanta molti storici hanno modificato le loro opinioni.

Hanno compreso che l’origine delle cosiddette tribù celtiche era molto più complessa di quanto originariamente si supponeva, e hanno suggerito invece che i primi  Proto-Celti erano in Britannia fina dal 2000 a.C. - quando i grandi monumenti di pietra venivano ancora edificati - e che essi erano sicuramente coinvolti nella loro progettazione e costruzione.

Prima del 1960 gli storici avevano pensato  che le tribù celtiche avevano avuto origine nell’Europa centrale, e avevano invaso la Britannia nel 500 a.C.

Ma dopo di allora hanno compreso che una più accurata ricostruzione  è quella di un graduale sviluppo di una varietà di tribù locali e in arrivo, le quali lentamente si sono evolute verso una comune lingua celtica, imitando l’arte dell’Europa continentale.

Piuttosto che specifiche invasioni,  dobbiamo invece immaginare uno spostamento graduale e una commistione interetnica delle popolazioni che parlavano questi linguaggi e che apprezzavano questo tipo di arte.

Questa visione di un graduale sviluppo del Celtismo restituisce Stonhenge ai Druidi.

Archeologi e studiosi della Preistoria hanno associato i druidi con la costruzione e l’uso di Stonehenge fino alla prima metà del Ventesimo secolo, quando il miglioramento delle tecniche di datazione dei monumenti sembrò rendere impossibile la connessione. Se ii circoli di pietre non erano più stati edificati dopo il 1400 a.C. e i Celti non erano arrivati fino al 500 d.C., i Druidi apparentemente non avrebbero potuto essere contemporanei  con i monumenti megalitici. Ora l’opinione accademica è divisa. Alcuni esperti enfatizzano la mancanza di continuità tra le strutture religiose e le pratiche nel secondo e primo millennio a.C.

Altri, tuttavia, puntano al nuovo senso di continuità nella genesi e nella cultura della Britannia, respingendo l’idea di una “invasione” Celtica.

Questa seconda scuola di pensiero  rende di nuovo possibile vedere i Druidi come i sacerdoti e le sacerdotesse dei circoli di pietre, una tendenza rafforzata dall’accresciuto riconoscimento dell’importanza dell’astronomia rituale nella costruzione di questi monumenti.

Come John Mitchell ha evidenziato nella sua Breve Storia dell’Astro-Archeologia: “improvvisamente la scienza  restituì i Druidi  il loro antico templio, Stonehenge, più saggio e venerabile di prima”.

Perchè se le popolazioni megalitiche aveva sacerdoti che presiedevano ai riti presso i monumenti megalitici, e se i celti di britannia sono emersi  essenzialmente dallo sviluppo di popolazioni autoctone, allora i loro druidi erano già i sacerdoti dellle popolazioni precedenti.

Non dobbiamo mai dimenticare che secondo CESARE, De Bello Gallico VI, 13,  “… sipensa che  la dottrina dei druidi sia nata in Britannia e che da lì sia passata in Gallia, e ora chi la vuole conoscere più profondamente va per lo più in Britannia a impararla”.

 

IL MISTERO, LA GUARIGIONE, GLI ANTICHI DEI

Stonehenge continua a suscitare fascino, incanto e meraviglia per i segreti che racchiude.

Antichi Dei sono stati in esso venerati per epoche lunghissime, e in modo tanto incredibile quanto curioso fanno capolino dalle sue pietre gigantesche. Si veda l’immagine che ho avuto la ventura di scattare durante la mia visita a questo  tempio degli Antenati: il Dio di Stonehenge appare in modo fin troppo evidente ed eloquente.

A Stonehenge, come a tutte le pietre sacre pagane delle terre che hanno visto la presenza celtica,  e che sono degne di rispetto e venerazione, assieme ai grandi alberi, ai laghi, ai fiumi e a tutto ciò che vive sul nostro pianeta, sono associate tradizionali doti di guarigione, certo fisica, ma anche spirituale, la grande forza che quel cerchio sacro racchiude produce effetti notevoli su chi apre la propria sensibilità  ai segreti che arrivano dal passato..

 

Da notare che i monoliti di Stonehenge (secondo il Roman de Brut di Wace, che è la traduzione in francese della Historia in latino di Geoffrey, poi  tradotto in inglese da Layamon) “possedevano poteri a dir poco straordinari e che l’acqua dilavata su di essi avevala magica facoltà di impregnarsi di energie prodigiose capaci di sanare le malattie” (Blake e Lloyd, Le chiavi di Avalo, Newton & Comton, Roma, 2002,  p. 103)

 

 

La foto misteriosa

A Stonehenge ho scattato una foto straordinaria che ritrae il Dio di Stonehenge …

A breve tutte le indicazioni per vederla …

 

 

STONEHENGE: Il ben conosciuto monumento di pietra dell’Era Megalitica di proprietà della nazione Britannica e che è sotto la cura dell’English Heritage,  una fondazione indipendente istituita dal Parlamento nel  1984 per proteggere ilpatrimonio architettorino e archeologico inglese costituito dapiù di  400 monumenti storici antichi. 

DOV’E'  Stonehenge è posto sulla piana di  Salisbury Plain nel mezzo del Wessex, 2 miglia da  Amesbury e  9 miglia da  Salisbury, all’incrocio della A344 con la  A303.

La linfo-line Stonehenge is 01980.624715, o, se si telefona dall’estero, 00.44.1980.624715.

VIAGGIO:  AUtobus partono regolarmente durante il giorno dalla Stazione ferroviaria di  Salisbury e dalla Market Square per  Amesbury e Stonehenge (Wilts & Dorset:  tel 01722.336855).  Treni diretti per  Salisbury includono partenze da  Waterloo (Central London), Exeter, Cardiff, Bristol, Bath, Portsmouth and Bournemouth. Le distanze stradali tra Avebury e  Stonehenge sono  24 miglia  via Devizes, 29 miglia  via Marlborough.

APERTURA ogni giorno eccetto 24-26 Dicembre e  1 Gennaio.  Orari di apertura:

16 Mar 2003 31 May 2003 09.30am (09.30)  6.00pm (18.00) 

01 Jun 2003 31 Aug 2003 09.00am (09.00)  7.00pm (19.00) 

01 Sep 2003 15 Oct 2003 09.30am (09.30)  6.00pm (18.00) 

16 Oct 2003 15 Mar 2004 09.30am (09.30)  5.00pm (17.00

Ultima entrata:  30 minuti prima della chiusura.

ENTRATA:  £5  adulti;  £ 3,80  anziani e studenti, bambini sotto i 16 anni (bambini sotto i 5 gratis) £ 2,50, Family Ticket (2 adulti  +  fino a tre bambini) comprende audio tour in italiano.

Sito:

http://www.stonehenge.org.uk

http://www.english-heritage.org.uk/stonehenge/

 

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Liberamente riproducibile, citando la fonte e l’autore

a cura di Myrddin-Rolando Dubini

http://guide.supereva.it/musica_celtica_/index.shtml

(c) Rolando Dubini 2003

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